Renzi, risorse per 50 mld? c'è un piano
COMUNICAZIONE POLITICA 23 Settembre Set 2015 1333 23 settembre 2015

Renzi e il cinema, una passione fatta di citazioni

Rambo per affossare Giannini. Star Trek anti-Varoufakis.  Al Pacino, Clint Eastwood e tanti altri.

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Dagli studi di Ballarò Massimo Giannini ci ha scherzato ma non troppo: «Dice Renzi che Rambo fa più ascolti di noi? Lasci in pace i talk e quando vuole ce lo andiamo a vedere al cinema».
Un richiamo, quello al nerboruto veterano interpretato da Sylvester Stallone, che ha certificato gli attriti tra il segretario-premier e l'ex vicedirettore di Repubblica.
«È IL CASO DI RIFLETTERE». «Se i talk show del martedì fanno meno della replica numero 107 di Rambo dobbiamo riflettere», aveva pizzicato Renzi. «Evidentemente tra trame conosciute si va verso quella scritta meglio, quella americana».

  • La risposta di Massimo Giannini a Matteo Renzi.

Un'iconografia, quella del grande schermo, di certo non nuova al linguaggio del premier e utilizzata pure dal suo team. Non di rado per affossare il 'nemico'.
MESSAGGIO A VAROUFAKIS. Accade così che il portavoce del presidente del Consiglio Filippo Sensi posti su Twitter un estratto di Star Trek che vede protagonista di un bacio il vulcaniano Spock, a più riprese accostato dalla Rete a Yanis Varoufakis. Non a caso interprete di un vivace botta e risposta a distanza col premier italiano proprio pochi giorni or sono.
Quasi una sorta d'ironica controreplica alla stizzita risposta del ministro greco, dopo che Renzi si era lasciato scappare nei suoi confronti un poco elegante «Anche sto Varoufakis se lo semo levati».

La passione cinematografica del premier, tuttavia, era stata già rivelata da molteplici uscite.
RENZI VERSIONE AL PACINO. Come dimenticare l'accostamento all'Al Pacino di Ogni maledetta domenica nella conferenza stampa di fine anno del dicembre 2014?
«Mi sento come Tony Damato che cerca di dire ai suoi che ce la possiamo fare», si spinse a pronunciare Renzi, vestendo i panni del coach dei Miami Sharks celebre per i suoi discorsi motivazionali.

  • La citazione di 'Ogni maledetta domenica' (Oliver Stone, 1999).

Al Cern di Ginevra, estate 2015, è arrivato invece lo sprone al giro di vite dell'Unione sulla crisi greca.
L'EUROPA COME IL TRUMAN SHOW. «L'Europa deve scegliere la crescita e l'occupazione, basta con il Truman show di politica e informazione sulla Grecia», il monito renziano che parafrasava l'opera di Peter Weir vincitrice di tre Golden Globe e candidata ad altrettanti premi Oscar nel 1999.
Un mese dopo, al meeting di Rimini, è stata la volta di Selma, annoverata come emblema del cambiamento epocale intercorso in 50 anni negli Stati Uniti tra la discriminazione razziale e la conquista di un presidente di colore.
L'ATTIMO FUGGENTE PER LETTA. E ancora, L'attimo fuggente, citato nel febbraio 2014 per spiegare la crisi aperta nel governo Letta. «Due strade trovai nel bosco e scelsi quella meno battuta»: l'allora 'solo' segretario del Pd si affidò a una poesia di Robert Frost declamata nel film. «La strada che ho scelto», aggiunse Renzi, «è sicuramente più difficile che aspettare un lento longoramento, che si compiano gli atti, come pure qualcuno ha suggerito».

  • La citazione de L'attimo fuggente (Peter Weir, 1989).

Nel novembre dello stesso anno, a una cena di finanziamento del partito a Roma furono mostrate scene de La ricerca della felicità di Gabriele Muccino.
Mentre un capitolo a parte merita la 'fissa' del premier per Invictus. Dal primo cinguettio dedicato al film di Clint Eastwood nel 2010 alla citazione esplicita alla Leopolda sempre di quell'anno.

E chissà se Renzi ha mai pensato di chiedere il soccorso di un'icona hollywoodiana per trascinare l'Italia fuori dalla crisi. D'altra parte, come confidò Sergio Mattarella a Quentin Tarantino, «anche se ci prestasse il suo mister Wolf, non credo saprebbe risolvere tutti i problemi».

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