Idlib 150916160733
STRATEGIE 17 Settembre Set 2015 1430 17 settembre 2015

Siria, torna a farsi strada l'opzione militare

Cameron e Hollande pronti ai raid contro Assad. E anche la Germania ci pensa. La fuga in massa da Damasco spinge l'Europa a intervenire. Ma gli Usa frenano.

  • ...

Il cerchio si stringe su Damasco e Bashar al Assad.
«Non me ne vado finché non lo chiede il popolo», ha ribadito il presidente siriano, in stato d'accusa dalle rivolte del 2011.
Grandi movimenti si registrano in Siria dall'inizio dell'esodo verso il cuore dell'Europa, forze convergenti premono per lo scontro di potenze internazionali in un teatro di guerra finora lasciato alle rivalità regionali.
L'OFFENSIVA A DAMASCO. L'Isis e i jihadisti rivali di al Nusra, alleati con i ribelli, avanzano verso Damasco e, a Ovest, verso le coste di Latakia, roccaforte alawita degli Assad.
La Russia invia tank e soldati della Marina a difendere la vicina base navale di Tartus e il regime.
Francia e Gran Bretagna sfruttano l'ondata emotiva popolare dell'emergenza profughi per rilanciare l'intervento in Siria. Caccia inglesi e francesi sono pronti a partire contro Assad, un remake del 2011 contro Gheddafi. Nonostante, con il senno di poi, tutti ammettano che i raid in Libia sono stati un errore.
L'ITALIA SI TIENE ALLA LARGA. Solo l'Italia si tiene (per ora) alla larga dall'accelerazione siriana.
Anche il diplomatico tedesco Wolfgang Ischinger, ex ambasciatore negli Usa a capo della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera che ogni anno raduna i vertici della Nato, si è espresso in favore di «un'opzione militare» che includa l'impegno tedesco.

Al Qaeda e Isis accerchiano la capitale siriana

L'accoglienza ha una contropartita, la fuga in massa dei siriani verso l'Europa chiama alle armi.
Se, come per la Libia, finora sul nodo di Assad la Germania si era sempre tenuta equidistante, da anni Parigi e Londra scalpitano per rovesciare il regime.
La Francia in particolare, impegnata nei raid nel Nord dell'Iraq, sarebbe stata tratttenuta solo dagli Usa, che con una triangolazione sotterranea con l'Iran hanno finora graziato le strutture militari e governative siriane, armando i ribelli ma concentrando i bombardamenti solo contro il sedicente Califfato dell'Isis.
BRIGATE ISLAMISTE IN PERIFERIA. La battaglia imminente di Damasco rimescola le carte in tavola e riaccende la partita.
Nelle periferie della capitale sono arrivate sia le brigate islamiste dell'Esercito della Conquista (Jaish al Fateh), coalizione dei ribelli capitanata dai qaedisti di Nusra, sia l'Isis.
Scontri a fuoco tra l'esercito di Assad e i ribelli si sono verificati attorno alla prigione centrale di Adra, a Damasco, mentre nei quartieri di Qadam e al Sham Ajnad gli uomini di Abu Bakr al Baghdadi combattono contro Jaish al Fateh.
AL ZAWAHIRI CHIAMA ALL'UNIONE. Damasco è contesa tra al Qaeda e l'Isis, l'occasione è talmente ghiotta che l'erede di Bin Laden, Ayman al Zawahiri, pur disconoscendo il Califfato e in rotta con al Baghdadi, ha chiamato i due gruppi terroristici rivali a unirsi, come un tempo, contro i «crociati e gli sciiti» di Assad.
Maxi attentati con autobobombe, in stile Isis, insanguinano i governatorati di Aleppo e di Idlib, roccaforte ribelle.
E anche nell'enclave sciita alawaita di Latakia, un centinaio di chilometri a Nord di Tartus, l'esercito di Assad ha ucciso un gruppo di miliziani armati, per la maggior parte stranieri, cioè jihadisti.

Mosca aumenta l'impegno militare per Assad

L'offensiva di Isis e al Nusra punta anche verso la fascia costiera, rifugio del regime, dove si concentrano tra l'altro gli insediamenti per sfollati e dove ancora hanno un margine d'azione gli operatori della Mezzaluna rossa e delle ong neutrali internazionali.
Si fugge dalla guerra, oltre che da Assad, la resa dei conti si avverte sempre più vicina.
Per questo il flusso di profughi, superata la frontiera turca, si è gonfiato nell'ultimo mese, fino a esplodere con il sì della Germania ai rifugiati siriani.
SOLDATI RUSSI IN CAMPO. A Latakia i russi hanno fatto sbarcare blindati, pezzi d'artiglieria e 200 uomini della fanteria navale, ufficialmente in «missione d'addestramento», ma è dall'inizio della guerra che il Cremlino arma e addestra l'esercito di Assad e i contingenti non erano mai stati così corposi.
Mosca rinforza le strutture e le forze siriane, per gli Usa è pronta aprire una seconda base nel Paese, mentre per Ischinger il «Medio Oriente è vicino a una grande esposione».
L'OPINIONE PUBBLICA PREME. Dai campi profughi in Libano, il premier britannico David Cameron promette altri 140 milioni di euro in aiuti umanitari, apre le porte a 20 mila siriani e studia «una nuova strategia di controterrorismo».
Raid da ottobre insieme a François Hollande, forse anche prima, «contro l'Isis e Assad».
L'Eliseo preme, è «questione di settimane» e nei sondaggi la maggioranza di francesi (61%) e britannici (52%) sono per agire al più presto.

Twitter @BarbaraCiolli

Correlati

Potresti esserti perso