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DEMOCRATICI 21 Settembre Set 2015 1457 21 settembre 2015

Pd, la diretta della direzione nazionale del partito

Al centro dell'incontro la riforma costituzionale in discussione a Palazzo Madama. Assente Bersani.

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La direzione nazionale del Partito democratico ha approvato all'unanimità la relazione del segretario Matteo Renzi sulla riforma del Senato. Al voto del 21 settembre però non ha partecipato la minoranza del partito.
Se il vicesegretario Lorenzo Guerini ha escluso il ripristino dell'elezione diretta dei senatori («l’elezione diretta dei senatori non è possibile, sul resto si tratta»), Pier Luigi Bersani tuttavia è sembrato ottimista: «Per trovare l’accordo basta un millimetro». Anche il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, ha parlato di un testo «condiviso al 90%».
RENZI AVVERTE: SE GRASSO APRE, BISOGNA RICONVOCARE I GRUPPI. Durante la riunione, Renzi ha dichiarato che se il presidente del Senato, Pietro Grasso, dovesse aprire a modifiche all'art.2 «si dovrebbero convocare Camera e Senato perché saremmo davanti ad un fatto inedito», suscitando l'ira di Nichi Vendola che l'ha accusato di voler 'minacciare' la seconda carica dello Stato.
Immediata la replica del segretario dem: «Vendola dice che io avrei minacciato Grasso. Se il presidente del Senato apre sulla doppia conforme dobbiamo fare una riunione dei gruppi Pd di Camere e Senato per ragionare su che cosa fare». Nei poteri del premier, ha aggiunto Renzi, «non c'è il potere di convocare Camera e Senato». Pierluigi Bersani non ha partecipato alla riunione per impegni già presi in precedenza.

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BERSANI: DA RENZI APERTURA SIGNIFICATIVA. «Mi pare che Renzi abbia fatto un'apertura significativa: se si intende che gli elettori scelgono i senatori e i consigli regionali ratificano va bene, perché è la sostanza di quello che abbiamo sempre chiesto. Meglio tardi che mai: vedremo al Senato come verrà tradotta questa indicazione». Lo ha detto, a Modena, Pierluigi Bersani.

19.23. D'ATTORRE: VEDREMO IN AULA. Al termine della direzione, l'esponente della minoranza, Alfredo D'Attorre, ha detto che «se il meccanismo è quello per il quale gli elettori decidono ed il Consiglio regionale si limita a ratificare» la nomina dei senatori «allora si può ragionare. Vedremo in Parlamento se la proposta è seria perché le riforme si fanno lì e non durante le direzioni di partito». Il deputato dem ha invitato «ad allentare la tensione si Grasso».

19.15: LA DIREZIONE APPROVA, LA MINORANZA NON VOTA. La direzione del Partito democratico ha approvato all'unanimità la relazione del segretario Matteo Renzi sulle riforme. Al voto non hanno però partecipato gli esponenti della minoranza Pd. «Abbiamo detto con chiarezza - spiega Alfredo D'Attorre - che le riforme si votano in Parlamento non in direzione».

19.13. BOSCHI: SIAMO ALLA SFIDA FINALE. Sulle riforme «siamo alla sfida finale, all'ultimo passo» e «il risultato è a portata di mano»: così il ministro Maria Elena Boschi, intervenendo ad un convegno sul tempo delle riforme. «Credo che saremo all'altezza della sfida che ci aspetta nelle prossime ore, nelle prossime settimane», ha aggiunto. «Ormai siamo nella fase conclusiva».

18.13. CHIAMPARINO: INSERIRE SINDACI E PRESIDENTI NEL SENATO. Durante la direzione, il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, ha avanzato una sua proposta di modifica della legge di riforma del Senato: «Qualunque sia il sistema che si sceglie per eleggere i senatori, bisogna trovare un modo per fare sì che i candidati presidenti e i sindaci delle città metropolitane siano inseriti nel nuovo Senato. Non lo dico per me perché poi non ci sarò più, ma perché se vogliamo che il Senato funzioni dal punto di vista dei territori, provare a farlo senza il presidente o il sindaco è un problema», ha detto il presidente.

17.30 - VENDOLA: RENZI MINACCIA GRASSO. Dopo l'intervento di Renzi, è Nichi Vendola a denunciare su Twitter i toni forti del premier, accusandolo di aver minacciato il presidente del Senato Grasso nel caso in cui decidesse di aprire a modifiche all'art.2.
Un'accusa che Renzi ha subito respinto durante la direzione del Pd citando il tweet di Vendola e spiegando la frase incriminata durante il suo intervento: «Vendola dice che io avrei minacciato Grasso. Se il presidente del Senato apre sulla doppia conforme dobbiamo fare una riunione dei gruppi Pd di Camere e Senato per ragionare su che cosa fare. Nei poteri del premier non c'è il potere di convocare Camera e Senato».

17.05 -IL PREMIER SFIDA GRASSO. Se il presidente del Senato Pietro Grasso dovesse aprire a modifiche all'art.2 «si dovrebbero convocare Camera e Senato perché saremmo davanti ad un fatto inedito», così il premier parlando della decisione del presidente del Senato sull'emendabilità dell'art.2.

17.00 - NO ALL'ELEZIONE DIRETTA DEI SENATORI. «L'elezione diretta (dei futuri senatori, ndr) non può sussistere» perché c'è già stata una «lettura in doppia conforme», ma si può pensare ad un meccanismo di indicazione dei senatori sul modello «della Legge regionale Tatarella del '95». Così Matteo Renzi si rivolge alla minoranza alla direzione Pd.

16.55 - PENSIONI, OK A FLESSIBILITÀ. «Sulle pensioni condivido la linea di Padoan: i conti pensionistici non si toccano, non andiamo ad intervenire mettendo la voce più sui costi delle pensioni. Ma se esiste la possibilità, e stiamo studiando il modo, per cui in cambio di un accordo si può consentire la flessibilità è un gesto di buon senso e buona volontà'», ha spiegato Renzi.

16.50 - IMU VIA PER TUTTI E PER SEMPRE. «È finito il tempo dei pastrocchi sulle tasse sulla casa ed è il motivo per cui l'Imu e la Tasi devono andare via per tutti e per sempre. Per come funziona il sistema italiano un meccanismo uguale e giusto per tutti è infatti assolutamente impossibile», ha continuato Renzi.

16.35 - CONTRO IL MURO DELL'UNGHERIA. «L'Europa è nata per abbatterli i muri e non per costruirli», ha detto RenzI, citando Italo Calvino «che nel Barone Rampante scriveva 'se alzi un muro pensa a ciò che lasci fuori». Il muro dell'Ungheria riguarda anche l'Italia perché «se si interrompe il flusso in quella direzione, dobbiamo porci il problema di come rispondere all'ansia di libertà di chi fugge. Nell'Europa nata perché un muro era caduto si ritirano su i muri, partendo da un consenso di governi che sono teoricamente di sinistra».

16.33 - L'ACCUSA AI GRILLINI. «Sulla politica estera hanno unitarietà e coerenza i 5 Stelle perché passano da Farage a Orban, che sono tutti quella cosa là», ha detto Renzi, che poi però ha aggiunto anche : «Ci sono deputati europei di partiti iscritti al Pse che sostengono tesi totalmente affini a quelle di Orban e della destra radicale. E dobbiamo prenderne atto perché anche questo è il Pse oggi».

16.30 - RENZI CONTRO L'AUSTERITY. «La riduzione del debito è un concetto di sinistra, perché siamo contro l'austerity e il rigido rigorismo economico, ma possiamo ben dire che la riduzione del debito è un modo di rispondere alle esigenze dei nostri figli e dei nostri nipoti», ha detto il premier.

16.15 - RENZI APRE CON LA SCUOLA. «C'è un video che sta girando sulla rete molto bello di Telethon, che parla dell'inizio del primo giorno di scuola e che ci porta all'essenza più profonda che stiamo vivendo in queste ore», inizia così Matteo Renzi la direzione del Pd, parlando della scuola e della riforma scolastica: «da 63 mila di insegnanti di sostegno a 94 mila», è l'aumento del personale citato dal premier, che passa poi ad altri dati: «Il fondo per l'edilizia scolastica era 110 milioni, quest'anno 223 milioni. Se vi chiedono di portare da casa la carta igienica, sappiate che non ha senso, perchè i fondi ci sono».
«Apro con la buona scuola perchè è stata resa possibile dalla vostra insistenza e tenacia».

16.10 - IL VOTO È PREVISTO ALLE 19. «È previsto un voto al termine della direzione: direi di prevedere il voto per le ore 19», ha detto il presidente del Pd Matteo Orfini aprendo la direzione Pd.

15.50 - MARINI: NO ALLA ROTTURA. «Io da garante osservo e dico che la voglia di rompere non c'è né nella minoranza né nella maggioranza. Sono ottimista», ha detto Franco Marini. Della stessa opinione anche il capogruppo alla Camera Ettore Rosato: «Molto ottimista perché stiamo facendo un grande lavoro per cambiare il paese. Lo stiamo facendo con tutti a partire dal partito». Per Davide Zoggia, «non serve neanche la conta. L'importante è che il Pd non si divida al suo interno».

15.47 - EPIFANI È CAUTO. Rispetto all'ottimismo manifestato da Marini, Zoggia e Rosato, l'ex segretario Guglielmo Epifani è più cauto: «Ottimista? Stiamo qui per ascoltare», ha detto al suo arrivo alla direzione del Pd.

15.30 - BERSANI, GRANDE ASSENTE. Pierluigi Bersani non sarà presente alla direzione del Pd. A quanto si apprende, l'ex segretario è previsto alla chiusura della Festa del Pd di Modena, in agenda da settimane.

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