Neonazisti Tedeschi 150826212544
ESTREMISMO 26 Agosto Ago 2015 1707 26 agosto 2015

Germania, il ritorno dei neonazisti anti-migranti

Attaccano Merkel. Hanno legami coi terroristi. E infiltrazioni dei servizi. Chi sono i 'neri' dell'Ndp che il governo non riesce a bandire.

  • ...

Hanno trasformato il piccolo centro di Heidenau, paesino di 16 mila abitanti immerso nella campagna dell'estrema Germania orientale, ai confini con la Repubblica Ceca, nel loro campo di battaglia.
Dopo l'incendio al centro per i rifugiati locale, ancora in allestimento, i neonazisti dell'Ndp (National democratic party) hanno lanciato una sfida frontale alle istituzioni tedesche.
SCONTRI A HEIDENAU. Venerdì 21 agosto centinaia di persone hanno invaso le strade della cittadina per manifestare contro l'accoglienza ai profughi.
L'evento era stato pubblicizzato su Facebook da gruppi vicini all'Ndp. I sostenitori dell'estrema destra prima hanno protestato pacificamente, poi, bardati nei bomber neri, hanno lanciato sassi, petardi e molotov contro la polizia.
Gli scontri sono proseguiti anche sabato, con un bilancio di 31 agenti feriti. Ma per due giorni la cancelliera tedesca Angela Merkel ha taciuto, attirandosi critiche rumorose, sui social e sulla stampa.
VERGOGNA NAZISTA. «La vergogna nazista di Heidenau», era il titolo che campeggiava sulla Bild, a fianco la richiesta al governo di rompere il silenzio.
A questo punto sono arrivate le condanne ufficiali e nel paesino della Sassonia è iniziato il pellegrinaggio delle massime cariche dello Stato: martedì 25 agosto, il vice premier Sigmar Gabriel, e poi, il 26 agosto, le più alte autorità della Repubblica federale: la cancelliera e il presidente Joachim Gauck insieme in visita al centro di accoglienza danneggiato. Ma mentre lo Stato faceva sentire la sua presenza, l'Npd è tornato a sfidarlo.
L'ATTACCO A MERKEL. Un centinaio di militanti neri ha aspettato che Merkel arrivasse al centro per i rifugiati e da pochi metri di distanza le ha urlato contro: «Traditrice del popolo tedesco».
Il vicepremier aveva tacciato gli scontri come un «episodio da branco». E loro hanno risposto. «Il branco», hanno scandito in coro di fronte alla cancelliera, «siamo noi».
Il presidente Gauck, infine, ha elogiato i tedeschi solidali, quelli che «vogliono aiutare e dimostrare che esiste una Germania luminosa, opposta all'immagine di una Germania scura». Ma è dalla Germania scura che Heidenau è stata presa d'assalto.

L'immagine di un corteo 'storico' pubblicata sul sito del National democratic party.

Legami col terrorismo e infiltrazioni dei servizi: l'incredibile storia dell'Ndp

L'Npd, il più antico movimento nazionalista di Germania come si autodefiniscono sul loro sito è uno dei tre principali partiti di estrema destra tedeschi, assieme al movimento anti Islam Pegida e ad Alternative für Deutschland.
Fondato nel 1964, nel 2014 - a 50 anni dalla sua nascita - il National democratic party è riuscito a far eleggere per la prima volta un europarlamentare all'assemblea di Strasburgo.
La campagna per le europee dei 4 No - all'Ue, al multiculturalismo, all'immigrazione e all'islamizzazione -, portata avanti anche al fianco dell'italiana Forza nuova e coordinata da un ex skinhead, ha avuto successo.
10 MILIONI DI RIMBORSI ELETTORALI. Alle elezioni politiche del settembre 2013 ha ottenuto l'1,2% dei consensi, ma non è mai riuscito ad entrare al Bundestag. Ha invece 320 rappresentanti eletti nelle istituzioni locali e negli ultimi dieci anni ha cercato di presentarsi come un movimento che si occupa dei problemi dei cittadini comuni.
Per capire quali siano i problemi, basterebbe guardare alla fedina penale dei membri del movimento: un quarto di loro è stato condannato per reati di sedizione o aggressione a avversari politici, senza fissa dimora e stranieri.
E intanto il partito ha ricevuto in dieci anni 10 milioni di euro di rimborsi elettorali. Il governo di Berlino ha provato a metterlo fuori legge già nel 2003. Ma il tentativo si è rivelato un clamoroso boomerang.
L'NSU E GLI OMICIDI TRA 2000 E 2006. La corte costituzionale rivelò all'epoca che diverse decine di esponenti dell'Npd, tra i quadri dirigenti del partito, erano informatori dei servizi segreti tedeschi e la sua conclusione era stata disarmante per l'esecutivo: un partito infiltrato a un tale livello non poteva essere una minaccia per la democrazia.
Eppure l'ipotesi si è riproposta dieci anni dopo. Alla fine del 2011 la polizia di Berlino ha scoperto l'esistenza di un gruppo terroristico di estrema destra, 'Clandestinità nazional socialista' (Nsu) capace di uccidere indisturbato una dozzina di persone tra il 2000 e 2006: le vittime erano turchi, tedeschi di origine turca, un greco e una poliziotta tedesca.
Secondo la commissione di inchiesta parlamentare avviata nel 2012, alcuni membri del movimento erano noti alla polizia che però non li avrebbe nemmeno indagati, prediligendo l'ipotesi di un regolamento di conti all'interno della criminalità turca.
IL 77% DEI TEDESCHI VOLEVA BANDIRLO. Ebbene, sempre secondo la commissione parlamentare, l'Nsu avrebbe ricevuto l'aiuto di attivisti vicini o membri dell'Npd. Nel 2013 l'ipotesi di mettere al bando il partito neo nazista è tornata sulle prime pagine nazionali, sostenuta anche dai sondaggi secondo i quali il 77% dei tedeschi era favorevole alla messa fuori legge. Ma Merkel ha rinunciato temendo un nuovo buco nell'acqua. E nel 2014 il Bundesrat, il ramo del parlamento formato dai rappresentanti regionali, si è rivolto direttamente alla Corte costituzionale. Ma intanto l'Npd è ancora in salute. E fa paura. Il 93% dei cittadini tedeschi, dicono le ricerche di opinione pubblicate sulla stampa in questi giorni, è favorevole all'accoglienza dei profughi. E ben il 67% si dichiara «molto preoccupato» per gli attacchi ai centri di accoglienza.

A sinistra i dati sulla militanza all'interno dell'Npd, a destra i voti ottenuti dal movimento neonazista alle elezioni federali. I dati si riferiscono in entrambi i grafici al 2010. 

Articoli Correlati

Potresti esserti perso