FRONTIERE 28 Agosto Ago 2015 1553 28 agosto 2015

Venezuela, 1.000 colombiani deportati: è crisi diplomatica

Dopo la retata, Bogotà e Caracas hanno richiamato gli ambasciatori. Foto.

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È crisi diplomatica tra Colombia e Venezuela. I due Paesi hanno ritirato reciprocamente gli ambasciatori, dopo che il governo di Nicolas Maduro ha chiuso due valichi di frontiera e deportato più di mille immigrati colombiani.
Centinaia di loro hanno guadato un fiume con l'acqua fino alle ginocchia e in spalla frigoriferi, materassi e mobili. Un tentativo di mettere in salvo almeno in parte i loro beni dopo che le forze dell'ordine venezuelano avevano fatto irruzione nelle loro case.
RETATA CONTRO I TRAFFICANTI. L'operazione è stata giustificata dal regime di Caracas come un intervento contro i narcos colombiani e il contrabbando di droga e merci che fiorisce lungo gli oltre 2mila 200 chilometri di frontiera con la Colombia. La settimana scorsa tre soldati venezuelani sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco con i trafficanti.
Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza in sei città, ha schierato 1.500 soldati alla frontiera e li ha inviati a cercare i contrabbandieri, che vivono commerciano in Colombia, le merci acquistate a basso prezzo in Venezuela, casa per casa. Gli immigrati deportati? Membri di bande paramilitari, ha dichiarato il leader di Caracas.
«TRATTATI COME CANI». A Bogotà, il presidente Juan Manuel Santos ha protestato duramente e annunciato il ritiro dell'ambasciatore: «Non posso permettere che il Venezuela tratti la Colombia e i colombiani in questo modo». «Non si tratta di paramilitari ma di umili famiglie, ha proseguito Santos, e sono state buttate fuori come cani».
A Caracas il ministro degli Esteri ha spiegato che Maduro ha ordinato il ritiro dell'ambasciatore a Bogotà. E i rapporti tra i due Paesi sono quindi interrotti. Il presidente venezuelano ha dichiarato di sperare che il governo colombiano torni «sano di mente» e faccia di più per proteggere il confine. Gli immigrati deportati oltre confine hanno raccontato di aver visto le loro case distrutte.
SCAMBIO DI ACCUSE SUI MINORI. In una sola settimana sono stati espulsi la metà dei colombiani rimpatriati nell'intero 2014.
Il governo colombiano ha creato un centro di assistenza nella città di Cucuta e il ministro dell'Interno ha fatto sapere di stare cercando di riunire 37 minori separati dalle famiglie. Il governatore venezuelano dello stato di Tachira, al centro delle retate, ha risposto che non una sola famiglia è stata spezzata.
STATO DI EMERGENZA IN VENEZUELA. Lo stato d'emergenza dichiarato dal governo di Maduro permette di sospendere i diritti costituzionali di protestare, portare armi e muoversi liberamente per 60 giorni e anche di intercettare le comunicazioni dei cittadini. Le autorità sostengono che i poteri straordinari verranno usati per proteggere la comunità.

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