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SICILIA 17 Agosto Ago 2015 2100 17 agosto 2015

Scorta a Lucia Borsellino, dopo 23 anni torna la paura

La famiglia rivive un clima di emergenza che sembrava ormai lontano.

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Rosario Crocetta con Lucia Borsellino.

Il clima di emergenza sembrava chiuso 23 anni fa. Invece il 17 agosto 2015 la decisione del Viminale di assegnare la scorta a Lucia Borsellino, un mese e mezzo dopo le sue dimissioni da assessore regionale alla Salute del governo siciliano guidato da Rosario Crocetta, ha fatto tornare alla mente la strage di via d'Amelio e quella paura di attentati di stampo terroristico-mafioso che sembrava ormai lontana.
La figlia di Paolo Borsellino (il magistrato assassinato il 19 luglio del 1992) avrà un'auto blindata e due uomini armati per decisione del Comitato per l'ordine e la sicurezza, che ha affidato la tutela alla polizia di Stato.
LO SFOGO DEL FRATELLO. Il 2 luglio scorso Lucia Borsellino aveva lasciato il proprio incarico «per ragioni di ordine etico e morale e quindi personale, sempre più inconciliabili con il mio mandato», aveva scritto in una nota passata quasi inosservata prima che il fratello dell'ex assessore, Manfredi, in occasione del 23esimo anniversario della strage di via D'Amelio, davanti al presidente della Repubblica (dal quale ricevette un caloroso abbraccio) sottolineò che la sorella aveva vissuto un calvario simile a quello del padre.
L'ARTICOLO DELL'ESPRESSO. Parole pronunciate nel pieno di una tempesta scaturita due giorni prima da un articolo dell'Espresso nel quale si riportava il contenuto di una presunta telefonata (la cui esistenza è stata smentita da più procure siciliane) nella quale il medico personale di Crocetta, Matteo Tutino, asceso al primariato di Chirurgia plastica prima di essere arrestato per truffa il 29 giugno 2015, avrebbe detto al presidente della Regione «dobbiamo farla saltare in aria come il padre».
La decisione del Viminale di fornire a Lucia Borsellino la scorta, adottata a Ferragosto, sarebbe legata alle indagini sulla sanità siciliana e anche agli esposti presentati dall'ex assessore quando era in carica nell'esecutivo regionale. Borsellino è stata sentita nei mesi scorsi dal procuratore aggiunto di Palermo Leonardo Agueci e dal pm Luca Battinieri proprio sulle indagini che coinvolgono Tutino.
I FAMILIARI SORPRESI DALLA DECISIONE. I familiari avrebbero accolto con sorpresa l'assegnazione della scorta e dell'auto blindata all'ex assessore, anche se in una nota affermano di non volere esprimere alcuna valutazione. «Benché sollecitati, ribadiamo - dicono - la ferma volontà di non rilasciare dichiarazioni. Non intendiamo tantomeno commentare o esprimere valutazioni sui tempi e sulla opportunità del dispositivo di protezione adottato dalle autorità competenti».

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