Ultranazionalisti Pravy Sektor 150724155935
INSTABILITÀ 8 Agosto Ago 2015 1200 08 agosto 2015

Ucraina, Pravy Sektor in fermento: Poroshenko trema

I neonazi guidati da Yarosh mollano il governo di Kiev. E minacciano la stabilità. Scontri e morti a Mukacheve. La luna di miele cominciata a Maidan è già finita. 

  • ...

Gli ultranazionalisti di Pravy Sektor.

Come se non bastassero la guerra nel Donbass e il default economico dietro l’angolo, il presidente ucraino Petro Poroshenko e il premier Arseni Yatseniuk si trovano di fronte all’ennesimo problema.
Grande quanto basta per destabilizzare un quadro di per sé incerto.
È il caso degli ultranazionalisti di Pravy Sektor (Settore di destra), movimento radicale che da sempre si è mosso con una certa autonomia rispetto alle istituzioni e ora si è messo addirittura contro l’establishment: al congresso straordinario del partito tenutosi a Kiev il leader Dmitry Yarosh ha annunciato di voler raccogliere infatti le firme per un referendum che attraverso la procedura di impeachment porti alle dimissioni di presidente e capo del governo.
LA LUNA DI MIELE È FINITA. La luna di miele iniziata nel novembre del 2013 sulle barricate di Maidan, tra l’allora oligarca Poroshenko, il capo dell’opposizione Yatseniuk e lo sconosciuto numero uno degli estremisti neonazisti Yarosh sembra ora finita.
L’accusa sostanziale che parte da Pravy Sektor è quella che il nuovo gruppo al potere ha fatto ben poco per cambiare il sistema oligarchico impersonato da Victor Yanukovich contro il quale era scattata la rivoluzione nel cuore di Kiev.
DURI SCONTRI A MUKACHEVE. Promesse di riforme non mantenute, corruzione dilagante, poteri forti a dettar legge, peggioramento degli standard di vita della popolazione, la guerra nel Donbass tutt’altro che risolta: la fila degli scogli rimasti è lunga.
Settore di destra e altri battaglioni di volontari impegnati nel Sudest del Paese hanno sempre avuto un rapporto difficile con le istituzioni, politiche e militari, tanto che dopo gli screzi a parole si è arrivati anche ai fatti. E la scorsa settimana a Mukacheve, nell’oblast occidentale della Transcarpazia, si è giunti allo scontro armato tra paramilitari e polizia con un paio di morti e una dozzina di feriti.

Pravy Sektor minaccia la terza rivoluzione

Dmitry Yarosh, leader di Pravy Sektor.

Un episodio a dire il vero non chiarito del tutto, con versioni contrastanti e accuse incrociate, ma che ha evidenziato in ogni caso come la faccenda sia seria.
Yarosh e compagnia da mesi minacciano Poroshenko e Yatseniuk di riempire le piazze per una terza rivoluzione, dopo quelle del 2004 e 2014, e anche se gli analisti sono convinti che al momento un altro terremoto del genere è improbabile, a partire dal fatto che Pravy Sektor ha una base elettorale molto ristretta e riscuote con una politica aggressiva poco consenso, il futuro prossimo è comunque difficile da decifrare.
È certo però che la destra radicale appare sempre più fuori controllo e non più disposta ad accettare compromessi.
UN FATTORE DI INSTABILITÀ. I duri e puri ultranazionalisti, accusati peraltro di essere coinvolti in affari poco puliti per finanziarsi, come il contrabbando di sigarette che avrebbe condotto agli scontri di Mukacheve, sono un fattore di instabilità che può essere puntellato o anche condurre a ulteriori problemi.
La situazione complessiva dell’Ucraina è preoccupante proprio perché dipende da molte variabili tutt’altro che prevedibili.
Se Pravy Sektor è numericamente poco consistente e per il momento non gode del sostegno aperto di grandi finanziatori solo perché gli oligarchi hanno deciso di stare alla finestra, non è detto che le cose non cambino quando i burattinai muteranno opinione.
POROSHENKO IN CRISI DI CONSENSI. La destra radicale paramilitare è stata il braccio armato di Euromaidan senza il quale Yanukovich sarebbe ancora al suo posto, ma per una vera rivoluzione da solo non basta.
Con i rating di Poroshenko e Yatseniuk che sono peggiori di quelli dei loro predecessori alla fine del 2013, le condizioni per manifestazioni di piazza ci sarebbero eccome, ma gli ucraini per ora preferiscono stare in casa a leccarsi le ferite. Perché senza una regia la spontaneità non è sufficiente. È probabile quindi che i prossimi mesi non portino a una vera escalation e a un conflitto aperto, lasciando Mukacheve un fatto isolato.
A OTTOBRE LE ELEZIONI LOCALI. Alla fine di ottobre sono in calendario le elezioni locali, il primo test per il tandem al comando e per l’opposizione moderata e radicale.
In seguito si potrà capire se e come verranno ridistribuite le carte.
Più che Pravy Sektor, i partiti di governo, il Blocco di Poroshenko e il Fronte popolare di Yatseniuk, dovranno temere il risveglio degli eredi di Yanukovich, che sono già in piena mobilitazione e avanti nei sondaggi nelle regioni del Sudest.
Un altro problema per la coppia traballante di Kiev.

Correlati

Potresti esserti perso