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LA LOTTA 29 Settembre Set 2015 1954 29 settembre 2015

Trivel, i governatori contro il decreto Sblocca Italia

Da 10 Regioni referendum per dire no. I quesiti depositati Cassazione.

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Trivelle nel Mediterraneo? Renzi te le puoi scordare.
Arriva dalle Regioni un netto 'no' ai sondaggi per la ricerca di idrocarburi - autorizzati dal governo - effettuati con una tecnica chiamata Air Gun, cannoni ad aria compressa che emettono onde anche di 260 decibel capaci di distruggere l'intera fauna marina.
Il 30 settembre i delegati di 10 Regioni (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise) hanno depositato in Corte di Cassazione sei quesiti referendari sul cosiddetto decreto 'sblocca Italia' che appunto prevede le trivellazioni.
PRONTI ALLA MEDIAZIONE. Le Regioni vogliono anche, con questo atto, riaffermare il proprio ruolo nelle procedure che li riguardano e la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali si è detta pronta a sedersi a un tavolo con il governo per trovare una mediazione. «L'iniziativa referendaria, promossa unitariamente dai presidenti delle Assemblee legislative, è al di fuori di una logica politica e per affermare invece che non si possono tagliare fuori le Regioni, gli enti locali e i territori dalle scelte sul loro futuro», ha spiegato il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Piero Lacorazza (Pd), che è da tempo impegnato in questa battaglia.
IL GOVERNO APRA UN TAVOLO. «Il problema c'è» - ha sottolineato il coordinatore dell'Assemblea dei Consigli regionali, Franco Iacop - «se teniamo presente che 10 Consigli regionali a maggioranza assoluta hanno sottoscritto le delibere per attivare la procedura di referendum, come prevede l'articolo 75 della Costituzione». Iacop auspica che il Governo decida di aprire un tavolo per la revisione della normativa, «siamo qui per ragionare assieme».

Il governatore dell'Emilia Romagna boccia la richiesta di referendum

Matteo Renzi con Stefano Bonaccini.

Alcune Regioni, tuttavia, hanno bocciato la richiesta di referendum. È il caso dell'Emilia Romagna, il cui presidente, Stefano Bonaccini, pur comprendendo le ragioni di chi chiede il referendum, ha detto di non considerare questo «lo strumento più utile per affrontare le questioni».
Per questo ha chiesto il sostegno dell'Aula per proporre in Conferenza delle Regioni e poi nella Conferenza Stato-Regioni le modifiche dell'articolo 38 e si è detto convinto che il governo possa accogliere questa richiesta.
SÌ O NO TRIVELLE, LA RAI INFORMI. Le Regioni hanno chiesto che della questione si occupino anche i tg nazionali del servizio pubblico radiotelevisivo e annunciato l'intenzione di scrivere al presidente dell'Agcom, Marcello Cardani, «per dare lo spazio informativo che merita un tema di così grande interesse per le comunità amministrate».
Anche la Puglia promuoverà una campagna di sensibilizzazione e informazione per scongiurare il pericolo di disinteresse o di disinformazione da parte dei cittadini che eventualmente saranno chiamati alle urne sui quesiti referendari. Intanto sulla vicenda sono intervenute anche le associazioni ambientaliste.
PURE LA CROZIA MOLLA, RENZI NO. «Affondano i piani fossili della Croazia, ormai resta solo Renzi a volere le trivelle nei nostri mari», ha affermato Greenpeace, rilevando che «sembra essere durato poco più di un anno il 'sogno fossile' della Croazia nell'Adriatico».
Il Wwf invece si è detto soddisfatto per la decisione annunciata dalla Royal Dutch Shell di abbandonare le trivellazioni in Artico e ha auspicato che ora Eni segua l'esempio e abbandoni investimenti che peggiorano crisi climatica.

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