Sergio Staino 150810194535
MAMBO 11 Agosto Ago 2015 1038 11 agosto 2015

Staino, Cuperlo e lo sterile dibattito tra ex Pci

Più che confrontarsi, si parlano addosso. E ignorano le vere istanze del Paese.

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Sergio Staino.

Lo scambio di lettere fra Sergio Staino, “Bobo”, e Gianni Cuperlo conferma che per il Pd è scoccata l’ultima ora.
Staino e Cuperlo, con affetto ma anche con punte di rancore, mostrano in pubblico l’incompatibilità non fra Renzi e gli ex comunisti ma fra gli ex comunisti fra di loro.
Sono anni che dico e scrivo agli ex comunisti e agli anticomunisti che quel popolo glorioso non esiste più, si è dissolto, non trova neppure le sue bandiere con colpevole leggerezza di chi lo ha guidato.
Sergio Staino ha una posizione “rottamatrice” rispetto a tutta la vecchia classe dirigente che pure ha sostenuto ma che ora non sopporta.
Cuperlo si avventura in distinguo sottilissimi, ma non sfugge all’impressione di considerare Renzi un usurpatore.
CUPERLO E LA SINISTRA 'SINGOLARE'. Nella tradizione comunista italiana il problema Renzi sarebbe stato risolto in due modi. Ci sarebbe stato chi avrebbe preso velocità con il nuovo vento, anche perché soffocato dall’afa di prima, e chi invece avrebbe lamentato gli sconquassi. Detto in termini più da cultura politica, si sarebbero scontrate due mentalità, l’una disperatamente pronta al dialogo, al riannodare i fili, allo stare dentro (diciamo la cultura togliattiana), mentre l’altra sarebbe stata animata dallo spirito di appartenenza, dalla purezza ideologica, dalla definizione chiusa di un campo politico.
Dispiace dire queste ultime cose a Cuperlo, che parla a nome di una sinistra plurale, anche se la sua è molto “singolare”, e non è per tanti aspetti neppure di tradizione comunista o socialista italiana, appartenendo invero a culture radical di altri Paesi.
Renzi non può stare a guadare quel che accade nel campo a lui vicino. Sarebbe un pazzo, forse lo è, se pensasse che la faccenda non lo riguarda. Né può limitarsi a dare oggi patenti di onestà e di dirittura morale ai due contendenti.
RENZI DEVE RIPRENDERSI LA SINISTRA. Non dobbiamo aspettare lui, o il suo clan acchiappaposti, per sapere che Sergio e Gianni sono due splendide persone e, per chi ci crede, due “compagni”: Renzi deve dimostrare che vuole tenere dentro la sua sinistra e per farlo deve mettere mano al suo confuso progetto istituzionale. Non lo vuole fare? Legittimo ma si intesterà la scissione.
Gli scissionisti, anche secondo me, avranno vita breve e grama. Sono troppo vecchi per entusiasmare i giovani. Se poi leggete la lettera di Cuperlo, fateci caso che non compaiono mai ragionamenti di economia reale. È una sinistra dei valori, come si dice. Das Kapital era costruito su altre premesse.
Ultima osservazione: il dibattito fra Cuperlo e Staino non supera la porta di una sezione affollata da ex comunisti, nel senso che non parla al Paese. Che vuol dire parlare al Paese? Vuol dire poche cose concrete, severe autocritiche, proposte di lungo periodo.
Voglio che l’Italia sia così, così e così, per usare una espressione di Filomena Marturano quando parlava di cose serie.
Esempi: Cuperlo contesta la riforma della scuola, ha cose da proporre che non sia l’idiosincrasia per il preside manager? Parliamo di tagli alla sanità: dove e come taglierebbe Cuperlo? Parliamo del destino del paese: Ilva sì o Ilva no, Tap si o no nel Salento, scelta neo-industrialista con forte connotazione tecnologica oppure ci occupiamo solo di Landini?
Tutto qui. Scusate se è poco.

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