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SCENARIO 15 Settembre Set 2015 1433 15 settembre 2015

Corea del Nord: la minaccia nucleare e i dubbi degli esperti

Pyongyang annuncia la piena operatività dell'impianto di Yongbyon. E lancia messaggi ostili agli Usa. Ma gli analisti: perplessità sulla capacità del regime di armare le testate.

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Dopo lunghe indiscrezioni sui fumi bianchi ripresi dalle immagini satellitari, ora è Pyongyang ad annunciare la piena operatività del reattore di Yongbyon. Centrale nel programma nucleare del regime.
La produzione di armi «migliora nella quantità e nella qualità», si legge in un dispaccio dell'agenzia ufficiale Kcna, in cui si minaccia anche di far ricorso alla soluzione nucleare contro gli Stati Uniti in caso di ostilità.
Gli esperti nutrono tuttavia dubbi sulla capacità nordcoreana di armare eventuali missili a lungo raggio.
LANCIO A INIZIO OTTOBRE? I nordcoreani non desistono come già nel 2012 quando riuscirono a mettere in orbita il loro primo satellite. Traguardo tecnologico costato ulteriori sanzioni.
«Il mondo vedrà chiaramente una serie di satelliti alzarsi in cielo, quando e dove deciderà il comitato centrale», ha spiegato il direttore dell’amministrazione per lo sviluppo aerospaziale.
La data del lancio potrebbe essere attorno al 10 ottobre, giorno in cui ricorre il 70esimo anniversario della fondazione del partito.
Le minacce, gli esperimenti nucleari, i test balistici coincidono nella maggior parte dei casi con queste ricorrenze, in particolare nel periodo a cavallo tra dicembre e aprile, quando si susseguono l’anniversario della morte di Kim Jong Il, il compleanno dell’attuale leader Kim Jong Un e le celebrazioni per l’anniversario della nascita del padre della Patria, Kim Il Sung.
LA MINACCIA ALLE «NAZIONI OSTILI». L’impianto di Yongbyon è «pienamente operativo», si legge in un dispaccio dell’agenzia ufficiale Kcna che cita il direttore del locale Istituto per l’energia atomica.
L’annuncio è accompagnato da dichiarazioni in tono di minaccia rivolte agli Stati Uniti e alle «nazioni ostili» contro cui Pyongyang sventola l’opzione nucleare.
Le conferme sulla riapertura di Yongbyon seguono di poche ore l’annuncio dell’imminente lancio in orbita di un satellite. Operazione che la comunità internazionale ritiene possa celare un test missilistico a lungo raggio.

Seul parla di una «grave provocazione»

Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un.

Per questo, se il lancio è giustificato dal governo di Pyongyang come un modo per celebrare l’anniversario dalla fondazione del Partito dei lavoratori, la Corea del Sud, con cui il Nord è ancora formalmente in stato di guerra, parla di «grave provocazione», in spregio alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che vietano al regime di condurre esperimenti balistici e nucleari.
Risoluzioni che tuttavia la dinastia dei Kim e i suoi generali ha disatteso a più riprese nel corso degli anni.
I DUBBI SULLA CAPACITÀ DI ARMARE TESTATE. Secondo gli analisti di 38 North, portale dedicato al monitoraggio del programma militare nordcoreano a cura dello U.S.-Korea Institute della John Hopkins University, la recente attività nel reattore potrebbe essere il preludio a un nuovo esperimento nucleare, quando sono ormai trascorsi oltre due anni dall’ultimo.
A regime si ritiene possa produrre circa 6 chilogrammi di plutonio l’anno. Attualmente gli esperti stimano che la Corea del Nord abbia materiale a sufficienza per circa una decina di ordigni.
Nutrono invece maggiori dubbi sulla capacità di miniaturizzare le bombe, così da armare le testate dei missili.
L’annuncio di un possibile test missilistico rischia però di rinfocolare le tensioni con il Sud.
IL DIFFICILE RAPPORTO CON IL SUD. Appena un mese fa le due Coree sono state al centro di scontri a fuoco lungo il confine. Le minacce mettono in pericolo l’accordo raggiunto nelle settimane successive allo scopo di rasserenare i rapporti tra Seul e Pyongyang.
In questo delicato quadro, si inserisce la riapertura del sito di Yongbyon.
Il reattore era stato di fatto congelato tra il 2007 e il 2009, nell’ambito delle trattative sul programma nucleare, prima che i colloqui a sei (tra le Coree, Cina, Usa, Russia e Giappone) si arenassero.
Fu riaperto nel 2013, anno del terzo test atomico condotto dal regime nel mese di febbraio.

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