Hillary Clinton Campagna 150818184525
STATI UNITI 19 Agosto Ago 2015 1500 19 agosto 2015

Usa 2016: Hillary Clinton colleziona guai e gaffe

E-mail di Stato nella posta personale. Scontro con gli afroamericani. Stagisti gratis. Clinton arranca. Il 57% degli americani non le crede. E i dem pensano a Biden.

  • ...

La corsa di Hillary Clinton verso la Casa Bianca è sempre più simile a un campo minato.
Tra lo scandalo delle e-mail private, i timori di una sfida interna al suo partito e le ultime gaffe, l'ex first lady non può certo stare tranquilla in vista del dibattito tra i candidati democratici alla Casa bianca previsto per il 13 ottobre.
INCONTRI PUBBLICI AGITATI. Le elezioni del 2016 sono ancora lontane, ma i guai per Hillary sembrano appena iniziati.
Anche perché ogni volta che si fa vedere in pubblico (l'ultimo caso è stato l'incontro carico di tensione con gli attivisti afroamericani di Black Lives Matter) l'ex segretario di Stato rischia di vedere la sua popolarità in calo.
IL 57% DEGLI AMERICANI NON LE CREDE. Un recente sondaggio della Cnn rivela che il 57% del pubblico Usa pensa che la Clinton non sia onesta e degna di fiducia.
Ecco tutte le grane che deve affrontare.


Hillary Clinton durante un incontro elettorale (Ansa).

1. E-mail gate: file altamente classificati nel server personale di Hillary

Nelle ultime settimane si sono moltiplicati gli attacchi contro Hillary in relazione allo scandalo delle sue e-mail quando era segretario di Stato. La corrispondenza in questione, tra cui file altamente classificati, è stata scambiata tramite un account privato, non ufficiale, una pratica contraria ai regolamenti interni in quanto rischia di eludere i sistemi di sicurezza.
Clinton ha quindi usato la mail personale anche per comunicazioni ufficiali quando era segretario di Stato e non ha consegnato agli archivi, come era tenuta a fare periodicamente, i suoi messaggi di posta elettronica.
LE MAIL SULLA STRAGE DI BENGASI. Alcune di quelle mail, inoltre, conterrebbero informazioni su materiale top secret, come la strage jihadista al consolato Usa di Bengasi dell'11 settembre 2012 in cui morì l'ambasciatore Chris Stevens. La commissione d'inchiesta sui fatti di Bengasi istituita dal Congresso chiese al Dipartimento di Stato l'intera documentazione su quanto accaduto. Ma, secondo quanto ricostruito dal New York Times, nel file furono omesse le email della Clinton che erano state gestite attraverso un account privato e altri account personali dei membri del suo staff. In altri messaggi di posta elettronica, tra le 55 mila pagine consegnate al Fbi, si parlerebbe di un'operazione americana con l'uso droni.
INDAGINI IN CORSO. Dal canto suo la Clinton ha replicato agli attacchi dei repubblicani con ironia («Ho un account Snapchat, mi piace, i messaggi si cancellano da soli») e ha promesso che non si lascerà infangare.
Ma le autorità stanno esaminando con attenzione la grande mole di e-mail che potrebbero contenere informazioni secretate, che secondo il Dipartimento di Stato sarebbero almeno 305.

2. Sondaggi negativi: tra i democratici spunta l'ipotesi Biden

Lo scandalo delle e-mail si è fatto sentire nei sondaggi e ora gli americani guardano a Hillary con maggiore scetticismo.
La preoccupazione sale anche all'interno del Partito democratico, che puntava su di lei come frontrunner per vincere le elezioni del 2016.
LA MISSIONE: UN SOLO MANDATO. Per questo stanno circolando nomi di altri potenziali candidati, da Al Gore all'attuale vice presidente Joe Biden.
Se quest'ultimo dovesse decidere di sfidare Clinton, punterebbe a essere presidente per un solo mandato: «Quattro anni per riunire Washington», dicono i media americani, cioè per riportare il Congresso sotto il controllo democratico.
IL 'VECCHIO' JOE PIÙ RASSICURANTE. Il 73enne Biden gode di affetto e stima a Washington e fra i democratici, oltre ad apparire più rassicurante ai cittadini rispetto alla Clinton.
Ma c'è anche chi sottolinea la sua età avanzata e teme che una sua discesa in campo possa complicare la campagna del partito, penalizzando la Clinton.

3. Scontro con il movimento Black Lives Matter: i neri accusano i Clinton

Clinton si è fatta cattiva pubblicità anche nel corso di un incontro con esponenti del movimento Black Lives Matter, nato dopo il caso Michael Brown, il giovane afroamericano ucciso da un agente a Ferguson.
Il colloquio ha avuto diversi momenti di tensione, soprattutto quando gli attivisti l'hanno accusata di essere co-responsabile dei problemi di disparità razziale nel sistema di giustizia penale negli Usa.
VECCHIA LEGGE 'INCRIMINATA'. Come ricorda Vox.com, infatti, una legge firmata dall'ex presidente Bill Clinton nel 1994 (Violent Crime Control and Law Enforcement Act) e sostenuta da Hillary con attività di lobby ha contribuito alla crescita esplosiva della popolazione carceraria, con un numero sproporzionato di detenuti di colore.
A riguardo Clinton è parsa in difficoltà, gesticolando spesso mentre rispondeva, senza avanzare delle proposte concrete come è richiesto a un leader.

  • L'acceso confronto tra Hillary Clinton e gli esponenti del movimento Black Lives Matter.

4. Cambio di opinione su Cuba: solo una mossa per ottenere voti?

Ha fatto discutere anche il cambio di posizione di Hillary sull'embargo nei confronti di Cuba, nel giorno della riapertura dell'ambasciata americana sull'isola.
ERA A FAVORE DEL BLOCCO. In un'intervista, la candidata democratica si è espressa a favore dell'abolizione dell'embargo, ma nel 2000 si era opposta all'eliminazione del bloqueo fino a quando non fosse stata instaurata la democrazia a L'Avana.
Una posizione ribadita nel 2008 quando disse che non era il momento per «rivedere o cambiare la politica su Cuba».
NEL 2014 SCHIERATA CON OBAMA. Ma quando alla fine del 2014 il presidente americano Barack Obama ha annunciato una normalizzazione delle relazioni con Cuba, Clinton si è schierata al suo fianco.
Per i detrattori, è solo una mossa politica per ottenere più voti.

5. Sprechi, vacanze e maxi compensi: Hillary maldestra coi soldi

Anche in vacanza Hillary Clinton ha fatto parlare di sé: l'ex first lady è recentemente finita al centro delle critiche perché, secondo il New York Post, avrebbe speso con il marito Bill 100 mila dollari in due settimane per affittare una casa negli Hamptons, esclusiva località di Long Island, dove è impegnata in raccolte fondi fra i ricchi newyorkesi.
SUPER CACHET PER CONFERENZE. Il denaro è un tallone d'Achille per la candidata alla presidenza, che già in passato è finita nella bufera per i maxi compensi ricevuti da industrie private per partecipare a convention e tenere conferenze, con un cachet base di 200 mila dollari.

6. L'ultima gaffe: in cerca di stagisti, ma solo gratis

Nell'elenco dei guai per Hillary mancava una gaffe social.
L'ex first lady è stata travolta dalle critiche per un tweet in cui ha cercato stagisti da inserire nel suo staff, nel quartier generale della campagna elettorale a Brooklyn, offrendo loro «caffè gratuito, una vista spettacolare e la possibilità di fare la storia».
Niente soldi, quindi: neanche un dollaro. «Ma chi paga l’affitto e il cibo? I candidati saranno solo ricchi studenti dei college», ha commentato un utente, mentre altri hanno accusato Clinton di voler «sfruttare» i giovani studenti universitari.
I MEDIA CONTRO LA SUA IPOCRISIA. Alcuni media americani hanno sottolineato «l’ipocrisia» dell'ex segretario di Stato, riportando discorsi in cui in Hillary condannava il lavoro non remunerato.
Così dopo il caso di Monica Lewinsky, protagonista del sexgate con Bill, i Clinton scivolano ancora una volta sul rapporto con gli stagisti.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso