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MAMBO 10 Settembre Set 2015 1116 10 settembre 2015

Con l'ascesa di Salvini e Di Maio tornano i fascisti?

Il leghista ha il germe delle destre xenofobe. Il grillino viene da una famiglia in quota Msi. Che brutta questa destra.

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Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio in sella a uno scooter.

Stanno tornando i fascisti?
Non quelli d’antan prima di Alleanza nazionale.
Quelli lì Gianfranco Fini li ha portati nel mondo, diciamo così, normale.
Forse qualcuno guarda ancora indietro - non metterei la mano sul fuoco su Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri in tema di nostalgie -, tuttavia si sono sdoganati.
SPONDA DI BERLUSCONI. Tutto questo è avvenuto anche grazie a Silvio Berlusconi che li ha presi dall'isolamento dove erano e li ha immessi nel grande gioco politico.
Fatta questa operazione Fini, guidato, finché c’è stato, dal mitico Pinuccio Tatarella, ha cercato sponde nuove e soprattutto ha provato a formare un partito di destra di rango europeo.
Poi, almeno a Fini, è andata male.
I fascisti che stanno tornando sono di altro tipo.
LA LEGA NON ERA ANTI-FASCISTA? Uno è sicuramente Matteo Salvini che viene da una Lega Nord che si dichiarava anti-fascista, che era nordista e separatista, ma non aveva dentro di sé il germe xenofobo così sviluppato come ora con il nuovo leader.
Salvini è andato anche a cercarsi alleati in Europa che la destra europea seria, per esempio quella francese, considera inavvicinabili e sposa l’aggressività anti-migranti delle derive di destra dei Paesi ex comunisti.
I DI MAIO VICINI ALL'ESTREMA DESTRA. L’altro nuovo giovanotto che mira in alto e che porta quel segno di destra estrema è il giovane Luigi Di Maio, appena incoronato da Beppe Grillo come leader del Movimento 5 stelle al suo posto.
Il giovane Di Maio viene da una famiglia attivamente impegnata nell’estrema destra, con un genitore schierato in prima persona nel Msi.
ANCHE PAPÀ DI BATTISTA È NOSTALGICO. E non si segnalano uscite pubbliche del vice presidente della Camera di distacco dalla tradizione familiare invece rivendicata dall’altro dioscuro “grillino” Alessandro Di Battista che è entusiasta di suo padre fascista.
I due maggiori concorrenti di Renzi in caso di voto politico, quindi, sono due fascisti immaginari.
Nel senso che noi, in questo caso io, ce li immaginiamo così, ma non infondatamente.
Salvini protesta quando gli si dà del nazista, e vorrei vedere.
Tuttavia le sue alleanze interne e europee, e le sue idee, vengono da quella fonte.
Il Di Maio a quella fonte si è abbeverato fin da piccolo.
SILVIO, ALTRO CHE POLO DEI MODERATI. Il vero dramma ce l’ha Silvio Berlusconi che aveva tentato di dar vita a una destra di moderati che inglobasse nostalgici ed estremisti e si vede insidiato dagli estremisti.
E per di più, in caso di ballottaggio fra Renzi e i cinque stelle, in base alla nuova legge elettorale, dovrà decidere fra l’attuale premier o il giovane virgulto di cotanto padre incorruttibilmente fascista.
La sinistra non può vantarsi di questo risultato. Dopo tanti anni scoprire di aver selezionato un avversario di questo tipo è anche una propria sconfitta.

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