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INTERVISTA 7 Agosto Ago 2015 0921 07 agosto 2015

Il politologo Amadori: «Renzi è un democristiano»

Ma quali Renzi 1 e Renzi 2. Per Amadori il rottamatore non è mai esistito: «Abbiamo sbagliato noi a crederci. Ma di questo passo farà la fine del Cavaliere».

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Renzi Uno il Rottamatore e Renzi Due l'Istituzionale: peccati di comunicazione o due facce dello stesso premier?
È innegabile che gli effetti speciali di Mr Quaranta per cento, un leader in piena metamorfosi dialettica, non seducano più.
E che tra equilibrismi semantici, promesse disattese e sterzate riformiste la parabola della “piazza pulita” sia finita nel dimenticatoio.
RAI E DDL SCUOLA: GLI 'INCIAMPI' DEL PREMIER. Gli inciampi affabulatori sono altrettanto palesi per molti. Dal giurassico (e lottizzato) cda Rai difeso a oltranza, agli sbagli ammessi sulla Buona Scuola. Dalla sfida alla playstation con Orfini (perché «in fondo a noi che ce frega dei risultati delle Regionali») alla mimetica indossata in Afghanistan, molto Ugo Tognazzi in Vogliamo i colonnelli.
«Nessun errore. Renzi è molto più machiavellico dei politici prodotti dalla prima Repubblica in poi», è invece la posizione del politologo Alessandro Amadori, che a Lettera43.it spiega. «Matteo aveva bisogno di una strategia comunicativa di rottura per conquistare il potere. Ora usa un altro registro per gestirlo».

Alessandro Amadori, politologo, scrittore e sondaggista.

DOMANDA. I sondaggi però danno la fiducia nel premier in crollo verticale. Dal 70% alle Europee del 2014 al 36% di oggi.
RISPOSTA. È abbastanza fisiologico che sia tornato a quei numeri che sono numeri normali per un presidente del Consiglio. Gli italiani gli hanno preso le misure. Si stanno rendendo conto della personalità politica di Renzi.
D. Cioè?
R. Non è un superuomo. Un personaggio capace, ambizioso, determinatissimo, poliedrico. Con tante facce, anche in contrasto fra loro. Un po' Pulcinella, un po' superman, un po' Machiavelli. E che magari annuncia certe cose che e poi ne fa delle altre.
D. Vede delle analogie con Berlusconi?
R. Come il Cav è stato ed è bravissimo in campagna elettorale. Al governo invece è un neo-democristiano, come Rumor. Che non provoca rotture.
D. Le rotture però le ha provocate all'interno del partito.
R. Ecco, gli unici errori veri che sta commettendo riguardano la gestione del Pd. Che sta portando a una condizione di conflittualità interna permanente. Del resto la sua è una personalità divisiva.
D. Le promesse rottamatorie erano dunque solo una strategia iniziale?
R. Era ovvio che sarebbe stato così. Più che un errore suo è un stato un errore nostro l'avere creduto che avesse una carica innovativa che nessuno ha in Italia. Nemmeno lui. Renzi è un uomo politico che tutela interessi reali.
D. Come nel recente caso delle nomine Rai?
R. È chiaro. Sono nomine che garantiscono equilibri di potere. Era illogico pensare che facesse harakiri sulla Rai per mantenere dei principi rottamatori che per lui sono semplicemente un'arma comunicativa.
D. Sul ddl Scuola però lui stesso ha fatto un mea culpa comunicativo.
R.
Essendo un velocista ha cercato di comprimere i tempi. La comunicazione è stata corretta rispetto all'opinione pubblica. Che infatti è stata favorevole. È stata sbagliata rispetto agli influenti, che sono gli insegnanti. Ma lui nella comunicazione non ha in mente i corpi intermedi. Ha in mente l'elettore finale. E la mossa è stata vista come una conferma ulteriore del suo dinamismo.
D. Pur senza gli errori di Berlusconi, però, potrebbe fare la stessa fine?
R. Se Renzi continua con questa gestione del potere democristiana allora andrà incontro a una parabola simile a quella del Cavaliere. E a un fisiologico declino/ridimensionamento. E lascerà il posto ad altri personaggi messianici o presunti tali dei quali il Paese ha ciclicamente bisogno.
D. Che cosa potrebbe cambiare questo scenario?
R. Le scelte su un tema cruciale che è quello della riforma fiscale. Se la attuerà veramente nei termini in cui l'ha annunciata potrebbe di colpo invertire il trend. E riguadagnare consenso. Ora più che mai è di fronte a un bivio.

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