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CONFLITTO 28 Settembre Set 2015 1200 28 settembre 2015

Siria, la Germania di Merkel sdogana Bashar al Assad

Berlino pronta a trattare col siriano. Così la cancelliera si avvicina a Mosca. Facendo da raccordo tra Russia e Usa. Ma Obama all'Onu: mai col dittatore.

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La Germania entra nelle manovre montanti sulla Siria, spostando il baricentro delle azioni verso la Russia e Bashar al Assad.
La svolta della cancelliera di accogliere «senza limiti» i rifugiati dalle guerre (in primo luogo «siriani») aveva un contraltare strategico e geopolitico.
Lo si era capito con la propensione per il sì alla partecipazione militare, magari al fianco di Francia, Gran Bretagna e Usa, di alcuni autorevoli rappresentanti della diplomazia e della sicurezza tedesche.
Ma per Angela Merkel la questione è più complessa.
«NEGOZIATI CON ASSAD». Dal vertice Ue sui migranti la cancelliera non ha chiesto un intervento unilaterale della Nato, ma di «parlare con diversi attori, incluso Assad», una linea ribadita all'intervento all'Assemblea generale dell'Onu a New York.
Finora tutti i negoziati di pace sulla Siria hanno fallito, Merkel lo sa e sa anche che far sedere insieme a un tavolo «importanti partner regionali come l’Iran e l’Arabia Saudita» è stato impossibile e sarà durissima. Tuttavia la cancelliera paladina dei rifugiati è il primo leader occidentale - capofila dei leader europei - a chiedere chiaramente di riabilitare l’erede del regime siriano Assad.
Sulla Siria, gli Usa hanno in programma un incontro a Palazzo di Vetro con l'antagonista russo Vladimir Putin e Barack Obama, nell' intervento alle Nazioni Unite, si è detto pronto a «lavorare con l'Iran e la Russia», contro l'Isis e per porre fine alla guerra.
TOLLERANZA BRITANNICA. Anche il premier inglese David Cameron sembra disposto ad accodarsi alla linea di Merkel e tornare tollerante con il regime di Damasco.
Certo, su Assad Obama è stato duro all'Onu: «Qualcuno dice che dovremmo sostenere dei tiranni come lui, perché l'alternativa è molto peggio. Ma la soluzione in Siria deve essere la transizione da Assad a un nuovo leader», ha chiosato.
Ma Putin e l'Iran armano e combattono con l'esercito siriano, contro i ribelli. Se dialogano con Mosca, gli Usa devono per forza negoziare con il tiranno, come auspica la cancelliera.

L'assist di Merkel avvicina Putin a Obama

Agli antipodi resta solo la Francia che ha sferrato i raid in Siria, come nel 2011 contro Gheddafi, per adesso «contro l'Isis» ma nell'intento è rovesciare il regime.
La Germania è invece molto più in linea con la Russia di Putin, che nelle ultime settimane ha aumentato massicciamente il suo impegno militare in Siria, inviando panzer e soldati e costruendo due nuovi basi militari. Pronto ai «raid contro l’Isis», il presidente russo ha blindato il regime nella sua roccaforte di Latakia, sulla costa.
L’aspetto più interessante di questo rimescolamento di carte è appunto l’avvicinamento degli Stati Uniti alla Russia (e di conseguenza ad Assad), grazie all’outing tedesco.
MERKEL AIUTA OBAMA. L'uscita di Merkel non può essere presa come una dichiarazione sui generis. Per anni Berlino ha mantenuto una posizione silenzionsa e neutrale sulla Siria, rimanendo a debita distanza dalle fanfare interventiste.
Poi la cancelliera ha aperto, senza remore, all'accoglienza di quasi un milione di siriani (la stima è di 800 mila richiedenti asilo nel 2015, ma sono oltre 4 milioni i profughi dalla guerra civile nel Paese), spiazzando infine con l’assist a Putin.
L'endorsement tedesco ad Assad non può passare inosservato, proprio mentre nell'Ue i francesi premono per rovesciarlo.
In questo modo Merkel aiuta anche il presidente americano Obama, che dai primi raid contro l'Isis in Iraq ha frenato l'Eliseo, tenendolo a debita distanza dalle strutture siriane di Assad. E avvicina anche la Gran Bretagna a Damasco.
L’inquilino della Casa Bianca ha litigato con Putin per l'Ucraina, la Russia è sotto sanzioni europee e americane.
CON ASSAD E CONTRO ASSAD. Eppure non appena rimontano le pressioni - anche repubblicane - per massicce operazioni militari in Medio Oriente, Obama apre a «colloqui diretti con Mosca»: è un dato di fatto.
Nel 2013 per l’accordo sul disarmo chimico di Assad capitò lo stesso, proprio nella settimana dell'Assemblea generale dell'Onu.
Dopo mille indecisioni, in Siria gli Stati Uniti hanno finito per assumere una posizione curiosa.
Con la Turchia e Qatar, armano e addestrano un gruppo «limitato» di ribelli «moderati», alleati però tatticamente con i qaedisti di al Nusra (scissionisti dell’Isis), che hanno infine consegnato le armi ad al Qaeda per riuscire a respingere l'Isis.

Putin pronto ad agire contro l'Isis, anche con l'appoggio di Israele

Dall'estate 2014, i raid «limitati» degli Usa contro l'Isis non colpiscono le basi del «nemico» Assad.
Cacciato Saddam Hussein, in Iraq gli americani appoggiano i governi sciiti di Baghdad: filo iraniani, cioè filo Assad e in ultima istanza filo russi, impegnati, come la Nato, a combattere l’Isis, anche con truppe a terra.
Putin, a questo punto, in un modo o nell’altro ha deciso di smuovere le acque da solo.
Bombarderà l’Isis, con gli Usa se si accodano, altrimenti farà come la Francia. Lo scalo aereo di Latakia, a Nord della base navale russa di Tartus, è stato fortificato dal Cremlino.
INCONTRO CON NETANYAHU. Citando immagini satellitari, la rivista IHS Jane’s Intelligence ha rivelato di due nuove strutture in costruzione dei russi in Siria, ad al Sanobar e Istamo, dove far sbarcare altri loro soldati.
In questi giorni Putin si è addirittura incontrato con il presidente israeliano Benjamin Netanyahu, corso a Mosca perché, ha detto, la «situazione sta peggiorando».
Il Cremlino è pronto a un’azione coordinata in Siria e Merkel si è inserita in questa scia.
VERTICE SEGRETO A PARIGI. A Parigi, il 24 settembre si è anche tenuto un incontro riservato tra i ministri degli Esteri francese, inglese e tedesco, coordinati dall'alto rappresentante Ue per la Politica estera Federica Mogherini.
Ufficialmente per fare il punto «sull’accordo nucleare con l’Iran» tra il Gruppo 5+1 (Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna più la Germania) impegnati nell'applicazione del protocollo.
TRIANGOLAZIONE USA-RUSSIA. In realtà è probabile che la Parigi interventista abbia tentato di chiamare a raccolta gli interlocutori più interessati alla Siria, prima dell'attacco.
Ma ora Obama parlerà con Putin a New York e forse anche con il presidente iraniano Hassan Rohani: l'Iran si è già accordato con l'Iraq e con la Russia, i tre hanno aperto una centrale di coordinamento militare e d'intelligence anti-Isis a Baghdad.
Anche Merkel - oliata mediatrice tra Washington e Mosca per la sua conoscenza del russo, - guarda un po' è lì con il suo grande carico di rifugiati, a far quadrare il cerchio.

Twitter @BarbaraCiolli

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