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ISTRUZIONE 2 Settembre Set 2015 1629 02 settembre 2015

Scuola, la storia di Sofia: «Ad Ascoli a 62 anni? No grazie»

Insegnante precaria per 30 anni. A 62 il trasferimento da Taranto ad Ascoli. Rifiutato. Sofia si racconta: «Non lascio la famiglia, meglio fare supplenze qui».

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La mezzanotte era passata da un minuto quando la mail del ministero ha fatto capolino sul pc di Sofia.
Tra i quasi 10 mila destinatari di una cattedra prevista dal piano assunzioni della 'Buona scuola' c'è anche lei, 62 anni, metà dei quali trascorsi a barcamenarsi fra le ansie del precariato.
ASCOLI? NO GRAZIE. Il cervellone del Miur ha scelto: è Ascoli Piceno la meta del posto fisso agognato per anni. Ma nelle Marche Sofia non ci andrà: ha deciso di restare nella sua Taranto, a quasi 500 chilometri dal luogo dove avrebbe trovato una collocazione stabile.

  • Il tragitto da Taranto ad Ascoli, quasi 500 chilometri.

UN ANNO DI SUPPLENZA. Ha esercitato un'opzione concessa a tutti i prescelti: accontentarsi di una supplenza annuale nella propria sede territoriale, posticipando lo spostamento di 365 giorni.
«L'ho fatto solo perché rassicurata che avrei avuto, data la mia situazione, una corsia preferenziale nella mia città per il 2016».
GIANNINI: «TUTTO NELLA NORMA». Tanti altri sono stati 'costretti' a fare le valigie, dando vita a una specie di esodo da Sud a Nord.
Una «deportazione» per molti insegnanti, anche se il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini ha assicurato: «La mobilità è nella norma, dal Meridione si sposteranno in 7 mila. Grosso modo come gli scorsi anni».
Anche se per Sofia la norma sarebbe altro. «Come lavorare nella propria città, visto che i posti ci sono».

Nella notte tra il primo e il 2 settembre assegnate 10 mila cattedre.

DOMANDA. E invece?
RISPOSTA. E invece non si può nemmeno gioire per una conquista sudata anni e anni.
D. Mai preso in considerazione l'ipotesi di accettare la destinazione Ascoli?
R. Avessi avuto 30 anni di meno... Certo non mi dispiacerebbe andarmente da Taranto, ma vada a spiegarlo lei a mia suocera che, a 92 anni, ha assoluto bisogno del mio aiuto. E per fortuna i figli sono già adulti.
D. Cosa la infastidisce di più in tutta questa vicenda?
R. Il fatto di non poter esercitare una scelta. Vede, se a Taranto non ci fosse l'opportunità di lavorare me ne farei una ragione. Ma i posti ci sono.
D. E allora quali motivi avrebbero dovuto spingerla dall'altra parte del Paese?
R. Me lo dica lei. Chi ha architettato questo marchingegno di assegnazione dei posti non ha la minima idea di come funziona il sistema scolastico.
D. La definizione 'Buona scuola' immagino non sia di suo gradimento.
R. Questo governo è molto abile nel costruirsi un'immagine positiva. Ha badato più a sbandierare grandi numeri ai quattro venti che a sradicare per davvero il precariato.
D. Eppure c'è chi accusa i docenti di non accettare le regole che il mercato impone alle altre professioni. Come, appunto, la mobilità.
R. Balle. Nessuno rifiuta lo spostamento per pigrizia. È il meccanismo che ci impone di percorrere strade che non hanno senso.
D. Nessuna categoria privilegiata, dunque.
R. Quella delle 18 ore di lavoro settimanali è una favola bella e buona. Il nostro è un lavoro a tempo pieno.
D. Lei ha scelto un anno di supplenze a Taranto. Qualche sua collega ha optato per il trasferimento?
R. Certo, una ragazza 30 anni più giovane di me ha saputo stanotte di doversi trasferire nel Lazio. E non sta vivendo la cosa benissimo.
D. Lo spostamento in un'altra città si può rifiutare.
R. Ma una scelta simile comporta l'esclusione dalla possibilità di ricevere successive proposte di nomina. Insomma, si viene tagliati fuori.
D. Per il ministro Giannini non ci sarà nessun esodo.
R.
Se è per questo per molti non ci sarà nemmeno una chance. Tra chi è rimasto tagliato fuori e chi è costretto a partire.
D. L'ennesimo concorso in programma nel 2016 cosa le fa pensare?
R.
Non vorrei essere nei panni di chi, più giovane di me, dopo lauree e master vede davanti a sé ancora anni di code.

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