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SPIRITO ASPRO 26 Settembre Set 2015 0900 26 settembre 2015

È un papa-Lennon la cura alle idiozie di Trump

Su immigrazione e ambiente ha smontato le tesi del nababbo esibizionista e xenofobo.

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Papa Bergoglio accolto all'aeroporto de L'Avana da Raul Castro.

L'ultimo non-americano vestito di bianco che aveva incantato New York predicando pace, amore, uguaglianza e disarmo era stato John Lennon ai tempi di Imagine.
Ora tocca al «comunista» papa Francesco, anche se somiglia a Gesù molto meno del Lennon del 1971, e sarebbe troppo sperare che riceva i giornalisti a letto sdraiato accanto a una pittrice giapponese.
La Grande Mela gli ha tributato onori da rockstar e, riferiscono i cronisti, i fedeli riuniti della Cattedrale di San Patrizio, vescovi compresi, somigliavano più a un'orda di fan affetti da selfie compulsivo che a un gregge devoto ed entusiasta.
Ma quanto sembra diverso un pontefice a un oceano di distanza, specie se l'altra sponda è quella della prima potenza del mondo. E non solo in campo economico, ma anche spirituale: la cultura americana ha plasmato, anzi, rialfabetizzato, l'immaginario, il linguaggio e le emozioni di tre quarti dell'umanità, opera riuscita in precedenza solo alla Chiesa.
MENTRE IL PAPA IN USA, LA PIXAR 'PREDICA' IN ITALIA. Tanto per dire: il biancovestito capo del cattolicesimo è negli Stati Uniti, salutato con il rispetto amichevole ma disincantato con cui gli americani accolgono i capi di Stato stranieri abbigliati in modo pittoresco, e intanto nei cinema italiani si proietta Inside Out, opera del presbiteriano-pixariano Pete Docter, un film d'animazione che con la sua trattazione dettagliata delle dinamiche interiori è il manifesto dell'esame di coscienza 2.0, presentato in anteprima in Vaticano e ampiamente lodato dal sito CattoNerd.
Mentre la Disney-Pixar scala la cattedra di Pietro temporaneamente lasciata vacante, in America il vicario di Cristo viene coinvolto nella secolarissima macchina elettorale che fra un anno incoronerà il successore di Obama.
Nelle accorate parole di Francesco a favore dell'inclusione e dell'accoglienza verso gli immigrati e contro la povertà, i pragmatici osservatori americani non hanno visto un grido di dolore rivolto all'Occidente tutto. L'hanno letto come un attacco all'ambizioso Donald Trump, potenziale candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca e fautore della costruzione di un «muro» lungo il confine con il Messico («E sarà il Messico a pagarlo, quel muro. Segnatevi le mie parole») per bloccare i migranti latini tutti «criminali, spacciatori di droga e stupratori».
BERGOGLIO CATECHIZZA IL MILIARDARIO. Non è solo sull'immigrazione che il papa si scontra con il miliardario dai bizzarri capelli d'oro, ma anche sui cambiamenti climatici, un problema che il pontefice, nel suo discorso alla Casa Bianca, ha invitato ad affrontare al più presto, per il bene delle future generazioni. Pronta la replica di The Donald: «Certo che tutti vogliamo aria e acqua pulita. E io che ho vinto un sacco di premi per l'ambiente, vi dico che non credo nei cambiamenti climatici. È il tempo che è fatto così, sono stufo di guardare questi telegiornali che ogni volta ti mostrano tempeste di qui e uragani di là». E si è scagliato contro il governo che con le sue ubbie ambientaliste mette i bastoni fra le ruote alle aziende, che così assumono meno gente impoverendo la classe media.
Insomma, Francesco, che sull'aereo da Cuba si è spiritosamente definito l'«anti-papa», sulla stampa statunitense è diventato l'«anti-Trump», facendo un bel regalo ai tre opachi candidati repubblicani che si vedono erodere consensi giorno dopo giorno dall'ex conduttore del talent The Apprentice. È un regalo anche al resto del mondo, che di un nababbo esibizionista e xenofobo alla Casabianca non sente proprio il bisogno.
Per inciso. Un altro grand'uomo vestito abitualmente di bianco che ha influenzato la cultura americana molto più profondamente del papa e di John Lennon fu Mark Twain. Che diceva: «Tutto ciò che serve per aver successo nella vita sono ignoranza e fiducia in se stessi».
Ma è difficile vederci un endorsement per Donald Trump.

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