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L'INCONTRO 29 Agosto Ago 2015 2238 29 agosto 2015

Firenze, bilaterale Renzi-Netanyahu

Il premier israeliano insiste sulla minaccia iraniana.

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L'incontro tra Matteo Renzi e Benjamin Netanyahu a Firenze.

Incontro bilaterale a Firenze tra il premier Mattreo Renzi e Benjamin Netanyahu.
LA LEZIONE DI MACHIAVELLI. «Ho una sorpresa per stasera», ha annunciato il premier a Palazzo Vecchio, «l'incontro ufficiale delle due delegazioni italiana e israeliana si terrà qui nella stanza in cui lavorava Machiavelli». E ha aggiunto: «Molte persone ritengono che Machiavelli fosse un uomo terribile, ma io credo che, in un momento come questo in cui c'è da costruire la pace, Machiavelli possa essere un modello politico».
«L'Italia è al fianco di Israele contro il terrorismo e per riportare la pace in tutta la regione», ha cominciato Renzi. «Ci unisce una condivisione di valori nell'assicurare pace e stabilità».
Dal canto suo Netanyahu ha puntato l'attenzione sulla minaccia rappresentata da Teheran. «La civiltà è sotto l'assedio dello stato islamico militante che vuole catturare il mondo, ma c'è anche un altra minaccia: lo stato islamico dell'Iran», il cui programma nucleare ha scopi «non civili ma militari».
RENZI: «UNA COOPERAZIONE DI AMICIZIA». «La cooperazione Italia-Israele non è soltanto a livello di governi e diplomatico ma è innanzitutto una cooperazione di amicizia che tocca in profondità ciò che siamo», ha risposto Renzi. «Ho avuto modo di toccarla con mano nella visita in Israele e credo che questa visita possa permettere di verificare quanto di bello ci sia da parte italiana».
Sull'immigrazione, il capo del governo israeliano ha poi incalzato Renzi. «Rendiamoci conto», ha detto, «che il mio e il tuo Paese possono fare molto. Rendiamoci conto che cosa si sta subendo adesso con l'immigrazione illegale: migliaia di persone che partono in tutti i momenti dalla Libia, dall'Africa del Nord. È una tragedia ed è anche una sfida».
BIBI: «UN FUTURO DA GUADAGNARSI». Una 'alleanza' da riprodurre anche in altri campi. «Possiamo espanderci insieme nella tecnologia, in agricoltura, in ambito scientifico, aiutarci nella lotta al terrorismo e per la stabilità dei nostri Paesi». Perché, ha ribadito il premier israeliano, «c'è una regola semplice, e critica, per il futuro: chi se lo guadagna è chi sa come effettuare innovazione. In questo l'Italia è sempre stata eccezionale. E insieme possiamo fare di più che separatamente, questo è il mio messaggio».
Infine un appello alla pace. «Vogliamo vedere il mondo in futuro, il mondo dei nostri bambini, che sia un mondo sicuro, un mondo di pace e di prosperità», ha concluso Netanyahu. «Vogliamo vedere quello che possiamo fare noi e voi, insieme, in amicizia, un'amicizia sempre crescente che credo possa essere di vantaggio sia per noi che per voi, cioè l'un l'altro ma soprattutto di vantaggio per il mondo intero».

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