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L'ULTIMO MARXIANO 15 Settembre Set 2015 0900 15 settembre 2015

Merkel la buona, creatura della retorica atlantista

La sua Germania viene dipinta come magnanima perché giubila all'arrivo dei migranti. Mentre Assad è la causa di tutti i mali. Ma la realtà è più complessa di così.

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«Il diavolo si nasconde nel dettaglio», diceva Goethe.
E aveva ragione, perché, in effetti, troppo spesso nella narrazione dominante e nel suo ordine del discorso tutto sembra filare liscio, armonicamente, e solo chi abbia la scaltrezza ermeneutica di avventurarsi oltre riesce a intravvedere le mancanze e i difetti, quando non i depistaggi e le vere e proprie fandonie che determinano il crearsi dell’opinione pubblica manipolata dalle logiche del potere.
E allora facciamo qualche precisazione, giusto per portare un po’ di chiarezza nel mare infinito del neoconformismo promosso dal pensiero unico politicamente corretto e dalla fabbrica dei consensi gestita dal clero mediatico e dal circo giornalistico.

1. Assad ha tante colpe, ma non è lui la causa di questo flusso migratorio

Bashar al-Assad, presidente della Siria.

I profughi siriani non scappano da Assad, ma dalla guerra contro Assad portata avanti dagli Usa e dai barbari loro alleati dell'Isis.
La Nato e il “Ministero della Verità” a stelle e strisce – di cui la subalternissima Europa della signora Merkel è una colonia – si preparano, con la scusa dell’Isis, a gettare bombe sulle teste dei siriani per abbattere il governo di Assad; governo contraddittorio finché si vuole (del quale si possono mostrare limiti e incongruenze di varia natura, ça va sans dire), ma avente il merito di resistere alla mondializzazione occidentalistica.
LA RESISTENZA CONTRO LA MONDIALIZZAZIONE ATLANTISTA. Gli Usa che appoggiarono i peggiori dittatori della storia, dai Colonnelli greci a Pinochet, e che oggi stanno dalla parte dei neonazisti dell’Ucraina, perché mai dovrebbero inorridire dinanzi ad Assad o a Castro?
Ovvio che la ragione sta altrove: l’efferato Pinochet va bene perché l’hanno messo loro, là dove Assad o Castro non vanno bene, perché non solo non li hanno messi loro, ma addirittura resistono contro la mondializzazione atlantista.

2. Altro che magnanimo: il governo tedesco è l'emblema del cinismo

Angela Merkel.

La Germania giubila all'arrivo dei migranti, proprio lei che ha distrutto la Grecia.
Poiché la realtà supera la fantasia e diviene, troppo spesso, analoga a una barzelletta che farebbe ridere se non facesse piangere, giova ricordare l’icastico commento del sito umoristico Spinoza.it: «Migliaia di siriani accolti da applausi e regali. Tsipras: ‘Allora vi stavamo sul cazzo solo noi?’».
È proprio così, in effetti. Ma la Germania non è come lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, buona e cattiva a giorni alterni: essa persegue il suo obiettivo cinicamente, usando tutti i mezzi possibili, compresi ovviamente quelli retorici e massmediatici.
IL NUOVO ESERCITO INDUSTRIALE DI SCHIAVI SOTTOPAGATI. Ecco perché la Germania – parlo dell’apparato politico, non della gente in buona fede – ha giubilato all’arrivo dei migranti: in essi ha visto il nuovo esercito industriale di schiavi sottopagati (ebbene sì, l'immigrazione è strumento dei dominanti nella lotta di classe); in verità non gliene importa nulla, ovviamente, dei migranti, o se preferite le stanno a cuore come al vampiro sta a cuore il sangue delle sue vittime.
E poi potrà usare questo argomento per preparare l'opinione pubblica all'imminente bombardamento Nato della Siria, contrapponendo all’efferatezza para-hitleriana (ci deve sempre essere un Hitler, di modo che possa poi esservi una nuova Hiroshima) di Assad, la nota bontà teutonica, affiancata dall’umanitarismo interventistico a stelle e strisce. Prepariamoci, siamo solo all’inizio.

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