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ESTERI 20 Agosto Ago 2015 1537 20 agosto 2015

Grecia, Tsipras si dimette e annuncia elezioni anticipate

Dopo il sì al salvataggio il premier dà le dimissioni. Per riprendersi il partito. Voto il 20 settembre. Syriza è data al 33%. Ma 25 ribelli annunciano lo strappo.

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Il premier greco Alexis Tsipras.

Al culmine di una giornata in cui si erano rincorse le voci su un suo passo indietro, Alexis Tsipras ha annunciato le proprie dimissioni alla tivù di Stato greca, prima di chiedere elezioni anticipate, da svolgersi presumibilmente nel mese di settembre. Circola già la data del 20. «Ho la coscienza a posto», ha detto il premier rivendicando diversi successi, «in questi mesi ho combattuto per il mio popolo».
Fonti del governo ellenico già in mattinata avevano fatto sapere che l’opzione del voto di fiducia era stata accantonata, lasciando spazio alla scelta di tornare alle urne.
La mossa di Tsipras è la risposta definitiva alla spaccatura che si è creata dentro Syriza, dopo il via libera al terzo piano di salvataggio da 86 milioni approvato dal parlamento ellenico con i voti dell’opposizione.
«Le elezioni, ho sentito dire, si avvicinano», aveva confermato dopo i primi rumors il ministro delle Finanze, Euclides Tsakalotos. E anche il ministro dell’Energia e dell'ambiente, Panos Skourletis, aveva dichiarato a Ert che «nessuno può ignorare» che il governo ha perso la maggioranza alle ultime votazioni in parlamento.
VOTO A SETTEMBRE O OTTOBRE. Così il primo ministro greco ha riunito in giornata i suoi più stretti consiglieri per discutere della data in cui indire le elezioni. Alcuni di loro hanno chiesto al premier di agire in fretta e andare al voto al più tardi il 20 o il 27 settembre, di modo che il governo possa sanare la frattura che si è creata all'interno di Syriza.
Un altro gruppo ha suggerito a Tsipras di non considerare le elezioni prima dell'11 ottobre, in modo da dare la possibilità al governo di attuare il nuovo accordo di salvataggio con i creditori e ricostruire un rapporto di fiducia con loro. Tuttavia, fonti di governo hanno confermato sia al quotidiano Kathimerini sia all'emittente Megatv la data del 20 settembre.

L'ala radicale pronta alla fiducia, Tsipras ha scelto di evitarla

Il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos e il premier Alexis Tsipras.

L'ala radicale di Syriza si aspettava il voto di fiducia, dopo che circa un terzo dei parlamentari del partito del premier si era astenuto o aveva votato contro il memorandum con la Troika. Il 17 agosto, in un durissimo documento contro il via libera del governo alla concessione di 14 aeroporti greci ai privati per 40 anni, Piattaforma di sinistra aveva ribadito di essere pronta alla conta in parlamento. Ma Tsipras ha deciso di evitarla. E di rimandarla direttamente alle urne.
RIBELLI ALL'ANGOLO. In questo modo, il premier cerca di scongiurare il rischio che i ribelli possano organizzarsi e dilatare la frattura interna a Syriza, dando vita a una formazione indipendente.
Una conferma in tal senso è giunta anche dall'ex portavoce di Yanis Varoufakis, Dimitris Yannopoulos, che, interpellato da Lettera43.it, ha definito la scelta di Tsipras una mossa contro la minoranza e si è augurato che l'ex ministro delle Finanze non si presenti al fianco di Syriza alla prossima tornata elettorale.
PER I SONDAGGI SYRIZA AL 33,6%. C'è, in ogni caso, la possibilità che la fronda guidata dall'ex ministro all'Energia Lafazanis diventi un movimento autonomo. Un dato che potrebbe cambiare lo scenario politico.
Secondo il quotidiano ellenico Kathimerini, negli ultimi sondaggi del centro di ricerca Metron analysis condotti nel mese di luglio, il 63% dei greci ha approvato la scelta del governo di raggiungere un accordo con i creditori. Il 33,6% inoltre voterebbe ancora per Syriza (una percentuale non tanto distante da quel 34,8% con cui Tsipras ha vinto le elezioni lo scorso 25 gennaio 2015). I conservatori di Nea Demokratia si confermerebbero invece come prima forza di opposizione con un consenso tra il 15,8 e il 17,8%.

Cinque voti in tre anni, ma per Tsakalotos «non ci sarà instabilità»

Il ministro delle Finanze greco Euclid Tsakalotos all'Eurogruppo di domenica 12 luglio.

Syriza però deve ancora fare i conti con il sistema elettorale greco: proporzionale, con una soglia di sbarramento del 3% e un premio di maggioranza di 50 parlamentari per il partito che prende anche un solo voto in più degli altri. Per avere la maggioranza assoluta, cioè 150 seggi sui 300 del parlamento greco, una formazione politica dovrebbe ottenere tra il 36% e il 40% dei consensi.
A gennaio con quasi il 35% delle preferenze, Tsipras si era dovuto alleare con gli Indipendenti greci. Gli basterà il patto di governo o questa volta la 'coalizione' verrà allargata al centro?
Inoltre, c'è l'incognita affluenza. Si tratta del quinto voto in tre anni per Atene: i greci sono andati alle urne due volte nel 2012, poi di nuovo a gennaio e a luglio per il referendum. E tornano ai seggi in un momento in cui il sistema economico è ancora fragilissimo.
LE RASSICURAZIONI DEL MINISTRO. A poche ore dall'annuncio ufficiale, il ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha dichiarato in parlamento che le elezioni anticipate non porteranno all'insabilità politica dell'estate del 2012 e contemporaneamente ha chiesto ai greci di riportare i loro risparmi nel sistema bancario ellenico. «Non sarà come nel 2012», ha detto Tsakalotos, «Ora c'è un accordo, una cornice per la ricapitalizzazione delle banche, un primo tampone di 15 miliardi, il graduale sblocco del controllo dei capitali».
Ma dalle Borse, sempre in preda alla volatilità, sono arrivati segnali negativi. Le tre principali banche greche hanno chiuso la seduta del 20 agosto con perdite a due cifre, con il record negativo di Alpha bank a -14,6%.

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