PROFILO 13 Agosto Ago 2015 1313 13 agosto 2015

La presidenza Carter, dal Watergate all'arrivo di Reagan

L'ex inquilino della Casa bianca annuncia di essere malato. Dalla sua elezione al messaggio agli alieni, le cose da sapere sul suo mandato.

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Jimmy Carter è stato il 39esimo presidente degli Stati Uniti. Ha giurato sulla Costituzione il 20 gennaio 1977. Il democratico è stato in carica per un solo mandato.

Con un toccante messaggio televisivo, l’ex presidente americano Jimmy Carter, 90 anni, ha confidato al popolo americano di avere un tumore ormai in metastasi. «Una recente operazione al fegato», ha spiegato, «ha rivelato che ho il cancro che ora si è diffuso in altre parti del corpo».
GLI AUGURI DI OBAMA. Carter si sottoporrà ai trattamenti necessari all’Emory Healthcare.
Il presidente americano Barack Obama ha chiamato l'ex presidente e gli ha augurato una «pronta e completa guarigione. L'America fa il tifo per te», ha detto, «i nostri pensieri e le nostre preghiere sono per te e per la tua famiglia».
Ma chi si ricorda la presidenza Carter e la sua storia? Ecco un breve memorandum delle tappe più importanti.

1. L'elezione dopo lo scandalo Watergate

Classe 1924, è stato il 39mo presidente americano, in carica dal 1977 al 1981. Governatore della Georgia dal 1970, nel 1976 ottenne la nomination democratica e subentrò a Richard Nixon dopo che lo scandalo Watergate lo aveva costretto a dimettersi.

2. L'orgoglio di essere un 'meridionale'

Prima di entrare alla Casa Bianca era stato governatore della Georgia, ma soprattutto era un produttore di arachidi. «Io sono un meridionale», così Carter si presentava alla Nazione in uno degli spot televisivi lanciati durante la sua campagna per la presidenza 1976.
Il video era girato mentre Carte passeggiava attraverso la sua fattoria di arachidi a Plains, Georgia.

3. Registrò un messaggio per gli alieni

«Noi esseri umani siamo ancora divisi in nazioni, ma queste nazioni stanno rapidamente diventando una unica civiltà globale. Noi lanciamo questo messaggio nel cosmo...Stiamo cercando di sopravvivere ai nostri tempi, ma potremmo farlo nei vostri», sono solo alcune parole del messaggio che Carter registrò con la propria voce sul disco d'oro lanciato assieme alle sonda Voyager 1 per il suo viaggio fuori dal nostro sistema solare il 5 settembre 1977.

4. Il dramma degli ostaggi americani a Teheran

Carter fu ricordato a lungo più per i suoi insuccessi soprattutto in politica estera: dovette gestire il difficile periodo della rivoluzione iraniana nel 1979, e soprattutto la cattura di 52 ostaggi statunitensi nell'ambasciata di Teheran.

5. La firma sulla pace di Camp David nel 1978

Nonostante il caso degli ostaggi iraniani segnò il fallimento della politica estera mediorientale, Carter fu il protagonista della storica firma degli accordi di pace di Camp David fra Egitto ed Israele, nel 1979.
Nell'autunno del 1978 riunì il primo ministro israeliano Menachem Begin e il presidente egiziano Anwar el-Sadat per un vertice a Camp David. Dopo 13 giorni di negoziati tesi Carter riuscì a ottenere un accordo, che poi annunciò durante una sessione congiunta del Congresso, con Begin e Sadat. «A questi due miei amici, le parole di Gesù: Beati gli operatori di pace, perché saranno i figli di Dio», disse Carter, un cristiano evangelico, che spiegò come fosse la sua fede a spingerlo aottenere la pace in Medio Oriente.

6. L'odio per i comunisti

Ambasciatore di pace ma non con i comunisti, Carter dispose che il Dipartimento di Stato derogasse il McCarran Act che vietava l'ingresso negli Stati Uniti dei comunisti. Quando l'Urss invase l'Afghanistan nel 1980, con gli Stati Uniti ci fu il ritorno di un clima da Guerra fredda e Carter boicottò la XXII Olimpiade che si teneva proprio quell'anno a Mosca.

7. La sconfitta con Ronald Reagan

La lotta per ottenere la seconda nomination democratica e la sconfittadi Ted Kennedy alla convention del Partito Democratico, non gli servirono a ottenere una seconda elezione: nel novembre 1980 fu sconfitto dal repubblicano Ronald Reagan.

8. Il Nobel per la pace nel 2002

Una volta lasciata la Casa Bianca ha fondato ad Atlanta il Carter Center per promuovere temi sociali, dai diritti umani alla democrazia. Grazie alle attività svolte attarverso la sua fondazione, nel 2002 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

9. L'incontro con Fidel Castro

Sempre nel 2002, anche se non più in carica, fu il primo presidente americano a visitare Cuba e a incontrare Fidel Castro dai tempi dell'embargo.

10. La lite con Netanyahu

Nel 2015 Carter, artefice della lunga trat­ta­tiva che portò allo sto­rico trat­tato di pace tra Israele ed Egitto, non fu rice­vuto dal pre­mier Neta­nyahu durante il suo tour in Medio Oriente a causa delle posi­zioni espresse sul con­flitto israelo-palestinese. Carter scrisse un libro Peace, not Apartheid, dove esprimeva la sua posizione contraria alle politiche di Israele nei confronti del popolo palestinese, politiche da lui definite di «apartheid».

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