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TENSIONE 25 Agosto Ago 2015 1737 25 agosto 2015

Proteste all'Aquila, Matteo Renzi contestato

Annullata la prima tappa del presidente del Consiglio nella sede del Comune. Scontri tra manifestanti e polizia.

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Scontri all'Aquila tra manifestanti e polizia.

Il tour renziano ha già subito una battuta d'arresto.
Proteste di un gruppo di manifestanti, tafferugli con la polizia e addio alla prima tappa all'Aquila per il presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Alla fine il bilancio parla di una poliziotta con il setto nasale rotto, due aquilani feriti e un terzo colto da malore.
«L'AQUILA LIBERA!». Il premier era atteso il 25 agosto a palazzo Fibbioni, sede del Comune, dopo aver partecipato al meeting di Rimini e aver parlato in teatro a Pesaro.
Ma al grido di «L'Aquila libera» un gruppo di rappresentanti dei comitati che si oppongono alle trivellazioni in Adriatico, nella zona di Ombrina, è sceso in strada per manifestare.
I manifestanti hanno forzato i posti di blocco e sono stati respinti dalle forze di polizia.
Dal gruppo è partito anche un lancio di fumogeni.
IL PREMIER FA UNA DEVIAZIONE. Il premier ha quindi deciso di andare direttamente al Gran Sasso Science Institute, dove era atteso per una seconda tappa.
Ma anche lì circa 500 persone, tra cui molti contestatori, hanno sostato dietro le transenne con il presidio controllato da cinque mezzi blindati e da decine di rappresentanti delle forze dell'ordine, continuando a protestare.
Pesanti i toni usati per gli slogan intonati contro il premier.
«FUORI DALL'ABRUZZO!». «Renzi, Renzi fuori dall'Abruzzo», «non vogliamo le trivelle», «non vogliamo i metanodotti», «non vogliamo le lobby», «non ci piace lo Sblocca Italia che devasta i territori», «vogliamo la ricostruzione dell'Aquila», sono alcune delle affermazioni delle persone scese in piazza.
Tra questi l'ex capogruppo di rifondazione comunista, Maurizio Acerbo.
Un manifestante, a proposito delle perforazioni nella costa teatina, ha spiegato che «in Abruzzo ci stiamo inventando un nuovo modo di lavorare e Renzi ci devasta l'ambiente che è il nostro pane e quello delle nuove generazioni».

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