Momenti di concitazione
DEMOCRATICI 25 Agosto Ago 2015 2228 25 agosto 2015

Biden il gaffeur contro la Clinton dell'e-mail gate

Il vice di Obama pronto a sfidare l'ex segretario di Stato alle primarie.

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Da sinistra, il vicepresidente Usa Joe Biden, il presidente Barack Obama e il segretario di Stato Hillary Clinton (seconda da destra) la notte dell'1 maggio nella situation room durante l'operazione che ha portato all'uccisione di Osama Bin Laden.

L'uomo della verità, o meglio delle gaffe, contro la donna del non detto, o meglio dell' e mail gate. Il vicepresidente degli Stati Uniti d'America Joe Biden è pronto a correre per le primarie dei democratici. E a quanto pare i suoi sostenitori hanno già deciso la linea della sua campagna. Il via libera del presidente Barack Obama, secondo indiscrezioni della Cnn, è arrivato il 24 agosto in un faccia a faccia privato alla Casa Bianca. Non un endorsement vero e proprio, ma un passo obbligato. E dopo il sì di Obama, Biden avrebbe incontrato anche due dei principali consiglieri del presidente, Anita Dunn e Bob Bauer, al fianco dell'attuale presidente per quasi un decennio. All'incontro, ha spiegato sempre la Cnn, avrebbe partecipato anche il capo dello staff del vicepresidente Biden, Steve Ricchetti. Dunque i consiglieri di Obama e Biden insieme per preparare una campagna elettorale capace di sfidare la frontrunner Hillary Clinton. Che, da settimane ormai, è in difficoltà.
CLINTON IN DIFFICOLTÀ. L''e-mail gate', lo scandalo sull' account di posta elettronica privato utilizzato durante il suo mandato da segretario di Stato sta mettendo a rischio il sogno della ex first lady. E se il tallone di Achille per Hillary è la fiducia, molti democratici possono a questo punto voler cambiare cavallo. I sostenitori di Biden sono già in piena attività: è stata fatta circolare una lettera, a firma del gruppo a sostegno della candidatura 'Draft Biden', che invita figure chiave nell'ambito a considerare la possibilità di schierarsi con il vicepresidente. «Gli americani vogliono un presidente che dica le cose come stanno. Tutti conoscono lo stile diretto e l'approccio genuino di Joe Biden alla politica», c'è scritto e la mente corre alle tante gaffe che l'approccio genuino di Biden ha provocato. Ma tant'è.
Il curriculum è da peso massimo: «decenni al Senato e sette anni e mezzo da vice alla Casa Bianca, e le motivazioni a favore di Joe Biden sono chiarissime». E la stima che Biden riscuote a Washington è un fatto noto. Tanto che la prospettiva di una sua candidatura pone un vero a proprio dilemma anche tra lo staff della Casa Bianca. Diversi si erano già schierati con Hillary, mettendo a disposizione la propria forza politica, cambiare campo adesso pone un problema di lealtà.
POSIZIONE DIFFICILE PER OBAMA. Lo stesso Obama non è in una posizione facile: se ha più volte dichiarato che scegliere Biden come suo vice è stata la sua decisione migliore, dall'altra anche di Hillary aveva detto che potrebbe essere un presidente eccezionale. Biden adesso deve soppesare bene le sue forze per capire se può farcela: deve capire quanti soldi è in grado di raccogliere. Deve valutare l'impatto sulla famiglia, provata dal dolore per la recente scomparsa del figlio Beau. Deve decidere come presentarsi: l'erede naturale di Obama che promette il tutto e per tutto in un solo mandato? (Ha 72 anni, cinque più di Hillary). Potrebbe funzionare, senza aspettative di rielezione si sa, si osa di più. (Obama lo dimostra).
SCONTRO TRA PESI MASSIMI. Attenzione alla 'macchina Hillary' però. Se Biden deciderà davvero di correre sarà agguerritissima. E i primi scrutini primari, Iowa e New Hampshire a febbraio, fino al 'SuperTuesday' (con 12 primarie previste) il primo marzo, saranno decisivi. Per Biden, se davvero scenderà in campo, sarà fondamentale resistere fino al 26 aprile, quando sono in calendario cinque primarie di cui tre a lui favorevoli: Pennsylvania e Delaware (dove gioca in casa), e Maryland. John Podesta, ex consigliere di Obama che presiede la campagna di Hillary Clinton, dice di non essere affatto nervoso all'idea che Biden possa scendere in campo, ma c'è da scommettere che al quartier generale di 'Hillary for America' a Brooklyn si stiano già affilando le armi. Molto dipenderà dalla performance della Clinton nelle prossime settimane, anche da come reagirà e commenterà le attuali turbolenze finanziarie, alla luce delle quali la campagna elettorale entrerà in una fase più decisiva.

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