RITRATTO 7 Settembre Set 2015 0700 07 settembre 2015

Usa, la rivoluzione comunicativa di Barack Obama

L'ultima: andare in Alaska con Bear Grylls. Il presidente Usa riscrive un ruolo. Tra selfie, battute e assist di Michelle. Storia di un leader mediatico. Foto.

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Chi verrà dopo di lui dovrà fare i conti con ciò che ha lasciato.
L'eredità di Barack Obama, scritta in questi sette anni da presidente degli Stati Uniti, non è solo in una riforma della sanità innovativa ma imperfetta, non solo negli storici accordi con Cuba e con l'Iran.
Se c'è un campo in cui Obama ha saputo davvero segnare una cesura netta con chi l'ha preceduto, è quello della capacità comunicativa ed empatica.
IN ALASKA PER IL CLIMA. Nei primi giorni di settembre 2015 il presidente degli Stati Uniti ha approfittato di un viaggio in Alaska alla scoperta dell'impatto dei cambiamenti climatici per partecipare a una puntata di Running Wild with Bear Grylls, famoso show di sopravvivenza in condizioni estreme.
Ora, vi immaginate l'uomo più potente del mondo, il comandante in capo delle forze armate americane, che resiste a colpi di radici e bacche tra i ghiacciai dell'Alaska?
L'episodio dovrebbe essere messo in onda a fine anno, e nessuno si aspetta di vederlo bere un bicchiere di urina per combattere la disidratazione.
Ma è comunque un passo avanti deciso rispetto al suo predecessore, George W. Bush, che alla lista 'situazioni pericolose affrontate e superare' può annoverare un quasi soffocamento da salatino.
SELFIE SU INSTAGRAM. Grylls ha ringraziato Obama per essersi prestato allo stesso gioco a cui avevano già partecipato altre star (Kate Hudson, Zack Efron, Channing Tatum), ma mai un capo di Stato.
Il presidente ha risposto dal profilo Instagram della Casa Bianca, postando il selfie con l'ex scout dell'esercito britannico e commentando: «Sono felice che questo sia stato l'unico orso (il significato di Bear, soprannome di Grylls, ndr) che ho incontrato nel parco».
Nello stesso viaggio, un salmone gli ha fatto le uova sulla scarpa, e lui ha commentato: «Era felice di vedermi».


Il selfie di Obama in Alaska con Bear Grylls.

  • Il presidente americano mangia salmone crudo con le mani durante lo show televisivo.

I selfie, i sorrisi, un senso dell'umorismo sopra la media.
Così Obama ha buttato giù la barriera che lo separa dai suoi elettori e dai cittadini di tutto il mondo. Gli americani erano abituati a vedere grandi attori interpretare al cinema il ruolo di presidenti del passato, addirittura ne avevano aiutato uno, Ronald Reagan, a passare dal set alla Casa bianca nella vita reale.
OBAMA SI IMMEDESIMA IN OBAMA. Ma nessuno aveva vestito i panni di un attore prima che Obama diventasse Daniel Day Lewis che interpreta Obama in un immaginario prossimo biopic diretto da Steven Spielberg.
Uno sketch surreale, concepito sulla scorta del successo di Lincoln, in cui il presidente si impegnava, davanti allo specchio, a replicare le sue stesse movenze, i suoi stessi tic, mentre fingeva di truccarsi per rendere scura la pelle e sistemarsi le orecchie finte.

  • Obama nel ruolo di Daniel Day Lewis nel ruolo di Obama.

In questi sette anni, la Casa bianca ha ospitato big da tutto il mondo e telecamere di talk show come quello di Ellen Degeneres, che nel 2014 ha ficcato il naso negli uffici di Obama strappandogli rivelazioni 'scottanti': «Quando Michelle non c'è lascio i calzini in giro per casa».
CON DEGENERES SCHERZI E BALLETTI. In quel caso, il capo di Stato americano si lamentò con la Degeneres, rea di avergli scippato il primato per il tweet più ritwittato della storia.
Un record che apparteneva alla foto dell'abbraccio tra lui e Michelle, pubblicata il giorno della seconda elezione, e che è stato battuto dallo scatto corale agli Oscar 2014: «Mi hai imbrogliato con un trucchetto da quattro soldi, facile vincere riempiendo un selfie di star».

  • Obama in collegamento con Ellen Degeneres.

Il presidente era già stato ospite della conduttrice in studio nel 2007, salendo sul palco come un pugile e chiudendo con un balletto sulle note di Crazy in love di Beyoncé.

  • Obama balla sulle note di Crazy in love con Ellen Degeneres.

Buona parte del fascino di Barack è derivante da quello della moglie e dal loro mostrarsi sempre affiatati in pubblico.
Mano nella mano, o addirittura bocca su bocca, come quando furono pizzicati dalla kiss cam durante un match della nazionale di basket Usa, e prestandosi al gioco anche grazie al pressing della figlia Malia.

  • Il bacio tra gli Obama alla partita di basket.

Obama sa che deve tanta della sua popolarità alla moglie. E spesso ci scherza sopra.
L'ha fatto alla cena per i corrispondenti alla Casa bianca nel 2013, mostrando delle diapositive in cui appariva con la stessa frangetta di Michelle.
LE BATTUTE SULLE ORIGINI. A quello stesso evento raccontò di aver iniziato a costruire la sua 'Blame Bush library' (biblioteca 'È colpa di Bush'), accanto a quella dell'ex presidente, per poi aggiungere: «Ho già iniziato a lavorare alla mia biblioteca presidenziale. Mi hanno consigliato di metterla nella città in cui sono nato, ma io preferirei tenerla negli Stati Uniti».

  • Obama alla cena dei corrispondenti del 2013.

L'ironia è l'arma che ha sempre usato anche per rispondere a chi lo accusava di essere poco americano, rimproverandogli non tanto di esser nato a Honolulu (le Hawaii sono il 50esimo Stato Usa), quanto di essere il figlio di un immigrato kenyota.
I suoi detrattori l'hanno accusato di essere morbido con l'islam e di voler portare gli Stati Uniti eccessivamente a sinistra.
E lui, nel commentare i suoi capelli bianchi, ha replicato: «Non sono più il socialista musulmano grande e grosso di un tempo».

  • Obama: «Non sono più il giovane socialista musulmano di un tempo».

Spesso definito distaccato e poco incline ai riflettori, Obama ha in realtà dimostrato in più occasioni di trovarsi perfettamente a suo agio davanti a telecamere e macchine fotografiche.
Accanto a Usain Bolt, non ha esistato a fare il gesto dell'arciere reso celebre dall'uomo più veloce del mondo.
LA SMORFIA DI MCKAYLA. Con la ginnasta McKayla Maroney, ha scherzato imitando la smorfia scappata all'atleta sul podio olimpico di Londra 2012, dopo la delusione per l'oro sfuggitole nel volteggio.
Con l'ex sciabolatore Tim Morehouse ha addirittura scambiato qualche affondo.

  • L'incontro tra Barack Obama e Usain Bolt alla Casa Bianca.

Gesti umani a favore di obiettivo e non, sono l'arma in più di Obama.
Nel 2009, durante il suo primo anno alla Casa bianca, si fece toccare i capelli da un bambino di colore che voleva sentire se al tatto fossero come i suoi.
Nel 2011 prese un bimbo che piangeva dalle braccia di Michelle e il piccolo si tranquillizzò subito.
Un altro scatto privato, pubblicato nel 2012, lo ritrae mentre gioca con il figlio di un membro del suo staff vestito da Spiderman per Halloween.

  • Obama calma un bambino che piange.

Ricevere un gesto d'affetto da parte del presidente non è mai stato così semplice come con Obama.
Lo sanno gli impiegati della Casa bianca, che ricevono il buongiorno del 'capo' con il più classico dei fist bump, il saluto con i due pugni che si toccano.
Lo sanno anche i gestori della pagina Facebook 'Humans of New York', che si sono ritrovati un commento della Casa bianca sotto la storia di un padre iraniano orgoglioso del figlio che, tornando dalla spesa, aveva donato tutte le albicocche comprate a una persona bisognosa incontrata per strada.

Hillary Clinton o Joe Biden, Donald Trump o Marco Rubio. Chiunque esca vincitore dalle elezioni del 2016 dovrà fare i conti con tutto questo.
Superare Obama nel rapporto con la gente sarà molto più difficile che farlo in politica.

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