Berlusconi andrà da Putin in Russia
POLITICA 25 Settembre Set 2015 2157 25 settembre 2015

Forza Italia, addii e primarie spingono il Cav a intervenire

Lo spettro del passaggio ai verdiniani. E la minaccia leghista. B fiuta il pericolo.

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Il clima che si respira in Forza Italia è quello di una perenne attesa che prima o poi qualche altro parlamentare possa ufficializzare il proprio addio dal partito.
La preoccupazione che hanno molti big azzurri (e di cui lo stesso Berlusconi è al corrente) è che nelle file forziste qualche altro sia in attesa del momento buono per andare via. Un'emorragia che rischia di non arrestarsi, soprattutto di fronte alla prospettiva offerta dal gruppo che fa capo a Denis Verdini rispetto all'immobilismo in cui da mesi si trova Forza Italia.
LA SCOSSA DA SILVIO. Toccherà al leader azzurro provare a dare la scossa e serrare le file del partito. Ed è in questo senso che i suoi fedelissimi gli hanno consigliato di non dare forfait alla festa di Atreju organizzata da Fratelli d'Italia e alla kermesse azzurra della Gelmini. Le quotazioni sulla presenza o meno dell'ex domani 'in casa' di Giorgia Meloni variano in continuazione. Sulla carta l'appuntamento è confermato anche se la possibilità che alla fine Berlusconi opti per una telefonata non è del tutto da scartare. L'idea di doversi occupare della bagarre azzurra non lo entusiasma, ma di fronte al rischio di perdere ulteriori pezzi l'ex capo del governo deve correre ai ripari serrando i ranghi del partito e mettendo bene in chiaro che l'esperienza di Forza Italia non è affatto conclusa.
SEGNALI A UN POSSIBILE ALLEATO. La partecipazione poi alla festa della Meloni rappresenta un segnale di attenzione a un potenziale futuro alleato nella ricostruzione del centrodestra. A chiedere una parola chiara è orami tutto il partito: «Confido che il presidente Berlusconi» - osserva ad esempio Osvaldo Napoli - «quando avrà ritrovato lo slancio e le motivazioni che lo hanno reso unico e irripetibile, saprà sciogliere tutti i dubbi e le opacità che hanno fin qui impedito a Forza Italia di ritrovare un dialogo costante e chiaro con i cittadini».
STORIE TESE CON LA LEGA. Oltre alla situazione interna, l'ex capo del governo è chiamato a dire una parola definitiva anche sul rapporto tra Forza Italia e Lega. A mettere le cose in chiaro era stato Matteo Salvini rilanciando l'idea delle primarie per la scelta della leadership e facendo capire, senza tanti giri di parole, che Berlusconi non è più l'unico leader in campo. Ragionamento che ovviamente agita gli azzurri indisponibili a 'morire' sotto l'egida della Lega: «Salvini leader del centrodestra? Preferirei uno di Forza Italia», taglia corto Mariastella Gelmini. L'idea delle primarie però mette Forza Italia in minoranza perchè oltre alla Lega e a Fratelli d'Italia anche Raffaele Fitto si schiera a favore della consultazione popolare, una sua vecchia battaglia sin da quando militava in Forza Italia. Il governatore della Lombardia Roberto Maroni va anche oltre ipotizzando un ticket «delle vittoria» composto da Salvini e dalla Meloni.

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