EMERGENZA 14 Settembre Set 2015 1700 14 settembre 2015

Immigrazione, tutti i diritti violati dall'Ungheria

Rifugiati trattati come animali. Carcere per chi li aiuta. Filo spinato al confine. Orban insiste col pugno duro. E fa il leader dei no-quote. L'Ue sta a guardare.

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Il premier dell'Ungheria Viktor Orban.

Le condizioni delle migliaia di profughi che attraversano l'Ungheria sono drammatiche.
E dal 15 settembre 2015, con le nuove restrizioni sull'immigrazione, sono destinate a peggiorare.
Prigione per chi entra illegalmente, militari schierati lungo il filo spinato eretto al confine meridionale - chiuso entro 24 ore - con la licenza di sparare, punizioni per chi aiuta i migranti.
L'ESODO NEI BALCANI. Alla vigilia dello stop al passaggio di Röszke, alla frontiera con la Serbia, oltre 5.800 profughi sono entrati diretti verso la Germania, una corsa contro il tempo.
Altri 3 mila sono in viaggio in Serbia, dalla Turchia alla Grecia salpano continuamente i gommoni.
Il vertice straordinario europeo sull'emergenza si apre a Bruxelles, con da una parte il contraddittorio governo di Berlino capofila del fronte dell'accoglienza (Germania, Italia, Francia e Svezia).
IL FRONTE DI ORBAN. Dall'altra il premer magiaro e liberticida Viktor Orban, che anziché essere sanzionato e interdetto dall'Ue per violazioni dei diritti umani e della democrazia è asceso a leader del blocco dell'Est contro le quote obbligatorie.
Le condizioni dei migranti in Ungheria sono «spaventose», denuncia Human Right Watch. Nei campi «manca da mangiare, da bere e non ci sono cure mediche».
Il cancelliere austriaco Werner Faymann ha accusato Orban di «deportazioni naziste», ma il peggio deve ancora venire.

L'esercito schierato: 8 mila militari alle frontiere ungheresi

Un giaciglio lungo i binari ferroviari a Röszke (Getty).  

Il giro di vite di Budapest dispone l'invio di 4.300 militari in aiuto alla polizia lungo la barriera difensiva con la Serbia, la Croazia e la Romania, e altri 8 mila sono in fase di reclutamento, perché le «barriere non possono bastare».
ARMI CONTRO I MIGRANTI. In riunione notturna, il parlamento ha approvato nuovi poteri alle forze dell'ordine, che sui migranti potranno usare proiettili di gomma, gas lacrimogeni, altri strumenti per dissolvere le folle e anche armi che possono danneggiare il corpo umano, ha annunciato il numero due di Fidesz, il partito di Orban, Gergely Gulyas.
Il governo ungherese motiva la durezza con il rischio di «crescita di terrorismo».

Lavori forzati: i carcerati magiari chiamati a erigere muri

Il ministro della Difesa Istvan Simicsko ha anche promesso di «lavorare giorno e notte per accelerare la costruzione dei recinti».
Scortati da polizia e militari armati di Kalashnikov, il fila indiana a Rözske sono comparsi anche oltre 50 carcerati, ai lavori forzati per terminare prima possibile i 175 chilometri di cortina di filo spinato.
BARRIERA LUNGO I BINARI. Entro questa settimana Orban conta di innalzare anche una barriera lungo i binari della ferrovia tra Subotica, in Serbia, e Szeged, in Ungheria, dove i profughi riuscivano ad aggirare le reti metalliche.

Migranti maltrattati: gabbie nei centri di raccolta

I resti degli accampamenti di rifugiati in Ungheria (Getty).


Ma il fiume umano della rotta balcanica ribatte che non si fermerà: «Troveremo altre strade».
Dal 2015 in oltre 180 mila sono entrati in Ungheria, secondo i dati del governo che nega a giornalisti e osservatori indipendenti l'ingresso nei centri di raccolta.
ACCAMPATI ALL'APERTO. Nelle due strutture Hangar 1 e Hangar 2, al confine con la Serbia, i migranti vivono accampati in tende e teli all'aperto, senza letti e separati da recinti metallici come nelle gabbie.
All'uscita, gli intervistati hanno raccontato alle Ong di essere stati trattati come «schiavi», costretti a bere l'acqua sporca per lavarsi e senza cure mediche.
Casi di infarto e neonati con la febbre sarebbero lasciati senza assistenza.

Sui treni come deportati: ma dall'Ue nessun provvedimento

Dopo il video della reporter ungherese che prende a calci i migranti, anche bambini, sul web è circolato un altro filmato choc con agenti di polizia che lanciavano panini a decine di profughi ammassati in un recinto.
«Trattati come animali», ha accusato una volontaria austriaca.
«RICORDA PAGINE OSCURE». Per Faymann il treno stipato di migranti fatto partire da Budapest verso un campo di raccolta, e fermato nel nulla per ore, è paragonabile alle deportazioni della «pagina più oscura della storia europea».
Ma contro Orban nessun provvedimento. Anzi, la Repubblica ceca e altri Paesi dell'Est si sono stretti attorno al premier magiaro contro la redistribuzione dei rifugiati.
Un muro contro muro nell'Ue sulle quote obbligatorie.

Carcere facile: in galera i profughi irregolari e chi li aiuta

Filo spinato e militari alle frontiere magiare (Getty).

Dalla parte dell'Ungheria c'è anche la destra bavarese dei cristiano-democratici (Cdu-Csu) tedeschi, per i quali la cancelliera Angela Merkel è stata «gravemente irresponsabile» ad aprire ai profughi.
Dal 15 settembre chi attraversa illegalmente il confine con l'Ungheria rischia tre anni di carcere e la destra nazional-populista di Orban ha anche minacciato sanzioni per gli ungheresi trovati ad aiutare i migranti.
«DALLA GUERRA ALLA PRIGIONE». «Siamo scappati dalla guerra e abbiamo trovato una grande prigione», raccontano i siriani.
Berlino prima dice «nessun limite» (Merkel) ai rifugiati, poi, al collasso, recrimina all'Unione il «fallimento totale dell'Ue nella difesa dei suoi confini esterni» (ministro dei Trasporti). Cioè con i muri ungheresi?

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