Marino Bergoglio 150928132840
FIGURACCE 28 Settembre Set 2015 1326 28 settembre 2015

Bergoglio e la visita di Marino negli States

Papa Francesco gela il sindaco di Roma: «Non l'ho invitato io negli Usa, chiaro?». Altro scivolone per il primo cittadino della Capitale. E ripartono le polemiche.

  • ...

Ignazio Marino, di spalle, e Papa Francesco.

L'aveva invitato il sindaco di Philadelphia, vero. Ma, in un'intervista al Messaggero del 22 settembre, Ignazio Marino tra le righe lasciava intendere che sì, il Vaticano avrebbe avuto piacere della sua presenza per accogliere papa Bergoglio.
«MOMENTO STORICO». «Si tratta di un viaggio brevissimo ma molto importante», spiegava il sindaco di Roma, «in un momento storico per la Chiesa e per gli Stati Uniti: è il primo viaggio di papa Bergoglio negli Usa. Quando a giugno scorso mi è stato riferito che avrebbero avuto piacere della mia presenza in tre appuntamenti del Santo Padre a Philadelphia, ma soprattutto all’incontro con le famiglie, ho detto a monsignor Paglia che sarei stato molto lieto di partecipare all’organizzazione della visita».
Una visita la sua che ha scatenato non poche polemiche, soprattutto dopo le vacanze caraibiche e sulla East Coast dalle quali il sindaco non era tornato, nonostante a casa stesse scoppiando il caso Casamonica.
Questa volta sembrava essere filato tutto liscio. E invece ecco Francesco a rompere le uova nel paniere.
FRANCESCO: «IO NON L'HO INVITATO». «Io non ho invitato il sindaco Marino, chiaro?», ha tenuto a precisare il pontefice. «Ho chiesto agli organizzatori e neanche loro lo hanno invitato. Lui si professa cattolico: è venuto spontaneamente».
Una gelata, non c'è che dire. «Né il sindaco, né nessun altro dell’amministrazione di Roma Capitale, ha mai detto di essere stato invitato da papa Francesco agli eventi conclusivi dell’Eight World Meeting of Families», precisa il Comune di Roma. Del resto, Papa Francesco non ama gli appuntamenti mondani. Non a caso disertò pure l'udienza della delegazione Expo guidata dal cardinal Scola. Si disse perché troppo stanco, anche se qualcuno non credette alla giustificazione ufficiale.
Marino Oltreoceano doveva poi cercare finanziatori e sponsor per Roma.
C'È UN MEDICO A BORDO? In attesa di conoscere i risultati di questo fundraising, non rimane che prendere atto che la visita del sindaco è servita se non altro a un passeggero colpito da crisi respiratoria a bordo dell'aereo Alitalia. Marino è tornato alle origini e da medico è intervenuto. «Gli abbiamo somministrato un po’ di Bentelan e ossigeno», ha detto, «ora sta bene».
E dire che negli Usa, il sindaco intervistato da alcuni quotidiani locali aveva dispensato consigli sull'organizzazione della visita papale, quasi fosse un esperto di sicurezza. Il collega di Philadelphia, ha rivelato Marino, si sarebbe addirittura consultato con lui per la protezione del Santo Padre, le restrizioni del traffico e i trasporti.
MARINO, ESPERTO DI SICUREZZA. «Non riesco a spiegarvi quanto è stato duro organizzare tutto», ha ammesso il sindaco capitolino al Philly.com riferendosi alla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. «Abbiamo dovuto chiudere diverse strade. Voi avete bisogno di avere almeno un importante percorso completamente libero da tutto In caso di incidenti, se qualcuno dovesse avere un attacco di cuore, o ci fosse un attacco terroristico necessitate di una via di fuga per la sicurezza e l'assistenza sanitaria».
Parole che davanti al cedimento, lunedì, del controsoffitto della metro A alla stazione di Piazza di Spagna e all'evacuazione di un convoglio, suscitano qualche risata.
A dirla tutta pure Barack Obama aveva snobbato Ignazio durante la sua visita romana nel marzo 2014.
IL DUE DI PICCHE DI OBAMA. Quando il primo cittadino aveva chiesto di accompagnare il commander in chief all'Anfiteatro Flavio, si era sentito rispondere: «Quella al Colosseo è l'unica parte privata della visita del presidente, il suo vero momento di svago». Niente ufficialità, insomma. E niente selfie o foto ricordo. Tanto che per incontrare Obama, Marino fu costretto ada andare a salutarlo sulla pista del Leonardo Da Vinci, prima che il presidente salisse suill'Air Force One.

Correlati

Potresti esserti perso