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RIUNIONE 23 Settembre Set 2015 1833 23 settembre 2015

Migranti, il summit dei leader Ue

Vertice a Bruxelles dopo il no dei Paesi dell'Est al ricollocamento dei profughi.

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Matteo Renzi al vertice Ue di Bruxelles.

L'emergenza migranti arriva sul tavolo del Consiglio europeo.
Il 23 settembre si incontrano a Bruxelles i leader dei 28 (presente il premier italiano Matteo Renzi) con l'obiettivo di ritrovare unità dopo che i ministri degli Interni di Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania hanno votato contro il via libera alla redistribuzione di 120 mila profughi da Italia e Grecia.
Non si è quindi proceduto all'unanimità, come si era fatto fino ad oggi su dossier così delicati, ma si è arrivati alla conta, rompendo equilibri già difficili.
SI CERCA UNA POSIZIONE COMUNE. Ora la parola passa ai capi di Stato e di governo dell'Unione, chiamati a ritrovare una posizione comune sulla crisi, dal conflitto siriano alla gestione delle frontiere.

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18.39 - RENZI: «PASSO AVANTI PER SUPERARE DUBLINO». «A me sembra che oggi ci sia un passettino in avanti: vince la posizione dell'Italia che dice 'non potete immaginare che siano soltanto i Paesi di frontiera' ad affrontare i flussi. Di fatto si va verso il superamento di Dublino». Lo dice Matteo Renzi arrivando al vertice straordinario di Bruxelles.


18.20 - RENZI: «UE IN RITARDO SU POSIZIONI ITALIA». «Con tre mesi di ritardo tutti sono ora sulle nostre posizioni»: così il premier Matteo Renzi a Bruxelles sulla crisi dei migranti.



18.04 - HOLLANDE: «RISPETTARE I PRINCIPI DELL'UE». «L'Europa è costituita da principi, e chi non li rispetta deve porsi la domanda sulla sua presenza in seno all'Ue». Così il presidente francese Francois Hollande al suo arrivo al vertice Ue sull'emergenza migranti, dopo che ieri Ungheria, Slovacchia, Repubblica ceca e Romania hanno votato contro la redistribuzione dei rifugiati.

17.38 - ORBAN: «RISPETTARE SCHENGEN O CAOS». «Abbiamo Schengen, che è un accordo firmato da tutti, che dice chiaramente come fare (a difendere i confini, ndr), è un obbligo, devo rispettare Schengen e ristabilire l'ordine. Se non seguiamo le regole, tutta l'Ue piomba nel caos», così il premier ungherese Victor Orban entrando al summit Ue.
«Schengen è un accordo ancora in vigore, quindi va rispettato», ha chiarito Orban che ha detto di voler cooperare con i tedeschi, che sono in una posizione difficile. «Se la Grecia non sa come difendere i suoi confini, dobbiamo dirle con gentilezza allora lascia che altri difendano i loro», ha poi concluso Orban

17.24 - CAMERON: OK A FONDI PER AIUTARE SIRIANI. «Faremo di più, serve un approccio globale. Bisogna aiutare la stabilizzazione dei Paesi, sulla Siria la Gran Bretagna ha già stanziato più fondi degli Usa e altri ne daremo, per aiutarli ed evitare che decidano di affrontare questo viaggio così pericoloso», ha detto il premier britannico David Cameron entrando al summit Ue.

17.22 - MERKEL: AIUTARE LA TURCHIA. «Sarebbe completamente sbagliato per l'Ue dire che non possiamo farcela. Possiamo, dobbiamo impegnarci di più con il fronte esterno», così la cancelliera Angela Merkel entrando al summit Ue. «Mi auguro che troveremo una soluzione comune per la Turchia» che da sola ospita «2 milioni di rifugiati» e a cui bisogna quindi dare aiuto, ha aggiunto Merkel, indicando che Ankara sarà il secondo punto chiave nell'agenda al vertice Ue straordinario sull'emergenza migranti.

15.00 - PITTELLA: FICO FUORI DAL PSE. «Oggi al presummit dei socialisti proporrò di sospendere dal Pse lo Smer, il partito del premier slovacco, Robert Fico», così Gianni Pittella, presidente dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo. «Una decisione maturata nelle ultime settimane e diventata inevitabile a seguito delle inaccettabili dichiarazioni rilasciate da Fico riguardo la disponibilità ad ospitare solo migranti cristiani e in seguito alla decisione di oggi di procedere legalmente contro l'intesa votata ieri a maggioranza sulla distribuzione dei migranti. Entrambe - conclude - in palese contrasto con la linea e i valori progressisti».

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