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KERMESSE 19 Agosto Ago 2015 0800 19 agosto 2015

Renzi cambia idea: va al Meeting di Cl in cerca di voti

Nel 2014 disertò. Ora sbarca a Rimini il 25 agosto. Ma senza la Boschi pro-gay. Pure il M5s all'esordio. Perché se serve consenso, Don Giussani torna di moda.

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Il premier Matteo Renzi.

Al di là dei proclami che ostentano sicurezza, Matteo Renzi ha problemi di numeri al Senato.
I conti non tornano e i margini di trattativa sono troppo ristretti, anche ora che può contare sull'appoggio dei 10 ex forzisti ed ex Gal confluiti nella neonata formazione verdiniana di Alleanza liberalpopolare-autonomie.
E allora sembra essere arrivato il momento di conquistare voti e consenso anche laddove sembrava un tabù: al Meeting di Comunione e liberazione, per esempio.
SOLO 179 CERTEZZE. Il 'pallottoliere' del resto è impietoso: come li giri e li rigiri, i margini su cui può disporre il premier a Palazzo Madama sono sempre gli stessi.
Circa 80 del Partito democratico su 113 disponibili (la minoranza interna per ora non scende a patti), 10 delle Autonomie, 10 appunto di Ala, 35 di Area popolare, una ventina del Misto e quattro dei senatori a vita.
In totale fanno 179 (il quorum della maggioranza è fissato a quota 161). Da considerare variabili, però.
DUE PROVE DI FUOCO. Troppo poco per dormire sonni tranquilli quando nell'Aula senatoria è attesa la riforma Boschi che elimina proprio i membri elettivi di quella Assemblea, e peggio ancora quando è in programma il voto sulla Legge di Stabilità (entro la fine di settembre).
Due provvedimenti che potrebbero polverizzare un governo in una sola pigiata di pulsante.

Luca Lotti, braccio sinistro di Renzi, è “a caccia”

Luca Lotti e Maria Elena Boschi del Pd.

Questi rischi Renzi non può permettersi di correrli.
Servono garanzie, bisogna cristallizzare i consensi già presenti in bacheca e provare magari a strapparne qualche altro alla concorrenza, interna ed esterna al Pd.
Ecco, dunque, riattivarsi la macchina delle trattative.
Il suo fidato braccio sinistro, Luca Lotti, è sparito dai radar estivi: segno questo che è “a caccia”.
TRAME E CONTATTI. La sua rapidità di azione, mista al carattere schivo e poco disponibile con la stampa, gli permette di muoversi nell'ombra imbastendo trame, fili, contatti.
Il suo compito è sempre stato quello di preparare il terreno per poi consentire al titolare di chiudere gli accordi.
È accaduto in passato al Comune di Firenze, così come al Congresso dem nel 2013 o nei suoi primi mesi a Palazzo Chigi.
METODO VERDINI. La storia si è ripetuta recentemente al Senato con Denis Verdini e sta accadendo ancora in questi giorni.
Ogni occasione è buona per fare due chiacchiere con tutti, scambiare messaggi (rigorosamente su Telegram) o prendere una birra assieme a qualche dirigente di Stato o parlamentare.
OK AGLI INVITI. Ma anche per raccogliere e suggerire di rispondere agli inviti istituzionali che arrivano ai piani nobili di Piazza Colonna.
Ecco, dunque, dove nasce la partecipazione del presidente del Consiglio al Meeting 2015 di Comunione e liberazione, in programma per il 25 agosto.

Stavolta non si poteva dire «no, grazie» ai seguaci di Don Giussani

Mario Mauro, Maurizio Lupi, Roberto Formigoni e don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione.

Nel 2014 aveva interrotto la tradizione degli inquilini di Palazzo Chigi di presenziare all'incontro del movimento fondato da Don Giussani, ma stavolta non poteva proprio permettersi il lusso di dire nuovamente «no, grazie».
E a creargli la situazione ideale ci ha pensato il creatore e presidente della Fondazione per la sussidiarietà, Giorgio Vittadini: «Abbiamo invitato solo personaggi istituzionali. Quindi la politica non partitica, ma come risposta ai problemi reali».
Solo Renzi, però, non può bastare.
PURE PADOAN E DELRIO. Ecco, quindi, che a Rimini sono pronti a sbarcare anche ministri di calibro e peso, come l'uomo dei conti, Pier Carlo Padoan, il capo della diplomazia italiana, Paolo Gentiloni, lo “Ietro” del premier, Graziano Delrio (che sul cellulare ha salvato il numero dell'amico Matteo con il nome “Mosè”), il capo della minoranza dialogante, il ministro Maurizio Martina, e il responsabile dell'Ambiente, Gian Luca Galletti.
MANCA PERÒ LA BOSCHI. Un parterre di primo piano, a cui manca però Maria Elena Boschi, la ministra delle Riforme, che dopo aver ripetuto più volte, ad alta voce e senza alcuna “paura di scomunica”, di essere favorevole ai matrimoni omosessuali, non avrebbe sicuramente ricevuto calorosi applausi in un consesso come quello di Cl.
Meglio avvalersi di personalità che si sono espressi poco su temi che ancora oggi, nel 2015, sono un tabù per un pezzo di società.

Pure il M5s ha scelto di fare il suo esordio ufficiale

La platea del Meeting di Rimini.

In questo preciso momento storico bisogna portare quanta più acqua è possibile al mulino del governo.
In ballo c'è la sopravvivenza delle riforme, e di conseguenza della legislatura.
Senza contare il futuro di alcuni dei suoi attuali protagonisti.
Dopo un paio d'anni di purgatorio, dunque, il Meeting di Comunione e liberazione torna a essere un buon luogo di incontri e trattative per la politica.
GRILLO CI RIPENSA. Tanto che pure il Movimento 5 stelle ha deciso di fare il suo esordio ufficiale, con la presenza del deputato Mattia Fantinati.
Grillo, che non più tardi del 2013 sbeffeggiava il movimento chiamandolo «Comunione e fatturazione» o «Comunione e disperazione», avrà forse fatto due calcoli e cambiato idea.
Certo, non si tratta di un pezzo grosso del Direttorio, ma di sicuro avrà avuto la benedizione dei fondatori.
PELLEGRINAGGIO SDOGANATO. Insomma, in politica che si tratti di mettere al riparo dalle tempeste parlamentari un governo o che non si voglia fare opposizione per sempre, tutto è lecito per vincere la propria battaglia.
Anche un pellegrinaggio al tanto vituperato, ma pur sempre centrale, Meeting di Cl.

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