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FOCUS 10 Agosto Ago 2015 1140 10 agosto 2015

Turchia, Erdogan smonta il processo di pace coi curdi

Nuovi attentati a Istanbul. Figli della strategia di Erdogan. Che con la scusa della guerra all'Is attacca le milizie curde. E così il Paese rischia la guerra civile.

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I curdi morti per scacciare l'Isis nel nord della Siria e dell'Iraq sono stati scaricati dalla coalizione della Nato contro il terrorismo islamico e nella Turchia tra due fuochi che ha scherzato con il fuoco esplodono ora grandi le tensioni etniche e religiose.
La diretta conseguenza dei raid di Ankara sia contro le basi dell'Isis sia contro i territori curdi del Pkk è l'escalation di attentati terroristici e disordini interni di varia natura.
Fino alla bomba odierna alla stazione della polizia di Istanbul e all'assalto armato al consolato Usa, mentre nell'entroterra curdo vengono uccisi altri soldati turchi.

  • La sparatoria e la cattura della terrorista turca che ha attaccato il consolato degli Stati Uniti a Istanbul.

CURDI BARATTATI. Dopo un lungo attendismo, sullo sfondo c'è il baratto tra i potenti membri della Nato turchi e americani.
In cambio della base aerea di Incirlik al confine con la Siria, negata per un anno agli Usa, il Pkk è rimasto nella black list americana ed europea delle organizzazioni terroristiche e, di conseguenza, è saltato il processo di pace con il leader storico curdo Abdullah Öcalan.
Ankara vorrebbe anche una zona cuscinetto di 100 chilometri (in pratica, tutto il Kurdistan siriano), oggetto di discussione bilaterale tra Ankara-Washington.
LA ZONA CUSCINETTO. L'intesa, secondo fonti riservate dell'Amministrazione Usa, sarebbe stata raggiunta per un'area di «68 chilometri di confine, fino alla provincia di Aleppo e con una profondità di 40 chilometri in territorio siriano sotto il controllo dei ribelli».
Non una no-fly zone come volevano i turchi, con 18 mila soldati in un territorio, fino all'inizio del 1900, dell'impero ottomano.
Ma il sì degli americani ad Ankara isola comunque i curdi di Kobane dell'Ypg (legati al Pkk) che dal 2014 combattono corpo a corpo contro l'Isis, costituendo in Siria la repubblica socialista indipendente della Rojava.

L'Isis chiama Erdogan alla guerra ai curdi

«Non permetteremo mai la nascita di un Kurdistan siriano e i negoziati di pace curdi non hanno più senso», ha chiosato Erdogan», ha chiosato il tre volte premier e infine presidente turco Recep Tayyip Erdogan al lancio della sua guerra al «terrorismo dell'Isis e del Pkk».
Si è scritto che Erdogan vuole prendere due piccioni con una fava. E però in quella zona chi è contro il Pkk è con l'Isis e viceversa, lo dicono anche i jihadisti del Califfato.
Bombardare terroristi islamici e guerriglieri curdi significa esporre il Paese a una spirate di ritorsioni incrociate.
L'ISIS CONTRO I CURDI. Sul numero di luglio, la rivista turca pro Isis Konstantiniyye che per «l'appoggio e le concessioni al partito illegale dei lavoratori (Pkk) e l'errato tentativo di confronto contro lo Stato islamico la Turchia va verso la disintegrazione».
Per il foglio jihadista i curdi di sinsitra dell'Hdp che alle ultime elezioni hanno conquistato 80 seggi sono il «partito degli apostati del Pkk», lo «Stato curdo di Erdogan non aiuta lo Stato islamico in nessun modo».
Il Pkk è una «banda di atei», la Turchia il «regime dei tağut», in arabo coloro che «oltrepassano i limiti. Che fa allora l'Akp, il partito islamista di Erdogan?

La mappa dei raid turchi nel Kurdistan iracheno contro il Pkk.  

Dichiara guerra all'Isis e chiede al parlamento di togliere l'immunità leader dell'Hdp Salah Demurtas: mossa, in passato, anticamera per bandire i partiti curdi.
Molte cose non sono chiae sui raid turchi in territorio siriano e iracheno, scattati dopo la strage jihadista di Suruc del 20 luglio nei territori curdi, al confine tra Siria e Turchia e a un paio di chilometri da Kobane.
La portata dei raid contro l'Isis e contro il Pkk, secondo diversi testimoni e anche alcuni analisti, è di uno a quattro: bombe innanzitutto contro i curdi, dunque, poi contro i jihadisti, con i quali la Turchia islamista di Erdogan è stata accusata di collusioni.
PIÙ BOMBE SUI CURDI. L'occhio di Melik Kaylan, contributor di Forbes e reporter di lungo corso delle guerre in Medio Oriente ha notato altri particolari incosueti.
«Dal video degli strike di Ankara con F16 a bombe a guida laser, contro l'Isis, tutti i target sembrano avere qualcosa in comune. Sono a distanza di sicurezza dai complessi residenziali, in spazi aperti. Se davvero sono target dell'Isis perché», scrive l'esperto, «sono ancora obiettivi disponibili? Gli Usa hanno mosso guerra all'Isis a settembre».
Ma siccome adesso la Nato è allineata con Erdogan contro i «terroristi separatisti del Pkk», non è dato saperne di più.

Suruc: strage contro la Turchia o contro i curdi?

Simili accortezze umanitarie non ci sarebbero verso i target del Pkk.
I turchi bombardano numerose basi in Kurdistan, oltre ai villaggi siriani controllati dai curdi.
«Insediamenti e in alcuni casi anche cittadine abitate dai civili. Nella zona non c'erano attacchi del genere dagli anni '90» spiega a Lettera43.it Shorsh Surme, analista curdo originario della zona, «ogni notte cadono bombe, ci sono anche civili perché negli anni i guerriglieri curdi hanno portato le loro famiglie».
Colpire il Pkk, in quelle zone, significa anche violare la sovranità territoriale del Kurdistan iracheno con cui la Turchia aveva buoni rapporti, anche economici.
GLI ATTACCHI DEL PKK. I peschmerga iracheni hanno idee politiche diverse dal Pkk, ma hanno combattono insieme e muoiono insieme contro l'Isis.
«Da curdo dico che il Pkk ha sbagliato a uccidere soldati turchi per rappresaglia e fare altri attacchi. Ma i raid Ankara sono contro la legalità internazionale. Masoud Barzani, presidente del Kurdistan iracheno, ha protestato con l’ambasciatore americano in Iraq Stuart Jones Barzani. Nella visita ha elogiato per i risultati dei peschmerga contro l'Isis, ma ora la Nato sembra dimenticarsene», commenta Surme.
L'attacco del Pkk è seguito al maxi attentato a Suruç, del quale Erdogan ha tentato di bloccare la diffusione del video.
Anche questa strage presenta dei lati oscuri. É avvenuta al raduno politico dell'Hdp, dove si trovavano più di 300 ragazzi, per tre quarti figli di famiglie curde da tutta la Truchia. Con alcuni giovani socialisti turchi volevano passare il confine per aiutare Kobane nella ricostruzione.
LA STRAGE CURDA DI SURUC. Ma una bomba è esplosa: 32 di loro sono morti, un centinaio feriti, 10 gravi. Per Ankara è una «strage dell'Isis contro la Turchia». Nessun accenno ai curdi morti, se non che il jihadista kamikaze sarebbe «turco di origine curda rientrato dai campi Isis della Siria».
Poi immediata rappresaglia contro l'attacco del Pkk ai soldati, controrappresaglia curda, infine scontri e attacchi mortali in tutto il Paese.
Come in Arabia saudita, dilaga l'effetto boomerang. Ora anche l'Isis ce l'ha con il governo che lo tollerava e secondo molti lo foraggiava, la Turchia brucia.

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