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INTERVISTA 12 Agosto Ago 2015 1537 12 agosto 2015

Don De Capitani: «Il nome di Salvini mi provoca orticaria»

La Lega «vive fuori dalla storia». La Santanchè «fa uscire di tutto dalla bocca». E i cattolici fanno poco, perché tanti votano Carroccio. Il prete anti-Cav a L43.

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Come il flusso di disperati dalle coste libiche verso l'Eldorado-Italia anche il fiume delle diatribe sull'immigrazione non conosce sosta.
Sull'ultimo barcone della polemica, tra retorica dell'insulto e scomuniche sull'opportunismo, sono salite Cei e Lega, con monsignor Galantino che ha dedicato un sermone senza peli sulla lingua a Grillo e Salvini, definiti «piazzisti da quattro soldi che per qualche voto sono disposti a dire cose insulse», e il segretario del Carroccio che ha replicato tra il piccato e il profano: «Chi difende invasione o non capisce o ci guadagna».
GALANTINO ATTACCA ANCHE IL GOVERNO: «ASSENTE SUI MIGRANTI». Il giorno dopo il duro scontro a distanza la predica del segretario della Conferenza episcopale si è spinta persino più in là. Tirando le orecchie al governo, corresponsabile e di più: del «tutto assente sul tema immigrazione». E pure alla collettività, perché «non basta salvare i migranti in mare per mettere a posto la coscienza nazionale».
«Dire che Galatino non solo abbia ragione, ma che definendo Grillo e Salvini 'piazzisti da quattro soldi' abbia azzeccato una delle più incisive espressioni mai dette mi costa un poco, per averlo criticato su altri fronti», dice don Giorgio De Capitani, ex parroco di Monte di Rovagnate (Lecco): uno che di omelie al vetriolo se ne intende.
DON DE CAPITANI, UN PRETE SCHIERATO. Da anni è impegnato in una sua battaglia personale contro una politica «interpretata da partiti e da politicanti indegni di governare l’Italia o di assumere responsabilità importanti nel campo sociale, e movimenti di protesta, che sanno parlare solo alla pancia della gente».
Uno che dopo le sue dure prese di posizione dal pulpito e sul suo sito internet contro esponenti leghisti, Berlusconi (dichiarò di sperare che al Cav venisse un ictus) e pure il movimento di Comunione e Liberazione, perse la guida della sua parrocchia e ricevette minacce di morte.
In questa polemica non si sente di parte, e rivendica la sua posizione critica contro quelle gerarchie ecclesiastiche, che «nonostante papa Francesco, neppure ora sembrano uscite da un'ingessatura dogmatica e moralistica».
Ma quando sente parlare di Salvini, ammette, «mi viene l'orticaria».

Don Giorgio De Capitani.

DOMANDA. Il segretario del Carroccio parla di 'invasione' e non è l'unico. Anche Daniela Santanchè ha usato la stessa espressione. L'invasione c'è davvero o è inventata?
RISPOSTA. Posso anche condividere certi timori del leghista Salvini o della signora Daniela Santanchè, che poi sono i timori di tutti noi, ma da queste persone non accetto lezioni di storia, e neppure analisi sociologiche e politiche.
D. Si spieghi meglio.
R.
Non penso che siano in grado di definire la realtà di un fenomeno, di cui forse nessuno riesce ancora a cogliere la portata. Dalla bocca della Santanchè esce di tutto, con tanta saccenteria talora irritante. E Salvini trova qualsiasi appiglio per sostenere la sua tesi, affermando che il fenomeno immigratorio è un'invasione è chiaro dove egli voglia arrivare.
D. Dove?
R. Mira a guadagnarsi qualche voto popolare, sapendo che la gente è disorientata e fatica a convivere con le emergenze.
D. Per Salvini 'non si tratta di essere cattolici ma di avere 'buonsenso'. Ma uno che rifiuta l'accoglienza ai migranti dirsi un 'buon cattolico'?
R. Anzitutto, bisognerebbe una buona volta far capire alla gente comune che, dal punto di vista etimologico, Salvini è tutto tranne che 'cattolico', cioè 'universale'. Che poi egli si ritenga 'cristiano'... dovrebbe però dimostrare come possa far convivere il vangelo radicale di Cristo con la sua ideologia xenofoba.
D. Quindi quella del 'buonsenso' è una scusa che non regge?
R. Parlare di 'buonsenso' è per lo meno comico, quando Salvini manca proprio di quel buonsenso che è il minimo indispensabile per far saltare ogni schema ideologico di fronte a ciò che appartiene all’umanità nei suoi aspetti più drammatici. Il buonsenso lo si usa, casomai, nel trovare soluzioni reali ed equilibrate. Nell’unire tutte le forze, di destra e di sinistra, per accordarsi su alcuni beni universali».
D. Ai preti Salvini ama ripetere: 'Li accolgano loro'. Accusa la Chiesa di non fare abbastanza. Ha ragione?
R. La Chiesa predica molto bene su alcuni valori, tra cui l’amore per i poveri e i diseredati, l’accoglienza, la fraternità, l’umanità. Ma poi, in pratica, alle parole non corrispondono sempre i fatti.
D. E qual è il motivo?
R. Le comunità, i movimenti e le parrocchie sono rappresentate da cattolici come Matteo Salvini o peggio. Non dimentichiamo la presenza dei leghisti, non solo in chiesa, ma anche nei consigli pastorali, come factotum parrocchiali. Quindi la base è divisa tra accoglienza e non accoglienza nei riguardi dei migranti, immigrati e profughi.
D. Qualche esempio?
R. Nella diocesi milanese, so di numerosi preti la cui fede leghista è nota anche ai parrocchiani. Poi pensiamo alle scuole cattoliche paritarie, con la loro richiesta di sovvenzioni statali e anche dell’esenzione da alcune tasse. Chiediamoci: queste scuole da chi sono frequentate? Non è raro trovare figli di famiglie benestanti. E questa famiglie se ne fregano della religione cattolica. Di fronte a iniziative diocesane in favore degli immigrati si ribellano se questi sono ospitati in case che si trovano nelle vicinanze della scuola dei loro figli.
D. Ma un problema immigrazione esiste o è un'invenzione di una certa politica?
R. Che l’immigrazione esista, è sotto gli occhi di tutti, e che poi sia un problema nessuno dovrebbe nasconderlo. Sì, è un problema. Un gravissimo problema. Il problema del secolo. Proprio per questo, tutti, lo ripeto, dovrebbero unire le loro energie per risolverlo nel migliore dei modi. C'è in gioco il futuro dell'Europa.
D. Si tratta di allarmismo eccessivo?
R. Non credo che dovremmo dormirci sopra. Certo, bisogna stare attenti a non creare allarmismi fuori posto, perché ciò creerebbe anche reazioni incontrollate. Dire 'eccessivo' potrebbe significare dire 'ossessivo', e così cadremmo nella malafede dei leghisti che amano esasperare le emergenze umanitarie per richiamare con più forza l’attenzione della gente.
D. E attaccare il governo per la sua inadeguatezza.
R. Vorrei ricordare che la Lega è stata al governo con Berlusconi per diversi anni e non mi pare che abbia saputo affrontare positivamente il fenomeno immigrazione.
Stare dalla parte dell'opposizione può essere facile, come è facile sparare a zero sull'esecutivo attuale. Se Salvini fosse al governo che farebbe? Probabilmente agirebbe come ha agito Maroni ai suoi tempi.
D. I più critici sostengono che l'accoglienza senza regole alimenti i viaggi della speranza e le morti nel Mediterraneo. È un rischio reale?
R. Penso che la speranza sia l'ultima a morire, e che perciò gente ai limiti della disperazione faccia di tutto per aggrapparsi anche ai rottami, pur di sopravvivere. Vorrei porre una domanda: al loro posto, noi che faremmo?
D. Al loro posto ci siamo stati. E siamo partiti verso altri lidi. Ma anche qui, i critici della teoria dell'accoglienza, dicono che si tratta di casi diversi.
R.
Credo che sia onesto e sacrosanto ricordare il nostro passato di migranti. Ma credo anche che i tempi siano cambiati, e che ciò a cui assistiamo oggi sia di una tale entità da coinvolgere interi continenti. Da quel poco che so, l’umanità nel passato ha assistito a emigrazioni di grandi dimensioni, che hanno cambiato in parte la faccia della terra.
D. Ha senso allora alzare un muro verso il prossimo per fermare i barconi?
R. La storia insegna che ogni muro ha creato solo divisioni, emarginazioni e violenze. L'integrazione richiederà un percorso lungo, molto lungo, ma bisogna crederci, da subito, coi gesti concreti, ma soprattutto con un’azione culturale che abbracci le nuove generazioni.
D. È il rifiuto di imboccare questo sentiero il peccato che imputa alla Lega?
R. Ciò che fa veramente male della ideologia leghista è quel suo voler a ogni costo bloccare ogni apertura del nuovo che avanza. Ho scritto più volte, nel passato, che il più grosso peccato della Lega risiede nel suo rifiuto della Storia. Storia con la S maiuscola.
D. Quali sono le responsabilità dell'Unione europea sull'immigrazione?
R. L'Europa è veramente mancante e colpevole. Una responsabilità che peserà sulla storia futura.

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