PROFILO 3 Settembre Set 2015 1727 03 settembre 2015

Boschi, vera numero due del governo Renzi

Il gossip estivo l'ha presa di mira. Lei risponde con la politica. Senza mai urlare. Alla festa de l'Unità torna il ministro delle Riforme. È già in casa il post Renzi?

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Il programma di giovedì 3 settembre della Festa nazionale de l’Unità di Milano ha offerto un appuntamento particolarmente interessante.
Il dibattito clou della serata è stato incentrato sul tema “Raccontiamo l’Italia: donne e responsabilità politica nell’Italia di oggi”.
Argomento che, solo a prima vista, può non apparire centrale rispetto al confronto politico di questi giorni, sostanzialmente tarato su tasse e riforme.
Sottovalutarlo, però, sarebbe fuorviante, soprattutto per chi vuol comprendere davvero cos’è la fenomenologia del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi, ospite della serata (foto).
LA NUMERO 2 DEL GOVERNO. Perché se il premier Matteo Renzi assomiglia sempre più a un format televisivo, tanto è l’uso serrato di slogan e spot elettorali, la vera numero due del governo si è andata costruendo una immagine politica solida e consistente, al punto da costringere i suoi detrattori ad abbassare la partita dal confronto delle idee allo scontro del gossip.
Il vestito, l’anello, se non addirittura il fidanzato, vero o presunto: la lista della spesa è lunga una quaresima.
Stavolta però forma e sostanza stanno su piani diversi.
LEI PER IL DOPO RENZI? Per questa ragione il dibattito della Festa de l’Unità, che ha segnato anche il ritorno sulla scena della ministra dopo le vacanze estive, è particolarmente interessante.
È il modo per decifrare quale strada vuole imboccare la Boschi, indicata da molti come possibile successore dello stesso Renzi, in caso di cambio della guardia a Palazzo Chigi.

Riscossa femminile dopo il fallimento di Ladylike Moretti

La Boschi con il ministro Madia, ministro della Pubblica Amministrazione. Anche la Madia è spesso al centro dell'interesse mediatico.

Sul palco, assieme al titolare delle Riforme, la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, e la vice presidente della Camera, Marina Sereni.
Un trittico al quale il Pd ha consegnato le chiavi del futuro, laddove deve declinare al femminile la politica della maggioranza.
D’altro canto bisogna pur ricordare che in principio era stata Alessandra Moretti a vestire i panni della pasionaria renziana, con effetti mediatici alquanto altalenanti.
La sconfitta con Luca Zaia in Veneto, oltre ad averla messa in panchina, le è costata anche il taglio dei rapporti con Renzi.
MATTEO NON VUOLE OMBRA. Il premier ama chi asseconda il suo gioco, non chi può fargli ombra.
Per questa ragione la Boschi ha scelto una strategia mediatica molto oculata, basata su un mix di apparizioni televisive mirate, ma mai urlate, affiancando a ciò un uso del gossip come non si era mai visto prima.
Foto e articoli raccontato di lei, parlano di lei e lei non parla mai di tutto ciò.
Un modo sottile per essere sempre in vetrina, senza per questo apparire un manichino da centro commerciale.
SUI GIORNALI, MA SENZA FRIZIONI. L’estate appena trascorsa, con la tappa a Formentera, sarà studiata a lungo dagli esperti di comunicazione.
La ministra è sempre stata al centro dell’attenzione, senza creare frizioni o tensioni.
La logica della ragazza della porta accanto ha stregato gli italiani che iniziano a conoscerla e a fidarsi di lei.
Cosa che prima non avveniva.

Mix tra avvenenza e lessico semplice

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi con il premier Matteo Renzi.

La Moretti, con i suoi like, aveva portato scompiglio tra colleghi e addetti ai lavori, dopo anni in cui lo stile di donna a sinistra era quello rappresentato dalla coppia Anna Finocchiaro-Rosy Bindi.
Tramontata la Moretti ora è la stagione della Boschi.
Anzi della fenomenologia di un ministro in gonella.
FACCIA PULITA. Maria Elena (Meb o Mary per gli amici, social i primi intimi i secondi) è la faccia bella e pulita della politica renziana, corroborata dal mix (riuscito) di avvenenza e lessico politico semplice semplice.
Piace anche perché la maggior parte dei commentatori o editorialisti sono maschi.
Non a caso un uomo ha pensato bene di affibbiarle il soprannome di “giaguara” dopo averla vista indossare una scarpa un po’ aggressiva, maculata appunto.
INCASSA E NON REPLICA. La Boschi, anche in questo caso, ha capitalizzato senza replicare.
Tattica vincente, suffragata dalla determinazione che contraddistingue la ministra.
Nel Transatlantico della Camera, dove giornalisti e deputati si scambiano idee e opinioni, da tempo gira una battuta feroce sulla Boschi: «Dice banalità? Mica è Nilde Iotti!».
PIACE PURE A SILVIO. Già, però è il ministro più forte del governo Renzi. Tant’è che Slvio Berlusconi, che in fatto di immagine la sa lunga, di questa ragazza affermò che era «troppo bella per essere comunista».
Subito da lei rottamato: «I comunisti non ci sono più». Eh sì, come cambiano i tempi.

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