Percorso Nord Stream 150910170216
TENSIONE 12 Settembre Set 2015 0900 12 settembre 2015

Polonia-Russia, una escalation che fa paura

Tensione Varsavia-Mosca sul gas. Dalle basi militari ai movimenti di confine: tra i due Paesi si susseguono le ritorsioni. E Bruxelles finge di non vedere.

  • ...

Il percorso del Nord Stream.

In Polonia tremano ancora quando ripensano a quel «se volessi le truppe russe potrebbero essere in due giorni non solo a Kiev, ma a Varsavia», attribuito a Vladimir Putin e mai smentito a sufficienza dal Cremlino.
Era il 2014 e una parte di quella profezia si è realizzata.
Così adesso il Paese che più di altri ha pagato nella sua storia il cesarismo russo teme di finire come l'Ucraina: innanzitutto isolata, e poi chissà.
MOSCA BYPASSA LA POLONIA. L'ipotesi prende forma da quando avanza il raddoppio del Nord Stream, una nuova pipeline per portare in Germania il gas russo sotto il mar Baltico, costruito con l'anglo-olandese Shell, con la tedesca E.On e con l'austriaca Omv.
Una condotta non a caso sottomarina pur di bypassare Paesi riottosi come l'Ucraina e la stessa Polonia.
DUDA RICHIAMA BRUXELLES. Il presidente polacco, l'euroscettico e antirusso Andrzej Duda, ha subito richiamato l'attenzione della Ue. E ha denunciato che il gasdotto lede gli interessi del suo Paese.
«Considerando che è stato concluso un accordo sulla costruzione del Nord Stream-2 il quale ignora completamente gli interessi polacchi, ci si deve seriamente interrogare sull'unità dei 28 membri dell'Unione europea», ha spiegato durante il forum economico nella città turistica polacca di Krynica, considerata la Davos centro-europea e dove il business con Mosca non viene visto sempre come un'occasione.
L'ASSE GAZPROM-BERLINO. Per la cronaca, mentre Duda lanciava il suo monito, il presidente di Gazprom, Alexei Miller, e il ministro tedesco per gli Affari economici e l’energia, Sigmar Gabriel, concordavano che il Nord Stream-2 avrebbe reso più affidabili le forniture di gas russo verso l’Europa.
Non contente, le parti hanno pure sottolineato «l’alta efficienza operativa e la sicurezza ambientale del gasdotto e l’importanza della creazione di nuovi collegamenti diretti per le forniture verso la Ue, in seguito al calo della produzione interna nei Paesi europei».

Una Unione europea a maggioranza filorussa

Andrzej Duda.

In queste parole non c'è soltanto il via libera a un gasdotto da 1.224 chilometri, che trasporterà ogni anno 55 milairdi di metri cubi di metano e che nel breve termine muoverà commesse per la sua costruzione pari a 9,9 miliardi di euro.
Si vede il tentativo dei maggiori azionisti della Ue di riportare la Russia nel club dei partner affidabili dell'area. Questo tentativo spaventa non poco il blocco dell'Est, che non a caso è stato decisivo nell'elezione di Jean-Claude Juncker e che in cambio ha imposto il polacco Donald Tusk alla presidenza del Consiglio europeo.
«LE FRONTIERE UE NON SI TOCCANO». Proprio Juncker ha mandato nelle ultime ore un duro monito al Cremlino: «Le frontiere dell'Ue sono intoccabili, questo deve essere compreso da Mosca. La solidarietà non è solo una parola, noi ci siamo e ci saremo quando sarà necessario ai confini, in Polonia e nei Paesi baltici. Non vogliamo che i loro confini siano a rischio, abbiamo un obbligo in termini di protezione e sicurezza».
Ma questo non toglie che la Ue resti a maggioranza filorussa.
VERSAVIA FATICA A SMARCARSI DALLA RUSSIA. Una crisi con Mosca sarebbe insostenibile per Varsavia. La Russia garantisce quasi il 60% della fornitura energetica e paga circa 3 dollari ogni metrocubo che passa attraverso il Paese nel gasdotto Yamal.
Soprattutto la Polonia si è resa conto che saranno più lunghi del previsto i ritorni della sua politica (rigassificatori come quello appena costruito a Swinoujscie, sul Baltico, gli investimenti verso lo Shale Gas) per smarcarsi dall'egida di Mosca.
UNA RITORSIONE DOPO L'ALTRA. In quest'ottica i rapporti tra i due Paesi vanno avanti a colpi di ritorsioni. Varsavia nega l'ingresso sul suo territorio ai biker russi dei Lupi della Notte, che partecipavano al viaggio organizzato dal gruppo ultrapatriottico per ripercorrere l'impresa dell'Armata rossa nella seconda guerra mondiale fino a a Berlino.
Per tutta risposta la Russia vieta l'importazione di sardine dal vicino. Mosca porta missili nelle sue basi l’enclave russa di Kaliningrad, Varsavia subito costruisce sei torri di osservazione lungo il confine.
In un'escalation che la Ue finge di non vedere.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso