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MUSICA 24 Agosto Ago 2015 1053 24 agosto 2015

Fabio Zaffagnini: «Vi racconto il mio incontro con Grohl»

Il viaggio in America. I preparativi per il concerto a Cesena. E il nuovo progetto coi Mumford and sons. Zaffagnini racconta il suo viaggio al festival Walla walla.

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Metti che sei Marcus Mumford, cantante dei Mumford and sons, ventottenne promessa del nuovo folk indie anglosassone: uno che a 24 anni ha condiviso il palco dei Grammy con Bob Dylan, tanto per chiarire le idee.
Metti che, come almeno altre 23 milioni di persone, su YouTube hai visto Rockin’ 1.000, il video girato a Cesena in cui 1.000 musicisti suonano Learn to Fly dei Foo Fighters per convincere la band a fare un concerto nella città italiana.
LA PROPOSTA AI ROCKIN' 1000. E metti infine che stai per andare a Walla Walla, nel Nord Ovest degli Stati Uniti, a suonare in un festival proprio coi Foo Fighers; e siccome quel video lo hai trovato straordinario, e le cose fuori dal comune ne attirano altre come magneti, decidi che tocca a te, questa volta, fare un invito.
Così, prendi in mano il telefono e chiami l’ufficio del turismo di Walla Walla, spiegando loro che bisogna registrare un video.
L’ufficio del turismo di un posto in cui ci sono solo vigne e casette monofamiliari con le bandiere americane piantate in giardino recupera chissà come una tizia che parla un italiano perfetto, nata a Palermo ma residente locale. La circonda di altra gente sorridente, la mette davanti a una telecamera e le fa incidere un messaggio destinato ai 1.000 di Cesena: venite al festival, vi ospitiamo nelle nostre case, i Mumford and Sons vi offriranno i biglietti degli spettacoli e Dave Grohl sarà felicissimo di sapere che ci siete.

  • L'invito dei Mumford & son ai Rockin' 1000.

Il resto è storia di 10 giorni fa. «Di quando siamo scesi dall’aereo e c’erano troupe televisive a riprenderci, come fossimo noi le rockstar», racconta al telefono Fabio Zaffagnini, 39 anni, mente del progetto Rockin’ 1000, una cadenza romagnola che come marchio di autenticità funziona meglio dell’Igp.
E di quando David Grohl gli è andato incontro e lo ha abbracciato stretto, in quel modo un po’ buffo dei ragazzoni americani che credono alle emozioni nonostante tutto. Per poi promettergli, tra una chiacchiera e l’altra, che a Cesena i Foo Fighters arriveranno presto. Per fare qualcosa di grosso. Anzi: «Di speciale».
TANTA TENSIONE PRIMA DELL'INCONTRO. Tra la promessa e l’abbraccio c’è in mezzo qualche ora di chiacchiere. Prima dell’abbraccio, invece, c’è la tremarella. Quel nervosismo che è quasi ansia. «Il pomeriggio del venerdì, il giorno del concerto, i Foo Fighters ci hanno fatto sapere che ci aspettavano nel loro tendone, lì al Festival», racconta Zaffagnini.
Non tutti i mille del video: a Walla è arrivato un gruppettino. Una manciata partiti dall’Italia, un altro po’ erano in vacanza negli Stati Uniti e sono saltati sul primo aereo per il Washignton State. «Mentre aspettavamo di fare i controlli di sicurezza per entrare eravamo preoccupatissimi. Per noi era un’emozione troppo grande: quando ci siamo messi a lavorare sul progetto del video avevamo in mente di spaccare, ma non ci aspettavamo di ottenere questo risultato…».
Invece Dave Grohl e Pat Smears – cantante e chitarrista della band, fondata da Grohl quando il suicidio di Kurt Cobain ha messo fine alla storia dei Nirvana – si son materializzati nel tendone e, dopo lunghi abbracci, li hanno fatti sedere col resto della band.
«COME SE CI CONOSCESSIMO DA SEMPRE». «Passati due minuti era come se ci conoscessimo da sempre: l’atmosfera era totalmente naturale e sciolta». Così sciolta che in mezzo alle risate Grohl s’è messo a raccontare della mattina in cui s’è svegliato un po’ rintronato e sul suo telefono c’era un centinaio di messaggi con su scritto: You gotta see this, Questa roba la devi vedere.
La roba era l’impresa dei 1000 di Cesena, ovviamente. «E anche se l’aveva visto e rivisto voleva saper tutto: ci avrà fatto 20 mila domande. Come avevamo disposto i musicisti, come avevamo fatto a coordinarli, com’erano andate le prove del suono, era curioso di ogni dettaglio tecnico», racconta Zaffagnini.
Poi, è stata la volta degli aneddoti. «Si è messo a raccontarci di quando viveva in Italia, a Bologna, prima dei Nirvana. Aveva una fidanzata lì e stava anche meditando di trasferirsi per sempre», continua. Il progetto è naufragato per colpa della lentezza italiana nell’inventare i distributori automatici: «Ci ha spiegato che aveva capito di non poter restare in un Paese in cui dopo le 10 di sera non riusciva a trovare nessuno che gli vendesse un pacchetto di sigarette!».

Ma una data per il concerto di Cesena ancora non c'è

Fabio Zaffagnini e Dave Grohl al festiva di Walla walla.

Alla fine di una giornata lasciata sgocciolare fino a mattina, nonostante le birre, le mezze confessioni e i selfie da groupie, lo scambio emozionale e quel desiderio di godere di ogni istante, una sola cosa Zaffagnini e soci non sono riusciti a farsi dire: quando.
«Certo che gli ho chiesto quando sarebbero venuti, ma una data non ce l’ha detta ancora», spiega.
I Foo Fighters suoneranno a novembre in Italia (il 13 a Bologna e il 14 a Torino), «in teoria potrebbero venire subito dopo, prima di volare a Parigi. Ma sono davvero carichi per Cesena e se vogliono fare una cosa in grande, all’aperto, allora magari è meglio aspettare l’estate», ragiona a voce alta.
IN CONTATTO COSTANTE COL MANAGEMENT. Chiamarlo ogni settimana per chiederglielo non si può: il numero privato di Dave Grohl la truppa del Rockin' 1000 non ce l’ha. «Ma ci sentiamo col management, per essere aggiornati. Da quando siamo tornati dal Walla Walla ho già scritto una mail per chiedere nuove informazioni».
Finora pare che lo staff sia rimasto un po’ abbottonato. Ma davanti un gruppo di persone, tra cui 120 professionisti non pagati, che per un anno ha lavorato a un progetto come Rockin' 1000, raccogliendo 50 mila euro con un crowdfunding per pagare l’elettricità, le impalcature, i permessi, i gazebo e tutte le cose tecniche necessarie a rendere quel video una cosa irripetibile, bè, c’è da credere che prima dell’arrivo a Cesena anche nel rigidissimo entourage dei Foo Fighters ci sarà qualche apertura.
Non per suonare insieme. «Io strimpello la chitarra, niente più. Sono soltanto un appassionato di musica e di idee: infatti al momento gestisco la startup che ho creato, Trail Me Up». Prima, quasi per allenarsi al grande colpo, il 39enne aveva creato un sito di carsharing per mettere insieme persone che volevano andare ai concerti: «Non l’ho trasformato in un business, ma per un anno e mezzo mi sono fatto un paio di spettacoli a settimana».
IL NUOVO PROGETTO COI MIMFORD AND SON. Uno come quello di Walla Walla, però, non lo aveva mai vissuto. Questione di gratitudine, non solo di musica. Perché alla fine, se la nuova spedizione dei 1000 si è trovata al cospetto di Grohl e soci, bisogna dire grazie a quel Marcus Mumford di cui parlavamo all’inizio.
«Io il disco Babel dei Mumford lo avevo consumato a furia di sentirlo», butta lì Fabio ancora un po’ incredulo. «Ed è finta che ci hanno fatto arrivare in America, li ho trovati nel tendone dei Foo Fighters e poi ci siamo sparati insieme l’after party dopo il concerto».
«It's times like these you learn to live again», è in momenti come questi che si impara a vivere di nuovo, per dirla con le parole di una canzone di Dave Grohl.

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