Nastasi 150723183215
PROFILO 24 Settembre Set 2015 1703 24 settembre 2015

Salvo Nastasi, chi è il commissario di Renzi per Bagnoli

Manager dei Beni culturali. Modi bruschi. Ex 'risanatore' del teatro San Carlo. Nastasi scelto dal premier per la bonifica. De Magistris: «Un gioco di potere».

  • ...

Salvo Nastasi.

Il “no” più perentorio (ma c’era da aspettarselo) lo ha pronunciato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, che con lui aveva già litigato tra il 2009 e il 2013, ai tempi in cui aveva ricoperto l’incarico di manager per il teatro San Carlo: «La nomina di Salvo Nastasi a commissario per la bonifica a Bagnoli? È gioco delle tre carte, è gioco di Potere. È violenza istituzionale», ha detto De Magistris, «il premier Matteo Renzi ha violato la Costituzione: con questa nomina che esclude il Comune di Napoli da ogni decisionalità si attenta all’autonomia della città. È stato totalmente disatteso l’accoro firmato il 14 agosto 2014 da me, da Renzi e dal governatore della Campania. Perciò reagiremo in maniera adeguata sul piano istituzionale e politico».
MODI TROPPO BRUSCHI. Responsabile per gli spettacoli dal vivo e già potente manager del Mibact, il ministero per i Beni artistici e culturali che dispensa lauti finanziamenti per le più appetitose iniziative culturali e di spettacolo in Italia, Salvo Nastasi, 42 anni, è un giovane e stimatissimo omone dal fisico possente, la barba folta, i modi sanguigni e per alcuni «un po’ troppo bruschi».
A Napoli ha già operato nel 2009 per un altro incarico da “risanatore” al prestigioso teatro San Carlo (voluto dal suo sponsor Gianni Letta) che doveva durare solo sei mesi e si è invece protratto per quasi quattro anni tra polemiche e discussioni a non finire.
RITENUTO MOLTO CAPACE. Ritenuto «molto capace» nel suo specifico campo di azione, forte e ascoltato anche grazie alle buone relazioni che è in grado di costruire, il suo finora è stato un percorso professionale costellato da contrasti, ma di riconosciuto successo.
Figura complessa, questa del neo-commissario per Bagnoli: hanno scritto che Nastasi sarebbe amico dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri, attualmente in carcere, ma lui ha sempre smentito.
VICINO A DENIS VERDINI? Hanno detto anche che sarebbe vicino a Denis Verdini, l’ex amico di Silvio Berlusconi che ora in parlamento fa gruppo a sé e dialoga con il premier Renzi, ma lui ha sempre giurato che non è vero neanche questo.

Una nomina osteggiata da politica e istituzioni di Napoli

Le aree sequestrate dell'ex Italsider e dell'ex Eternit di Bagnoli, alla periferia di Napoli (11 aprile 2013).

Al San Carlo, fece scalpore la sua “neutralità” rispetto al taglio del 35% dei salari del personale tramite il Fondo Valore e cultura che - secondo molti - servì soprattutto a modificare lo statuto della Fondazione Teatro San Carlo aprendo alle attività sociali come la nascita di un museo, i corsi di formazione professionale e molti eventi.
Ma la legge Valore e cultura, per altri, sarebbe servita anche a far sì che il San Carlo cedesse buona parte della propria autonomia al ministero competente, esautorando, anche in quel caso come per Bagnoli, il Comune e gli enti locali da qualsiasi possibilità decisionale sul futuro dell’ente.
NESSUNA COLLABORAZIONE. Ora sulla nomina di Nastasi a commissario per il risanamento a Bagnoli si sono espressi in termini fortemente negativi e preoccupati anche il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, secondo cui «la scelta doveva essere fatta di concerto con le legittime autorità cittadine», nonché il presidente di Confcommercio Napoli Pietro Russo che avverte: «Da soli non si può fare nulla. Le istituzioni, seguendo le loro competenze e responsabilità, dovrebbero collaborare. Specie in una situazione come quella della bonifica a Bagnoli che è così impantanata e difficile».
POLEMICHE «ELETTORALI». Il Pd napoletano, tramite Massimo Paolucci, parlamentare europeo vicino all’ex governatore Antonio Bassolino, ha chiesto di mettere da parte le polemiche «di sapore elettorale» e di lavorare tutti insieme per il rilancio di Bagnoli.
Da Palazzo Santa Lucia si tace, per ora.
Ma il governatore della Campania Enzo De Luca aveva già espresso la sua opinione in merito al decreto con cui il governo nazionale aveva imposto con l’articolo 33 la figura di un commissario per il risanamento dell’area ex Italsider a Bagnoli: «È un atto demenziale», aveva sibilato De Luca tagliando corto.

Scoop de Il Mattino, giornale del costruttore Caltagirone...

Francesco Gaetano Caltagirone.

Chi invece ha accolto con soddisfazione il via libera al discusso commissariamento e al nome di Nastasi è stata la redazione de Il Mattino di Napoli, il quotidiano del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone (proprietario, tra l’altro, della dismessa Cementir, la fabbrica ubicata nel cuore dell’area sottoposta a bonifica e fortemente coinvolto nel progetto di Bagnoli futura): da settimane, infatti, i cronisti de Il Mattino avevano a più riprese dato e confermato in esclusiva la nomina del giovane Nastasi a Bagnoli, scrivendo che addirittura essa era già stata decisa, ma non poteva ancora essere formalizzata.
INTERESSI NEL PROGETTO. Lo scoop era stato di tale portata che Paolo Macry, politologo e editorialista del Corriere del Mezzogiorno, si era pubblicamente chiesto con una punta di malizia perché il premier Renzi non potesse ancora annunciare una nomina che invece era evidentemente già a conoscenza del quotidiano di proprietà di uno dei costruttori più personalmente coinvolti nel progetto Bagnoli.
Malizie. Pure congetture. Forse anche un po’ di comprensibile dispetto per lo scoop conseguito dal giornale concorrente.
DISEGNI SPECULATIVI? Certo è che il sindaco De Magistris non ha nascosto di pensarla un po’ come Macry, visto che sulla nomina di Nastasi e sulla scelta solitaria del premier Renzi ha scritto che trattasi di «un’opera di saldatura di ben individuati centri di Potere» e che la scelta del commissario nasconderebbe disegni speculativi sull’area di Bagnoli.

Perché mandare un esperto di spettacoli in un tale ginepraio?

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Ma al di là delle (legittime) posizioni di parte, c’è da chiedersi perché mai il premier Renzi abbia scelto un manager come Nastasi, esperto di spettacoli e beni culturali, per governare il bubbone del risanamento a Bagnoli, un ginepraio in cui si tratta di districarsi fra complicatissimi appalti, lotti da scorporare, colmate venefiche da azzerare, bonifiche da rifare, sequestri delle aree da parte della magistratura, debiti mai sanati, appetiti da palazzinari, camorristi da tener lontano.
La domanda è: a che cosa serve un commissario a Bagnoli?
DIFFICOLTÀ ENORMI. E ancor di più: saprà un super burocrate di Stato, per quanto abile e preparato, gestire i meccanismi di Invitalia (il soggetto attuatore), le centinaia di milioni di debiti accumulati, le difficoltà tecniche di un risanamento che per ordine dei magistrati deve essere azzerato e rifatto ex novo perché è stato finora sbagliato e ha creato ulteriori danni all’ambiente rispetto a quelli che già avevano deturpato uno dei posti più belli del mondo?
LA LOTTA DI GIGGINO. «A Renzi dico: Napoli non è il Gran Ducato di Toscana», chiosa De Magistris minacciando ricorsi più battagliero che mai.
Ma urla e strepiti a parte, il rischio ormai incombente è che Bagnoli possa sfuggire per sempre al controllo pubblico.
Per finire - proprio come in un brano profetizzava negli Anni 90 il cantautore Edoardo Bennato - svenduto «al miglior offerente».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso