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DATI 15 Settembre Set 2015 2032 15 settembre 2015

Paesi dell'Est Europa: aprono le porte ai fondi Ue, le chiudono ai migranti

L'Ungheria riceve 21,9 mld. E il ministro tedesco minaccia di chiudere i rubinetti. 

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Juncker ha promesso 300 miliardi di euro di investimenti entro Natale.

Chiudono le porte ai migranti, ma hanno tasche aperte per i fondi Ue. Tra i Paesi che più si oppongono al piano di solidarietà e di ridistribuzione dei profughi proposto da Bruxelles ci sono i prinicipali beneficiari dei fondi Europei di coesione, cioè i finanziamenti con cui l'Unione finanzia lo sviluppo degli Stati membri più arretrati con l'obiettivo di far raggiungere a tutti i 28 standard di benessere simili.
IL MINISTRO TEDESCO VUOLE CHIUDERE I RUBINETTI. C'è l'Ungheria di Viktor Orban che sta erigendo muri lungo tutte le sue frontiere (il 15 settembre l'annuncio della costruzione di una nuova barriera al confine con la Romania). Ma anche la Polonia, la Repubblica Ceca e la Romania da cui tanti migranti sono partiti con l'ingresso nell'Unione, stando alle cifre del database della Commissione di Bruxelles sono nella top ten dei Paesi più finanziati dal bilancio europeo.
Per questo il ministro dell'Interno tedesco Thomas De Maiziere ha proposto di 'tagliare' i finanziamenti a chi blocca la redistribuzione dei rifugiati. Ma la cancelliera Angela Merkel è rapidamente corsa ai ripari: «Non penso che le minacce siano la strada giusta per un accordo».

I fondi diretti ai Paesi che si oppongono all'accoglienza


POLONIA: 77,5 MILIARDI. La Polonia, per il 2014-2020, è di gran lunga il principale beneficiario dei fondi Ue con oltre 77,5 miliardi come già lo è stata nel 2007-2013 con oltre 67,1 miliardi. Con questi ultimi ha finora realizzato quasi 8 mila chilometri di strade, creato quasi 575mila accessi alla banda larga e aiutato 1,7 milione di lavoratori l'anno. L'Italia, a titolo di confronto, è il secondo beneficiario per il 2014-2020 con 32,8 miliardi, e il terzo con 27,9 miliardi nel periodo precedente.

ROMANIA: 23 MILIARDI. La Romania riceve ora la quarta 'busta' più alta di fondi Ue con quasi 23 miliardi ed era nona con 19,2 miliardi nei sette anni scorsi. Ha creato 25mila posti di lavoro e realizzato 1.500 chilometri di strade.

REPUBBLICA CECA: 22 MILIARDI. Quinta è invece la Repubblica ceca, con circa 22 miliardi, e era quarta nel 2007-2013 con 26,5 miliardi con cui ha aiutato 2,8 milioni di lavoratori e ha realizzato progetti ambientali a favore di oltre 810mila persone.

UNGHERIA 21,9 MILIARDI. L'Ungheria, con 21,9 miliardi, è la sesta beneficiaria e lo era anche prima con 24,9 miliardi. Grazie ai finanziamenti europei ha creato quasi 100mila posti di lavoro e sostenuto oltre 2mila start up. Ma è anche l'unico Paese che ha visto nel 2012 la sospensione temporanea e parziale dei fondi Ue di coesione per il mancato rispetto della disciplina di bilancio.
Undicesima, invece, la Slovacchia, con quasi 14 miliardi per il 2014-2020 così come lo era nel 2007-2013 con quasi 11,5 miliardi. Con i finanziamenti europei Bratislava ha sostenuto 212mila lavoratori e realizzato lavori su oltre 1.400 chilometri di strade.

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