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PROVVEDIMENTI 29 Agosto Ago 2015 0900 29 agosto 2015

Renzi e quella vecchia tentazione dei condoni

Il governo ripensa alle sanatorie. Ma il ministro Galletti: «No a quelle edilizie». Jobs act, norma Berlusconi e cartelle Equitalia: i colpi di spugna fiscali di Renzi.

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Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti.

Matteo Renzi deve tagliare le tasse alle famiglie e alle imprese, ridurre il costo del lavoro, scovare 18 miliardi per impedire l’aumento delle imposte e più in generale scrivere una manovra che - al momento - sfiora i 34 miliardi.
Il premier spera di strappare qualche altro sconto all’Unione europea, che dirà di no, ma nel mondo della politica rimbalza l’ipotesi che il governo possa ricorrere alla vecchia arma dei condoni.
GALLETTI DICE NO. Una voce così imbarazzante, soprattutto con il renzismo in caduta libera nei sondaggi, che il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, si è affrettato a far sapere: «Dico ancora una volta con forza mai più condoni edilizi in questo Paese».
Peccato che il suo governo, proprio sul versante delle sanatorie, abbia molte cose da farsi perdonare.
COLPI DI SPUGNA. Basta prendere il Jobs act.
Nel testo si prevede che le aziende che si affidano al contratto a tutele crescenti per regolarizzare i lavoratori assunti come autonomi finiscono per non pagare i contributi pregressi.
Soldi che pure gli istituti di previdenza pretendono dai datori quando si scoprono irregolarità.
Una soluzione che non sarebbe piaciuta alla Ragioneria generale dello Stato, che in tempi non sospetti ha denunciato i rischi di gettito per l’Erario legati agli incentivi erogati con il nuovo contratto.
NORMA 'BERLUSCONI'. Ma il caso che ha fatto più scalpore è la cosiddetta 'norma Berlusconi' spuntata qualche giorno prima del Capodanno 2015 (allora il Patto del Nazareno era l’architrave dell’arco parlamentare) e che ancora oggi viaggia in parallelo con i decreti della delega fiscale.
Prevede, come si leggeva nello “schema di decreto legislativo recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente”, di escludere la punibilità «quando l'importo delle imposte sui redditi evase non è superiore al 3% del reddito imponibile dichiarato o l'importo dell'imposta sul valore aggiunto evasa non è superiore al 3% dell'imposta sul valore aggiunto dichiarata».
Una manna dal cielo per chi come l’ex Cavaliere non può più essere rieletto proprio per frode fiscale.

Da luglio 2015 cartelle di Equitalia cancellabili

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan.

Ma se questo vale per i ricchi, Renzi ha pensato anche ai più poveri.
Da luglio 2015, dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, è operativo il decreto del ministero dell’Economia che permette di cancellare - ma soltanto per un tetto massimo di 2 mila euro - le cartelle esattoriali da Equitalia.
«SOLO ROTTAMAZIONE». Il governo ha subito messo le mani avanti e si è giustificato dicendo che la misura riguarda le cartelle emesse entro il 31 dicembre del 1999 e che il vero obiettivo è soltanto quello di rottamare pratiche rimaste in giacenza per 15 anni, per somme che sarebbe difficile e quasi impossibile riscuotere.
Non sono ascrivibili tout court tra i condoni, ma fanno discutere - e indignare famosi magistrati come Giuseppe Cascini e Francesco Greco - le nuove misure sulla dichiarazione infedele.
PROCESSO EVITABILE. Nelle norme del decreto fiscale si legge che passa da 50 mila a 150 mila il livello di evasione per evitare il processo.
A sua volta «l'ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all'imposizione» sale da due a tre milioni di euro.
Decisivo per la punibilità o meno il valore dei beni del reo e «le valutazioni che singolarmente considerate differiscono in misura inferiore al 10% da quella corrente».
SI CHIUDE UN OCCHIO. Trattamento di favore anche per chi aderisce alla cosiddetta voluntary disclosure, la procedure di autodenucia per il rientro dei capitali dall’estero.
A luglio il governo ha deciso che chi aderisce, anche quando sono scaduti i termini di accertamento, non rischia il carcere e neppure sanzioni se le violazioni riguardano fatti avvenuti prima del 2009-2010.

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