Papa 150828174947
CHIESA 28 Agosto Ago 2015 1655 28 agosto 2015

Papa gay friendly? Aperture (a parole) di Francesco

Lettera all'editrice Lgbt. Omosex che meritano «misericordia». Dialogo coi trans. Tutti i passi avanti di Francesco sui diritti. Puntualmente smentiti dal Vaticano.

  • ...

Un manifestante con la maschera del papa durante un corteo per i diritti Lgbt.

«Chi sono io per giudicare?».
Lui in realtà sarebbe il papa, la massima autorità della Chiesa cattolica, il rappresentante in terra del dio più pregato al mondo.
Lui è Francesco, anche se fino al 13 marzo 2013 era semplicemente Jorge Mario Bergoglio.
A differenza di chi l'ha preceduto, lui non giudica, osserva la realtà, sta al passo con i tempi e vede anche i gay per quello che sono: non «malati» o «dannati», ma persone, spesso credenti, che meritano di essere ascoltate.
MESSAGGIO ALL'EDITRICE LGBT. Anche quando gli ha scritto Francesca Pardi, editrice di uno dei libri 'gender' banditi dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, moglie di Maria Slivia Fiengo e mamma di quattro bambini, Francesco ha risposto. «Vai avanti, non mollare».
Un incoraggiamento formale, ma comunque una risposta.
E ancora una volta il Vaticano è dovuto correre ai ripari per negare qualsivoglia apertura ai gay del pontefice.

Gli omosessuali meritano «misericordia»

Una manifestazione Lgbt con bandiera e messaggio per papa Francesco.

È una danza che va avanti da oltre due anni, da quando, da poco papa, Francesco disse per la prima volta che gli omosessuali meritavano «misericordia», per poi indicare come «sfide educative nuove» le situazioni dei bambini con due genitori dello stesso sesso.
SINODO DIVISO. Ogni mezzo passo avanti di Bergoglio, due passi indietro della Chiesa, che su questi temi si è mostrata spaccata anche al Sinodo dell'ottobre 2014, iniziato con la proposta di aprire la porta dei sacramenti anche agli omosessuali e concluso con 470 emendamenti e senza quorum proprio per il punto più spinoso della discussione.
C'è qualcuno, o qualcosa, che trattiene il papa e ne ostacola le fughe in avanti, che lo tiene compresso tra il conservatorismo da Family Day e l'apertura ai diritti Lgbt (Lesbiche, gay, bisessuali e transgender).
HA RICEVUTO UN TRANS. Nel gennaio del 2015 ha ricevuto nella Santa sede Diego Neria Lejarraga, transessuale spagnolo di 48 anni, nato donna e diventato uomo.
L'ha accolto al suo cospetto con la fidanzata, dopo che lui gli aveva scritto per denunciare l'emarginazione subita dalla Chiesa nella sua città, Plasencia, nell'Estremadura.
LE SCUSE AI VALDESI. Sei mesi dopo, invece, ha visitato il tempio valdese di Torino, per chiedere scusa a una comunità scomunicata e perseguitata in passato dalla Chiesa, e molto vicina ai movimenti Lgbt, di cui sostiene la battaglia.

Visione progressista verso chi era il nemico numero uno

Al referendum sulle nozze gay l'Irlanda ha votato sì.

Francesco non sfilerà mai a un gay-pride, non si farà mai portavoce delle istanze della comunità gay, ma è il primo papa a volerli accogliere e ascoltare.
SCIVOLONE GENDER. È scivolato anche lui nell'equivoco della fantomatica teoria del gender, indicandola come «espressione di una frustrazione e di una rassegnazione che mirano a cancellare la differenza sessuale», ha rifiutato l'accredito a Laurent Stefanini, ambasciatore (gay) designato da François Hollande.
Ma resta comunque quanto di più progressista si sia mai visto alla guida di una Chiesa cattolica che ora più che mai sembra avere due anime.
DIVISI SULLE NOZZE GAY. Lo dimostrano anche i commenti al referendum che ha detto sì alle nozze gay in Irlanda. «Una sconfitta per l'umanità», per il segretario di Stato Pietro Parolin che si è detto «molto triste di questo risultato».
L'occasione per un invito a «non arroccarsi» (ma anche a non «accettare acriticamente» e «battere in ritirata»), per il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, che citando il papa ricordò come «il compito principale della Chiesa non è di costruire muri ma ponti, di stabilire un dialogo con tutti».
Anche con chi, fino a poco fa, era il nemico numero uno da combattere.

Correlati

Potresti esserti perso