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AGENDA 31 Agosto Ago 2015 0700 31 agosto 2015

Settembre di fuoco, 4 grane politiche insidiano Renzi

Riforma del Senato. Unioni civili. Legge di Stabilità. Giubileo. Renzi rischiatutto. Tra ostruzionismo, scadenze e promesse, si gioca la faccia e il posto in 30 giorni.

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Matteo Renzi e Maria Elena Boschi nell'Aula del Senato.

Riforma del Senato, unioni civili, legge di Stabilità, Giubileo.
Quattro temi che a settembre 2015 sono destinati a essere al centro dell'azione di governo e parlamento, legati indissolubilmente da un impercettibile filo rosso, e sui quali Matteo Renzi e la sua squadra si giocano la permanenza a Palazzo Chigi.
VIA IL BICAMERALISMO. Le Camere riaprono ufficialmente solo l'8 settembre, ma la prima battaglia per l'eliminazione del bicameralismo perfetto è in programma per il primo del mese in commissione Affari costituzionali al Senato.
Lì il ministro Maria Elena Boschi e la presidente Anna Finocchiaro sono chiamate all'arduo compito di sfoltire i 513.450 emendamenti delle opposizioni (500 mila solo della Lega Nord) nel minor numero di sedute possibili.
PURE SEDUTE NOTTURNE. Il titolare delle Riforme ha già messo in conto di dover trascorrere diverse ore, anche in notturna, a Palazzo Madama, anche perché è su questo provvedimento che si gioca buona fetta della credibilità nazionale e internazionale del premier e del suo esecutivo.
Missione non facile, soprattutto per il previsto ostruzionismo di Movimento 5 stelle e Carroccio.
ASSE CON FORZA ITALIA. Per cercare di mettere una toppa ai prevedibili ritardi, la diplomazia renziana non ha mai interrotto i rapporti con l'unico pezzo di opposizione che, almeno stando ai rumor di Palazzo, sarebbe disponibile a un dialogo, cioè Forza Italia.
I problemi sono noti da tempo: il Nazareno come eravamo abituati a conoscerlo ormai non esiste più, ma una nuova forma di accordo, più snello e meno duraturo del precedente, non è impossibile. Anzi.
PAOLO ROMANI PONTIERE. Il capogruppo Paolo Romani, ritenuto da tutti come uno dei possibili pontieri della trattativa, è rimasto in contatto con Luca Lotti e Maria Elena Boschi per mettere in piedi una formula “digeribile” sia per l'elettorato forzista (e i falchi di casa Berlusconi) sia per l'ala Pd più ostile al premier.

Legge di Stabilità: sulle tasse Renzi si gioca la faccia

La Tasi è la Tassa sui servizi indivisibili.

Contemporaneamente alla riforma del Senato, Renzi ha un'altra brutta gatta da pelare: la legge di Stabilità da approvare entro il 30 settembre.
Nel provvedimento economico e finanziario devono esserci le linee guida per il famoso taglio delle tasse da 50 miliardi che il premier ha annunciato di voler realizzare entro il 2018.
VIA TASI E IMU. Ovviamente non può entrare tutto il programma monstre che ha in testa, ma almeno il taglio di Tasi e Imu per il 2016 sì.
Il ministro Pier Carlo Padoan non ha quasi fatto ferie per accontentare il presidente del Consiglio, ma stando alle voci che arrivano dal Mef «la quadra è ancora lontana, lontanissima».
GIUBILEO BOLLENTE. Nella stanza dei bottoni di viale XX Settembre c'è poi un altro dossier “bollente” che rientra di diritto nelle priorità del governo.
Sulla cartellina c'è scritto Giubileo. A dicembre 2015 Roma è pronta a diventare meta di milioni di pellegrini da tutto il mondo per il Santo Sinodo.
VIETATO SBAGLIARE. E Palazzo Chigi ha deciso di intervenire in maniera corposa: niente cassaforte nelle mani del Comune di Roma, ma un percorso condiviso in cui a prendere le decisioni è sì l'esecutivo, ma senza imposizioni al Campidoglio.
In questo è fondamentale la figura del prefetto della Capitale, Franco Gabrielli, che ha ricevuto poteri speciali dal Consiglio dei ministri del 27 agosto.
È una partita troppo importante, al pari di Expo, per permettersi il lusso di sbagliare anche una sola virgola.

Unioni civili: tanti malumori fuori e dentro alla maggioranza

Un momento della manifestazione 'Difendiamo i nostri figli' contro il ddl Cirinnà, le unioni civili e quelle omosessuali a piazza San Giovanni.

Settembre è anche il mese della discussione generale sul disegno di legge di cui è prima firmataria la senatrice dem Monica Cirinnà a favore dei diritti civili.
Un tema che ha scatenato una polemica sottile, ma feroce.
CRITICHE DELLA CEI. Dalla quale - gliene va dato atto - il premier non si è comunque tirato indietro, rispondendo picche anche ai vescovi della Conferenza espiscopale italiana (Cei).
In pratica si parla di unioni tra persone dello stesso sesso con la possibilità di applicare la stepchild adoption, ovvero l'adozione anche a coppie gay di figli nati da precedenti rapporti di uno dei due componenti della coppia.
NON AMMESSI RINVII. Un provvedimento che nel Pd, e in particolare nella base che sostiene Renzi, aspettano con molta ansia e sul quale non ammetteranno ulteriori ritardi o rinvii.
L'ok definitivo al testo, secondo il cronoprogramma, dovrebbe arrivare entro la metà di ottobre, ma prima devono essere messe a tacere le voci di fuori e di dentro alla maggioranza di governo.
NCD E UDC FRENANO. In primis quelle provenienti da Nuovo centrodestra e Udc, soprattutto da esponenti vicini al mondo di Comunione e liberazione.
Questo è dunque il capitolo di provvedimenti in calendario a settembre. E non è poco. Anzi, è decisivo.
Perché senza Senato e Stabilità (e piano definitivo per il Giubileo) difficilmente Renzi può proseguire la sua opera alla guida del governo italiano.
GLI AVVERSARI CI PROVANO. Di questo ne sono consapevoli gli avversari, interni ed esterni al Pd, che vogliono provare in tutti i modi a far saltare il banco.
E se non ci dovessero riuscire nei primi 30 giorni post-ferie, di occasioni ne avrebbero comunque molte fino alle fine dell'anno.
Perché dietro l'angolo, superati gli ostacoli, ci sono le deleghe fiscali da portare in parlamento e poi la riduzione delle tasse alle famiglie e alle imprese, le grandi opere, gli accordi con l'Europa e tanto altro ancora.
Sempre che il governo superi i primi esami alla ripresa della piena attività politica.

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