Marino Gruber 150910220847
CHIARIMENTO 10 Settembre Set 2015 2205 10 settembre 2015

Casamonica, Marino spiega perché non è rientrato dagli Stati Uniti

Il sindaco di Roma negli Usa «per stare senza scorta con la famiglia».

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Ignazio Marino ospite a Otto e mezzo.

Alla fine Ignazio Marino ha parlato.
Il sindaco di Roma ha scelto la poltrona di Lilly Gruber a Otto e mezzo per chiarire perché non è rientrato dalle ferie in America mentre a Roma si celebrava il funerale show di Vittorio Casamonica: era stato minacciato, voleva passare due settimane con la famiglia senza scorta armata e «la città era assolutamente sotto controllo» grazie al suo «straordinario staff».
«A ROMA? NESSUNA EMERGENZA». «Non c’era davvero nessuna emergenza», ha spiegato il sindaco condannando la partecipazione della figlia e del nipote del 're di Roma' a Porta a Porta. «Quello che è accaduto è un funerale in cui una famiglia ha voluto manifestare e spettacolarizzare la morte di un essere vivente per mandare dei messaggi ai vivi e quel giorno, pochi minuti dopo aver appreso la notizia, sono stato informato e siamo intervenuti subito con delle dichiarazioni di condanna».
«LA COMUNICAZIONE NON HA FUNZIONATO». Tutto - elicottero spargi-petali compreso - è stato causato, ha aggiunto Marino, «da una disfunzione nella comunicazione con le forze di sicurezza. Ma non è compito del Comune né sorvegliare i cieli di Roma né controllare le organizzazioni criminali».
Il sindaco, dunque, si trovava negli Usa «per motivi al di fuori della sua volontà».
«SONO STATO MINACCIATO». «Negli ultimi mesi», ha detto, «ho ricevuto diverse minacce di morte con lettere scritte a me, a mia moglie, a mia figlia e buste con pallottole. Davvero volevo 14 giorni con mia moglie e mia figlia senza girare con le persone armate».
Lui che aveva cominciato il mandato in bicicletta, si è trovato costretto a muoversi «con tre macchine e sei uomini di scorta».
Marino ha poi ribadito che non intende dare le dimissioni, nonostante sia sotto pressione: «Tradirei il voto dei romani».
«NON MI DIMETTO, TRADIREI I CITTADINI». «Voglio cambiare Roma e sono sicuro che lo stiamo facendo», ha sottolineato. «Abbiamo fatto cambiamenti che rimarranno nella storia di questa città. Pensare a dimettermi significherebbe tradire il voto del 64% dei romani che mi hanno chiesto di fare il lavoro più impegnativo della mia vita che è anche la sfida della mia vita».
Se i rapporti con i romani sono buoni, stando al quello che sostiene il sindaco, qualche problema c'è con il Pd capitolino. Con Renzi, ha concluso il sindaco, invece i rapporti sono buoni.
Marino, poi, ha detto di non sentirsi «assolutamente commissariato»: «Sono straordinariamente positivo rispetto alla figura del prefetto Gabrielli. Secondo me è la persona ideale nel momento in cui affrontiamo il Giubileo straordinario».

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