Arturmas 150929153550
PROFILO 29 Settembre Set 2015 1611 29 settembre 2015

Artur Mas, chi è l'indipendentista catalano indagato per disobbedienza

Borghese. Liberale. Educato. Ritratto del leader secessionista che spaventa Madrid.

  • ...

Artur Mas festeggia la vittoria alle elezioni regionali del 27 settembre 2015.

Il presidente della Catalogna, il secessionista Artur Mas, dovrà comparire di fronte al tribunale superiore di giustizia spagnolo, il prossimo 15 ottobre. Mas è indagato per «disobbedienza».
L'accusa è di aver indetto il referendum del 2014 per l'indipendenza della Catalogna, dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale spagnola. «Politicamente è stata una ribellione democratica contro lo Stato spagnolo: ho aperto le urne», ha replicato lui, parlando di «reazione di un governo rabbioso, incapace di dialogare».
La notizia arriva a pochi giorni dalle elezioni regionali vinte dalle liste indipendentiste, che hanno conquistato la maggioranza dei seggi con il 47,8% dei voti.
Una vittoria a metà, perché se da un lato la consultazione ha mantenuto il partito di Mas al potere, dall'altro ha mostrato che meno della metà della Catalogna vuole la secessione.
La soglia del 50%, sfiorata per un soffio, era infatti un traguardo fondamentale per il partito indipendentista.
DA TECNICO A TRASCINATORE. Ma chi è Artur Mas, il politico più odiato e temuto dal governo centrale di Madrid guidato da Mariano Rajoy?
Nato a Barcellona il 31 gennaio del 1956, Mas sulla carta non ha nulla del rivoluzionario.
Uscito da una famiglia della buona borghesia cattolica di Barcellona, economista di formazione, liberal-centrista per scelta politica, è un leader che prima dell'avventura secessionista non aveva mai mostrato particolare focosità, anzi. Prima di lanciarsi nella battaglia al centralismo spagnolo, era considerato quasi un 'tecnico', più che un trascinatore.
Cresciuto in politica all'ombra di Jordi Pujol, presidente catalano dal 1980 al 2003, e ora precipitato nella polvere per uno scandalo di corruzione, è al governo dell'esecutivo catalano dal 2010.
LE ALLEANZE CON LA SINISTRA. Per costruire la campagna indipendentista, Mas è dovuto scendere a patti con parti politiche anche lontane dalla sua.
Alle elezioni del 2012 ha dovuto stipulare una strana alleanza tra il suo partito di centrodestra Convergenza e unione (Ciu) e quello di centrosinistra, Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc).
Nel corso della sua carriera, Mas è stato a lungo sostenitore dell'autonomia catalana, ma non della piena indipendenza.
A partire dal 2007 ha iniziato a soffiare sul nazionalismo catalano e a puntare alla secessione della regione.

Artur Mas parla davanti ai sostenitori della coalizione Junts pel sì.

Il governo centrale, dopo avergli sbattuto più volte la porta in faccia, ora lo teme. La stampa della capitale lo attacca ogni giorno. L'accusa è di tradimento verso la patria.
Se è vero, infatti, che esiste un rinomato orgoglio catalano, d'altra parte esiste un patriottismo spagnolo altrettanto forte.
L'ambizione di Mas, dicono i giornali catalani, è di essere l'ultimo presidente 'spagnolo' della Catalogna e diventare il padre della patria della nuova nazione indipendente.
SFIDA AL GOVERNO CENTRALE. La sfida che ha lanciato nel 2011 allo Stato spagnolo, dopo che la Corte costituzionale di Madrid aveva bocciato buona parte dello Statut catalano e negato alla Catalogna lo status di nazione, è stata considerata a lungo dal governo come una mossa un po' folkloristica.
Ma durante la campagna è diventata una minaccia reale per lo Stato spagnolo.
Ora è una prospettiva che suscita un'ondata di sdegno nella Spagna profonda, dalla Castiglia all'Andalusia, una sfida aperta al nazionalismo centralista di stampo franchista.
LE ACCUSE DEL TRIBUNALE SUPERIORE DI GIUSTIZIA. Le accuse del tribunale superiore di giustizia tentano di indebolire l'immagine di Mas, o peggio di destituirlo dalla poltrona recentemente riacquistata. I fatti imputati risalgono all'autunno 2014. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale spagnola, che aveva vietato un referendum vincolante sull'indipendenza catalana, Mas aveva mantenuto la convocazione del voto, anche solo con valore consultivo.
Al voto avevano partecipato il 9 novembre 2014 2,5 milioni di elettori catalani, su 5,5 milioni di cittadini. Il risultato era stato ampiamente favorevole all'indipendenza.
RAJOY NEGA PRESSIONI. Il capogruppo parlamentare di Convergencia (il partito di Mas) Pere Macias ha dichiarato provocatoriamente che tutti i partecipanti al voto dovrebbero essere imputati dalla giustizia spagnola. Mentre il premier spagnolo Mariano Rajoy ha negato che il suo governo sia intervenuto per ottenere l'imputazione di Mas. «È falso e profondamente ingiusto», ha detto ai cronisti nella sede del parlamento.

Correlati

Potresti esserti perso