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POLEMICHE 14 Agosto Ago 2015 1509 14 agosto 2015

Tsipras tassa le scuole private e la Troika approva

Gli istituti pagheranno l'Iva al 23%. E la Troika approva. Sì di Atene agli aiuti.

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Alexis Tsipras, premier greco.

Tsipras tassa le scuole private al 23%. E la Troika approva. La nuova imposta è contenuta nel memorandum di 29 pagine messo a punto dai rappresentanti dei creditori internazionali e dal governo di Atene e è stata proposta dall'esecutivo ellenico in primavera tra la rosa di provvedimenti per aumentare le entrate fiscali delle casse pubbliche greche. Il testo dell'intesa preliminare sottoscritto con la Troika prevede l'esenzione delle scuole per l'infanzia. Ma le altre, finora completamente esentate dal pagamento delle imposte, ora dovranno pagare l'Iva al 23%, in linea con la nuova tassazione prevista negli accordi europei. E siccome tutto il mondo è Paese, anche in Grecia è scoppiata la polemica.
PROVVEDIMENTO CRITICATO. Un commento pubblicato dal quotidiano Kathimerini reclamava l'uguaglianza delle scuole di fronte alla legge, spiegando che circa il 6% degli allievi del Paese frequentano le scuole private (in Italia sono l'11% secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2011). E che «non sono tutti ricchi». Il quotidiano invitava «il governo a fare uno sforzo per migliorare le condizioni nelle scuole pubbliche, invece di cercare di minare istituzioni private mediante la tassazione in eccesso».
Il 23 luglio secondo quanto riportato dall'emittente Cctv, circa 200 insegnanti di lingue di istituti privati hanno manifestato di fronte al parlamento per protestare contro l'approvazione della legge. L'argomentazione è comprensibile: con una tale recessione per le famiglie sarà difficile affrontare le nuove spese e molti rinunceranno ai corsi di lingua privati per i figli, che gli insegnanti definiscono un investimento per il turismo. Tuttavia è difficile capire perché gli istituti privati dovrebbero ottenere un trattamento di favore, in un momento in cui lo stesso ministero dell'Istruzione ellenico ha spiegato che per settembre le scuole subiranno tagli a risorse e forniture e altri settori sono sottoposti alla stessa tassazione.
Si dirà che agli occhi dei creditori internazionali quello che conta sono i saldi. Ma già nel 2012, una ricerca sull'evasione fiscale greca citata dall'Economist aveva mostrato che l'educazione era uno dei settori in cui l'elusione fiscale era maggiore.
RIPRISTINARE LA VALUTAZIONE DEGLI INSEGNANTI. Inoltre la Troika non ha accettato la linea del governo Tsipras: a fine maggio infatti l'esecutivo di Syriza aveva proposto un disegno di legge sulla scuola che prevedeva per esempio l'eliminazione della valutazione degli insegnanti.
Mentre nel memorandum appena approvato a pagina 19 si specifica che verrà approntato «un nuovo Piano di azione sull'educazione da adottare entro luglio 2016 per adeguare numero di insegnanti e di alunni per classe ai parametri dell'Ocse». E saggiamente si sottolinea che «la valutazione degli insegnanti e delle scuole verrà inserita nel sistema generale di valutazione della pubblica amministrazione». Sulle scuole private si aggiunge invece: «Le autorità assicureranno un trattamento equo di tutti i fornitori di servizi educativi, inclusi quelli privati fissando degli standard minimi». Un atteggiamento laico che potrebbe essere una lezione anche per l'Italia.

I settori dell'economia greca in cui si concentra la maggiore elusione fiscale. (Fonte: Economist).

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