Renzi, flessibilità pensioni in manovra
MAMBO 23 Settembre Set 2015 1023 23 settembre 2015

Renzi è già pronto a rottamare anche il Pse

Sempre meno feeling coi socialisti europei, vuole un partito a sua immagine pure in Ue.

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C’è una frase, o forse due, dedicata da Renzi nel corso della Direzione del Pd, che è stata trascurata, soprattutto dalla sinistra interna.
Il premier, dopo aver criticato con una dose elevata di cattivo gusto il nuovo leader britannico del Labour, ha fatto riferimento, vado a memoria, a un dibattito che il Pd deve aprire sulla sinistra europea e ha accennato anche agli atteggiamenti verso i migranti di alcuni partiti socialisti dell’Est, per lo meno silenziosi di fronte alla xenofobia dei vari Orban.
Renzi ha fatto questa affermazione ricordando, ancora un volta, che le elezioni europee hanno consacrato il Pd come 'maggior partito continentale', formula preferita a quella usata precedentemente di 'maggiore partito di sinistra europeo'.
Può darsi che le frasi del segretario dem siano considerazioni sfuggite durante un discorso in cui ci si occupava di altro. Può darsi che, invece, siano il segnale di un malessere del leader del Pd verso quella sinistra socialista europea a cui si è affiliato prontamente mentre i suoi predecessori, di storia ex comunista, traccheggiavano.
FINE DEL FEELING COL PSE. La domanda è questa: Renzi si è già scocciato di essere un socialista europeo? Comincia a sentirsi a disagio in un partito, diciamo cosi, sovrannazionale in cui si stanno formando aree politiche assai lontane dalla sua cultura, come i laburisti, i greci e chissà anche gli spagnoli e francesi?
Infine, vuole discutere questo Pse, che va discusso severamente, perché, a ridosso del Partito della nazione a cui rivolge il suo sogno, sta pensando che in Europa il vestito socialista stia troppo stretto?
Questo ultimo interrogativo è il più interessante. Personalmente sono convinto che Renzi abbia scelto, diventato segretario del Pd, l’immediata affiliazione al socialismo europeo per levarsi di torno una noia ideologica e per dimostrarsi più efficace di Bersani.
È più difficile pensare che il premier sia diventato socialista, anche perché, lo dico in sua difesa, non si capisce più bene che cosa questo termine, carico di storia, oggi significhi.
VERSO UN PARTITO RENZIANO IN EUROPA? Insomma, forse Renzi si sta preparando a separarsi dal Pse e, nella sua megalomania, sta pensando che il giorno dopo la nascita di un nuovo Pd tutto renziano forse è bene che nasca un partito tutto renziano anche in Europa.
Tutto sta nella prospettiva, quindi, del Partito della nazione.
Renzi ogni tanto lo tira fuori e poi lo nasconde. Talvolta cita a proprio favore concetti analoghi elaborati da vecchi dirigenti ex Pci come Reichlin, dimenticando che il concetto di Nazione dei comunisti non è simile a quello a cui lui fa riferimento.
Altre volte sembra proprio che il Partito della nazione da lui proposto, a differenza della Dc, che dal centro guardava a sinistra, sia un partito di sinistra che si dirige verso il centro.
Sarebbe utile sapere che cosa pensa davvero il segretatio dei democratici e soprattutto se la sinistra Pd è interessata a questa discussione o ha qualche altro affascinante tema elettorale con cui rovinarci le giornate.

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