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GRANDI EVENTI 27 Agosto Ago 2015 1400 27 agosto 2015

Giubileo, l'esoso piano dei lavori che voleva Roma

Progetto da 131 opere. Per 200 milioni di costi. Marino mirava a rifare la Capitale. Bocciatura del governo: tetto di 70 milioni. Giusto per trasporti e manutenzione.

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Papa Francesco ha annunciato un Giubileo straordinario per il 2016.

Carità, povertà, coraggio.
Sono state queste le parole chiave che hanno spinto papa Francesco a indire un Giubileo straordinario della Misericordia per l'8 dicembre 2015, nella speranza di convincere fedeli e politici, come ripete di continuo il Vaticano.
Tanto che la Santa sede ha ribadito che «non servirà alcuna grande opera, basterà procedere a qualche intervento di manutenzione e di riqualificazione della città necessario a un'adeguata accoglienza dei pellegrini e di cui, d’altronde, la stessa città ha bisogno».
BASTAVANO I TRASPORTI. Tradotto: occupatevi solo dei trasporti.
D’altro canto non sarà necessario andare a Roma per ricevere (o lucrare, come si dice in gergo) l’indulgenza.
Nonostante i reiterati appelli è partita la gara, da parte di tutti, a rimuovere pensieri e parole relativi al Giubileo minimal.
Non a caso di quelle parole chiave pronunciare dal papa non c’è traccia sia nell’azione dell’amministrazione comunale di Roma guidata da Ignazio Marino sia in quella del governo capitanato da Matteo Renzi.
COSTI ESORBITANTI. Il Campidoglio ha provato di tutto pur di fare cassa, proponendo a Palazzo Chigi piani improponibili dai costi esorbitanti: 131 opere per valore complessivo di 200 milioni di euro, dal potenziamento del trasporto su ferro agli investimenti in tecnologia “smart” nei mezzi pubblici locali, dalle piste ciclabili ai parcheggi, dal decoro urbano al verde, dalla pulizia ai percorsi giubilari che dovrebbero toccare le periferie.
MARINO VOLEVA RIFARE ROMA. Dimostrando di avere solo il coraggio degli sfrontati.
Altro che «qualche intervento» di manutenzione come indicato da Bergoglio.
Marino puntava a rifare Roma, non a sostenere i pellegrini.
E l’esecutivo, da parte sua, ha detto chiaramente che non vuol fare la carità al sindaco della Capitale, sempre con i conti in rosso.
MA IL TETTO È 70 MILIONI. I soldi sono pochi e fra stanziati e disponibili si arriva, al massimo, a 70 milioni di euro, non di più.
Che andranno spesi non bene, ma benissimo, puntando sulla mobilità.

Approvato un piano per snellire i tempi delle gare d'appalto

Il sindaco di Roma Ignazio Marino.

E così, a 100 giorni dall’inizio del Giubileo, tutti i nodi stanno venendo al pettine.
A scioglierli ci deve pensare il Consiglio dei ministri convocato dal premier per mettere a punto la ripresa autunnale, a partire proprio dal Giubileo, dal quale dipende il destino politico di Marino.
ADDIO VECCHIO PROGETTO. Il Comune di Roma, su precisa indicazione del governo, ha gettato nel cestino il libro dei sogni approvato dalla giunta comunale il 6 agosto, quello dei 131 maxi interventi, per riscrivere, in tutta fretta, un piano fattibile e accettabile.
La giunta capitolina ha approvato il 27 agosto il Piano organico e coordinato degli interventi, per «consentire di snellire i tempi di aggiudicazione delle gare di appalto» e ha trasmesso tutto a Palazzo Chigi.
IL SINDACO ORMAI LO FA CAUSI. A stilare l’elenco delle cose da fare sono stati gli assessori rimasti a Roma, in particolare il vice sindaco Marco Causi, diventato il vero sindaco della Capitale dato che gli uomini di Renzi, e lo stesso premier, parlano solo con lui e il collega Alfonso Sabella.
E questa sarebbe anche una delle ragioni per le quali Marino è rimasto in vacanza, inserendo nelle ferie di agosto una tappa a New York per vedere il collega Di Blasio.
GABRIELLI PARLA CON GLI ASSESSORI. Di fatto 'l’allegro chirurgo' è stato esautorato dalle scelte strategiche, anche se potrà continuare a indossare la fascia tricolore per i tagli dei nastri.
Ma con il super prefetto di Roma Franco Gabrielli, al quale il ministro dell’Interno Angelino Alfano consegnerà la chiavi della città dopo aver presentato in Consiglio dei ministri la relazione su Mafia Capitale, parleranno solo gli assessori.

L'obiettivo: partire con i nuovi cantieri h 24 dal 10-15 settembre

Piazza di Spagna, a Roma.

Il piano Causi-Sabella prevede pochi interventi, ma essenziali, in modo da rendere efficiente la città eterna.
L’assessore alla Legalità Alfonso Sabella ha spiegato che «l’obiettivo è di partire con i nuovi cantieri h 24 dal 10-15 settembre. Qualche disagio per i cittadini ci sarà, ma è inevitabile: siamo al limite dei tempi».
«COMPLESSO SISTEMA». Nel provvedimento approvato si legge che «l'amministrazione capitolina sarà chiamata a erogare continuativamente, e in particolare in occasione delle celebrazioni e dei grandi eventi ecclesiastici in programma, un complesso sistema di servizi e un supporto logistico organizzativo che richiederanno uno straordinario aumento della capacità di risposta organizzativa della macrostruttura comunale».
40 MILIONI PER L'EXTRA. E i soldi? Secondo alcune stime il costo vivo del Giubileo, ovvero l’ordinaria amministrazione, si aggira sui 30 milioni di euro.
Tolti da un possibile tetto di 70 milioni, ne restano solo 40. E con quelli il Comune dovrà realizzare le opere extra.
La giunta del 6 agosto, nella cosiddetta delibera programmatica, prevedeva la riqualificazione delle aree attorno alle stazioni di San Pietro, Piramide ed Eur Fermi.
MANUTENZIONE LUNGOTEVERE. Oltre alla manutenzione straordinaria del Lungotevere e dei ponti e un intervento sul Parco di Colle Oppio fino alla realizzazione di una nuova linea tram che dovrebbe collegare Ostiense con Trastevere.
E poi l'addio ai sampietrini da via IV novembre, lasciandoli in piazza della Repubblica che sarà “restaurata”.
Troppa roba per un solo Giubileo. Dedicato alla carità, povertà e coraggio.

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