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MAMBO 7 Settembre Set 2015 0959 07 settembre 2015

Renzi è in gran spolvero grazie all'effetto Merkel

La sinistra sdogana la tedesca pro-migranti. E anche il premier può trarne giovamento.

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Matteo Renzi alla Festa nazionale de L'Unità, Milano.

Matteo Renzi in grande spolvero nell'ultimo fine settimana.
La ripresa di fiato è venuta dai buoni dati sull’economia e dal cambiamento di clima politico-morale innescato dalla svolta di Angela Merkel sui migranti.
L’Europa e anche l’Italia sono un po’ meno preda dei “mostri” che sembravano prevalere guidati da politicanti cinici e senza mestiere come Matteo Salvini e nel suo piccolo, letteralmente, Giorgia Meloni.
Torneranno, ma ora hanno preso una botta.
PD, UN DIBATTITO ASSURDO. Tuttavia ciò che colpisce ancora nel dibattito all'interno del Partito democratico è la sua assurdità.
Due testi domenicali - un articolo e un’intervista - ne sono la testimonianza.
I protagonisti sono due persone di qualità: Miguel Gotor, storico di spessore, e Umberto Ranieri, “migliorista” di rango.
CHE OPPOSIZIONE OTTUSA. Il primo ha mostrato sul Corriere della sera, a proposito della riforma del Senato, il volto ottuso dell’opposizione pregiudiziale, pur con argomenti vestiti di ambizioni istituzionali.
Non c’è dubbio che Gotor rappresenti quell’area politica che vede in Renzi una minaccia per la democrazia.
Non riesce a dirlo, ma vorrebbe urlare anche lui: resistere, resistere, resistere!
La storia delle vicende che da tragedia diventano farsa è un “classico” per la sinistra di tradizione.
RIBELLI DEM ORMAI PATETICI. E Gotor e i suoi compagni di cordata politica sono ormai figurette francamente un po’ patetiche.
Può accadere “la qualunque” nel Paese e nel mondo, ma per Gotor e altri “giapponesi” della sinistra Pd il tema resta solo quello di buttare a mare Renzi e il suo governo provocando quella “rovina comune” che aprirebbe le porte ai cinque stelle o, peggio mi sento, a Salvini.
D'ALEMA MALE ASSOLUTO? Umberto Ranieri sulla nuova Unità si è prodotto invece nello spettacolino a cui ci hanno abituato soprattutto gli ex collaboratori di D’Alema.
Una settantina di righe in cui Ranieri, come un renziano di periferia o un estremista di sinistra d’antan, racconta D’Alema come il Male assoluto per non aver capito la genialità di Renzi.
Penso che in politica siano importanti molte cose.
SINISTRA CHE NON SI EVOLVE. La capacità, il rapporto con le persone, la fantasia, la cultura, ovviamente l’onestà, ma anche la dignità culturale.
Se vieni da una storia, hai il diritto di innamorarti di chi arriva da un’altra parte e ti considera un rottame del passato, ma non puoi metterti in prima fila per sparare su chi prima consideravi un interlocutore privilegiato.
C’è un pezzo di sinistra di tradizione che non riesce a uscire dal dilemma opposizione frontale e/o servilismo.
DI CERTO RENZI HA TALENTO. Renzi è indubbiamente un personaggio di talento, maleducato, forse poco colto, ma di talento.
Ormai ha molti ammiratori nella classe dirigente e anche fra personaggi, come quel David Serra, che speriamo stiano lontani dal governo delle cose italiane.
Attorno a lui sta crescendo un gruppo di laudatores e di famigli, di origine prevalentemente fiorentina - persino la nuova ambasciatrice di Israele ha avuto il via libera di Renzi - e di un altro grimpeur della politica di nome Carrai, per la sua fiorentinità.
I RISULTATI? QUALCOSA C'È. Tuttavia quello che conta non è questa corte dei miracoli (c’era con De Mita, c’era con Craxi, ne facevano parte quei dalemiani al governo oggi pentitissimi), ma i risultati della gestione Renzi.
Qualcosa c’è, indubbiamente. Forse più di qualcosa. Manca quel che trasforma un politico all’arrembaggio in uno statista. Ma adesso che a sinistra abbiamo sdoganato la Merkel forse anche Renzi ha trovato una buona maestra.

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