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SUMMIT 28 Settembre Set 2015 1954 28 settembre 2015

Obama-Putin, nessun disgelo sulla Siria all'Onu

Il presidente Usa: «Mai col tiranno Assad». Il leader russo: «Errore non cooperare».

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Vladimir Putin e Barack Obama.

I protagonisti annunciati erano loro due.
Barack Obama e Vladimir Putin non hanno smentito le attese e alla 70esima Assemblea generale dell'Onu hanno dato vita a un botta e risposta sulla crisi siriana, argomento dominante del summit al Palazzo di Vetro.
BAN: «ONU PARALIZZATO». «Qualcuno vuole che aiutiamo tiranni come Assad perché l'alternativa è molto peggio», ha detto Obama riferendosi alla Russia, che si è schierata contro i raid francesi in Siria.
Ma Putin, nel suo primo intervento all'Onu in 10 anni, ha definito «un errore non cooperare con il governo di Damasco».
La distanza tra Washington e Mosca sul dossier siriano resta quindi evidente, rischiando di tenere «paralizzato» per anni il Consiglio di Sicurezza, come ha denunciato il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.
FACCIA A FACCIA OBAMA-PUTIN. Nell'agenda di Obama e Putin c'era anche un importante faccia a faccia serale, che però non è bastato a limare tutte le divergenze sulla soluzione alla crisi siriana. Un incontro «sorprendentemente franco, costruttivo», l'ha definito il presidente russo, «possiamo lavorare insieme». E se lo stesso Putin ha aperto all'ipotesi di raid congiunti anti-Isis ha ricordato che «ogni nostra azione sarà fatta solo se in linea col diritto internazionale» e che «Obama e Hollande non sono cittadini siriani. Non possono decidere sul futuro del Paese».
OBAMA: «TRANSIZIONE AL POTERE». Le resistenze rimangono, e girano tutte intorno al ruolo di Assad. Il presidente americano si è detto pronto a «lavorare con tutti per risolvere il conflitto in Siria, anche con Russia e Iran». Ma a condizione che il leader siriano lasci dopo aver «brutalizzato il suo popolo» perché adesso «serve la transizione a un nuovo leader». Una posizione condivisa dal presidente francese François Hollande, che ha annunciato i primi attacchi aerei in Siria contro l'Isis.




PUTIN: «PERICOLOSO GIOCARE COI TERRORISTI». Per il leader del Cremlino, invece, «è pericoloso dare le armi ai ribelli e giocare con i terroristi». Piuttosto, ha aggiunto, bisogna combattere l'Isis con «una coalizione internazionale come quella che si creò contro Hitler durante la Seconda Guerra mondiale». Lasciando Assad al suo posto.
SCONTRO ANCHE SULL'UCRAINA. Tra i motivi di scontro tra Obama e Putin (con quest'ultimo che è arrivato al Palazzo di Vetro solo quando il primo aveva smesso di parlare) c'è ovviamente anche la crisi ucraina. Pur ribadendo di non volere il ritorno alla Guerra fredda, Obama ha avvertito che «non possiamo stare a guardare quando la sovranità di una nazione è violata. Questo è alla base delle sanzioni Usa imposte alla Russia».
Ma Putin gli ha risposto per le rime: «Sanzioni unilaterali, che aggirano i principi dell'Onu, sono diventate non solo un elemento di lotta politica, ma anche uno strumento per limitare la concorrenza sul mercato». Durante il discorso dello zar, la delegazione ucraina ha lasciato la sala in segno di protesta.

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