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POLITICA 24 Settembre Set 2015 1651 24 settembre 2015

Riforme, Grasso: «Non sono il boia della Costituzione»

Il presidente del Senato avverte governo e opposizioni. Voto finale il 13 ottobre.

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Il presidente del Senato Pietro Grasso.

Sulle riforme non si fanno giochetti, né ostruzionismo.
Il presidente del Senato Pietro Grasso ha messo un punto fermo nella battaglia sul ddl Boschi: «Io non faccio il boia della Costituzione», ha detto durante la Conferenza dei capigruppo, replicando al Pd e al governo che facevano pressioni perché si calendarizzasse il voto finale già l'8 ottobre.
VOTO FINALE IL 13 OTTOBRE. Invece la data fissata è quella del 13 ottobre, per cercare di evitare la 'ghigliottina' e permettere di votare gli emendamenti e gli articoli del ddl. Il presidente di Palazzo Madama ha quindi trovato una difficile mediazione tra maggioranza e opposizioni, che sono andate entrambe in pressing nei suoi confronti.
SCONTRO GRASSO-CALDEROLI. In precedenza Grasso, riferendosi all'enorme quantità di emendamenti presentati dalla Lega, aveva avvertito: «Non permetterò che si blocchi il Senato». Ma il leghista Roberto Calderoli ha replicato: «Gli consiglio di leggere il regolamento, dove non c'è un tetto al numero di emendamenti, pertanto tutto quello che è consentito si può fare».
PARZIALE RITIRO DEGLI EMENDAMENTI. Il 24 settembre, però, il numero di proposte di modifica è stato parzialmente ridimensionato: Sel ha ritirato i suoi 62 mila emendamenti, lasciando solo quelli di merito (circa 1.100) e la Lega (che ne ha presentati in totale 85 milioni) ha fatto lo stesso con gli emendamenti relativi agli articoli 1 e 2, circa 10 milioni.

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