INTERVISTA 20 Settembre Set 2015 2301 20 settembre 2015

Alba Dorata: «Il nostro successo sono i migranti»

Neonazisti primi tra i disoccupati. Grazie a «memorandum e immigrazione». Foto.

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Un seggio in più in parlamento. I consensi dei disoccupati. Molte crisi su cui lucrare. La Grecia dove non cambia nulla, stesso premier stessa alleanza di governo, incorona un'altra volta i neonazisti di Alba Dorata come terzo partito.
18 SEGGI IN PARLAMENTO. Hanno ottenuto il 6,99% dei voti e occuperanno 18 posti tra i banchi del parlamento di Piazza Syntagma.
Non importa se durante la campagna elettorale il leader Nikólaos Michaloliákos ha riconosciuto la «responsabilità politica» del partito in un omicidio, se la procura di Atene li indaga come organizzazione criminale per aggressioni a militanti di sinistra e stranieri, se ben 22 membri del partito sono entrati e usciti dal carcere con accuse che vanno dall'omicidio, all'aggressione, al riciclaggio di denaro.
DOVE L'UNIONE FALLISCE, VINCONO LORO. Alba Dorata non parla con l'opinione pubblica intera. A sentire loro, e comprensibilmente, dai media non vengono nemmeno rappresentati. Ma stanno nei porti dove c'è l'allerta migranti e nei quartieri della disoccupazione dove due volte al mese distribuiscono cibo gratis, ovviamente solo ai greci che dimostrano di essere tali.
«Immigrazione e memorandum», dice a Lettera43.it, il deputato Artemios Matthaiopoulos, raggiunto al telefono a spoglio ancora in corso, «sono i fattori del nostro successo». Come a ricordare che dove fallisce l'Unione, vincono loro.

Artemios Matthaiopoulos, deputato di Alba Dorata.  

DOMANDA. Allora, state festeggiando?
Risposta.
Alba Dorata ha ottenuto quasi il 7% dei voti, un grande risultato.
D. Poco più delle elezioni di gennaio.
R. Abbiamo combattuto contro il memorandum, contro i bankster (crasi di banker e gangster, contro i banchieri criminali, ndr) che hanno affamato la Grecia. E poi c'è l'immigrazione che tanti problemi sta creando. Per noi hanno votato quelli che non vogliono vedere invasa la loro madre patria. Questi sono i due fattori del nostro successo.
D. Vorreste costruire un muro come Orban?
R.
Diversi stati europei stanno ristabilendo le frontiere: è logico. Dobbiamo espellere gli immigrati, applicare la legge. E invece avremo un governo a favore dell'umanità e dei diritti umani, ma a cui non interessano i greci che soffrono.
D. Dove l'Unione europea va in crisi, voi guadagnate.
R. E infatti i veri vincitori delle elezioni siamo noi.
D. Perché i veri vincitori?
R. Abbiamo avuto la maggiore crescita da gennaio a ora.
D. No, i socialisti del Pasok sono cresciuti dal 4,68 al 6,33%, da 13 a 17 seggi. Voi passate da 17 a 18.
R. Il Pasok ha fatto bene, ma l'aumento era atteso. E speravano di andare al governo. Syriza ha staccato di molto, ma si sapeva che sarebbe stato il primo partito e hanno ottenuto meno di gennaio. E poi noi siamo stati bannati per tutta la campagna elettorale.
D. Niente dibattiti in tivù?
R. No, abbiamo registrato delle interviste, ma quando i dibattiti erano conclusi. Abbiamo condotto una campagna elettorale senza mezzi, senza soldi e senza copertura mediatica. E questo è illegale, perché significa non dare voce ai greci che noi rappresentiamo che sono quelli con meno diritti.
D. Proprio durante la campagna elettorale il vostro leader ha ammesso la responsabilità politica dell'omicidio del rapper anti fascista Pavlos Fyssas, ucciso da un attivista di Alba Dorata nel 2012.
R. Ha anche detto che allora tutti i partiti devono assumersi la responsabilità dei crimini dei loro membri e attivisti.
D. Sul palco della vittoria, il leader di Anel e ex ministro della Difesa Kammenos ha detto di voler combattere i killer pagati.
R. Non so a chi si riferisse, ma Kammenos come Tsipras prometteva di annullare la Troika, ora esegue gli ordini. Gli interessano i posti in parlamento. I greci se ne renderanno conto.
D. I dati dicono una cosa: siete il primo partito tra i disoccupati.
R. Siamo il primo partito nella fascia 20 - 40, e è facile capire il perché: è la generazione di quelli che si sono visti distruggere il futuro. E la nostra vera forza sono i ragazzi sotto i 18 anni: quelli che andranno a votare alle prossime elezioni.

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