Fausto Scandola 150915120451
INTERVISTA 15 Settembre Set 2015 1600 15 settembre 2015

Cisl, Scandola sui mali del sindacato: «Peggio dei partiti»

Stipendi da 300 mila euro ai dirigenti. Super pensioni. Meno tessere. Epurazioni. Scandola, espulso per aver denunciato i maxi compensi: «È ancora tutto uguale».

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È stato cacciato dalla Cisl per aver fatto esplodere lo scandalo degli stipendi d'oro, prendendosi del «delatore» e del «traditore» dai vertici del sindacato.
Ora Fausto Scandola, pensionato Fisascat nella Confederazione italiana sindacati dei lavoratori dal 1968, ha presentato ricorso contro i probiviri ricevendo il sostegno di decine di migliaia di cittadini che hanno firmato per il suo reinserimento.
QUANTI SILURATI DAL SINDACATO. Non solo: «Mentre tutti i vertici sindacali sono rimasti in silenzio, mi sono arrivate tantissime lettere, anche anonime, di sindacalisti territoriali che mi hanno raccontato di essere stati licenziati, silurati per aver tentato di sottolineare alcune 'ingiustizie'»
Come fare pagare ai lavoratori che guadagnano 10 mila euro l'anno gli stipendi da 300 mila dei dirigenti. O percepire da dirigenti cifre molto superiori alla soglia fissata dal regolamento.
«NON VOGLIO TORNARE ALL'INTERNO». «Non voglio tornare all'interno di questo sindacato, le firme non servono», spiega Scandola a Lettera43.it, «a me interessa solo che le cose cambino».
Per questo torna all'attacco della segretaria Annamaria Furlan, colei che avrebbe dovuto incarnare il rinnovamento post-Bonanni.
«Non si può ripartire dalle bugie», continua Scandola, «nessuno ha potuto smentire le mie cifre. Furlan del resto ha giustificato l'ex segretario e la sua maxi pensione: non ha cambiato nulla».

Fausto Scandola.  

DOMANDA. Furlan ha annunciato un nuovo regolamento che entrerà in vigore il 30 settembre...
RISPOSTA. Certo. E sa quali sono le novità inserite?
D. No, me le dica lei.
R. I compensi della segreteria nazionale saranno aumentati. Inoltre è prevista la decadenza dall'incarico per chi non rispetta il regolamento.
D. Hanno 'normato' la sua espulsione quindi?
R. Si può dire così (ride). E poi chi decide quando il regolamento è infranto? Gli amici degli amici?
D. Tutto da rottamare, dunque?
R. Piano, non tutti i sindacalisti sono così. E poi a livello territoriale le cose sono diverse.
D. In che senso?
R. Devono essere onesti, se non altro perché non ci sono risorse.
D. A livello nazionale invece...
R. Ormai segretari e dirigenti sono diventati professionisti della rappresentanza. Gli iscritti contano solo ai congressi e basta.
D. Il sindacato è diventato peggio di un partito?
R. Sì, è così. In Cisl regna il terrore. Basta dire che si vota sempre all'unanimità.
D. Una specie di centralismo democratico?
R. Ho visto personaggi di primo livello votare all'unanimità il nuovo regolamento e poi, una volta tornati nella propria federazione, votare contro la maggiorazione dello stipendio.
D. Addio confronto, insomma?
R. Un tempo all'interno della Confederazione si discuteva, ci si confrontava. Ora non più. C'è la paura di perdere il posto.
D. Lei però ha alzato la voce.
R. E loro continuano a cercare chi sta dietro di me, chi sta orchestrando il tutto, chi è il puparo.
D. Invece?
R. Dietro di me non c'è proprio nessuno.
D. Vero è che il sindacato è in crisi e non da oggi. Lo conferma anche l'emorragia di iscritti. Nel 2013 i tesserati Cisl erano 4.378.629, nel 2014 sono diventati 4.302.352: una perdita di 76.277 unità.
R. Il sindacato dovrebbe essere umile, oggi più che mai. A iscriversi ormai è chi perde il lavoro. La Cisl dovrebbe fornire gratuitamente servizi per dare una mano a chi è in difficoltà, non fare pagare una tessera. È una follia.
D. Altro punto dolente sono le pensioni dei sindacalisti.
R. Anche in questo caso serve un minimo di buon senso. E l'Inps, invece di fare discussioni, dovrebbe controllare i versamenti. Per esempio, non so se Bonanni ha percepito veramente quei 300 mila euro o li ha solo dichiarati per la pensione.
D. Il buon senso al momento pare non esserci, come la trasparenza.
R. Il fatto è che un sindacalista è un lavoratore che si è messo a disposizione per rappresentrare gli altri lavoratori e tale deve restare. Non può diventare un Padre eterno.

Twitter @franzic76

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