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RETROSCENA 16 Settembre Set 2015 0842 16 settembre 2015

«La Russia propose di rimuovere Assad, l'Occidente rifiutò»

La rivelazione dell'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari al Guardian: «Mosca voleva un accordo, ma per Usa, Gb e Francia Bashar sarebbe caduto comunque».

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Bashar al-Assad, presidente della Siria.

E se Assad fosse stato rimosso nel 2012?
Un'intervista in esclusiva del Guardian all'ex presidente finlandese e premio Nobel per la pace, Martti Ahtisaari, rivela quella che sarebbe potuta essere una svolta fondamentale alla guerra siriana.
Secondo Ahtisaari, nel 2012 un diplomatico russo offrì a Stati Uniti, Regno Unito e Francia un accordo che prevedeva la rimozione del presidente Bashar al-Assad.
Ahtisaari, allora impegnato nelle trattative con i cinque membri del consiglio di sicurezza dell'Onu per la questione siriana, riferisce che le cosiddette P3 (Stati Uniti, Regno Unito e Francia) rifiutarono l'accordo perché convinte che Assad sarebbe comunque caduto, anche senza la spinta di Mosca.
LA RUSSIA PROPOSE UN ACCORDO IN TRE PUNTI Nell'intervista al Guardian l'ex presidente finlandese rivela che, a margine dei colloqui, l'ambasciatore russo alle Nazioni Unite Vitaly Churkin lo prese da parte e gli propose un accordo informale in tre punti.
«Mi disse tre cose», racconta Ahtisaari «Uno: non dobbiamo dare armi all'opposizione. Due: dobbiamo innescare un dialogo tra l'opposizione e Assad. Tre: dobbiamo trovare un modo elegante per levare di mezzo Assad».
Ufficialmente la Russia ha sempre sostenuto Bashar, e il recente invio di armi (e forse uomini) in Siria ne è la conferma. Ma questo tipo di decisioni unilaterali sono anche frutto del deterioramento dei rapporti con l'Occidente in seguito alla crisi ucraina. Non è impensabile che nel 2012 Putin proponesse un patto di questo tipo: «È stata un'occasione sprecata» commenta Ahtisaari.
L'OCCIDENTE PAGA IL CONTO DEI SUOI ERRORI Nel 2012 la situazione in Siria era più simile a una rivolta che a una guerra civile, e ancora si parlava di “primavere arabe”. All'epoca non era difficile sperare che Assad sarebbe capitolato da solo, vista la fine fatta dai suoi colleghi in Egitto, Libia e Tunisia.
Nessuno può dire cosa sarebbe successo dal 2012 ad oggi in un Medio Oriente senza il dittatore siriano, ma non è facile immaginare uno scenario peggiore di quello che si è venuto a creare.
«Avremmo dovuto prevenire ciò che è successo perché è un disastro che abbiamo causato da soli», conclude Ahtisaari riferendosi alla crisi migratoria nata dal conflitto siriano, «ora non vedo altra opzione che prenderci cura di queste persone... Stiamo pagando il conto di quello che abbiamo provocato».

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