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INTERVISTA 1 Ottobre Ott 2015 2117 01 ottobre 2015

Fitto: «Io assolto e Berlusconi zitto, episodio grave»

Fitto prosciolto dopo 10 anni di processo per tangenti. «Il Cav non l'ho sentito», dice a L43. «Che amarezza, è inadeguato. Lo sconsigliai su Renzi: avevo ragione».

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È stato il processo che ha scandito 10 anni della sua vita.
Iniziato quando era presidente di Forza Italia della Regione Puglia, anzi di più: enfant prodige di Silvio Berlusconi, che lo definì addirittura «la mia protesi».
La lunga gogna mediatica per l’accusa di aver intascato una tangente è terminata: assoluzione con formula piena.
Ma oltre alla soddisfazione, a Raffaele Fitto resta una doppia amarezza.

Raffaele Fitto e, alle sue spalle, Silvio Berlusconi. © Imagoeconomica


DOMANDA. Ora lei da ex delfino, dopo la sua fuoriuscita da Fi per fondare il movimento “Conservatori e riformisti”, viene bollato a Palazzo Grazioli come «traditore» e «mestierante della politica». E Berlusconi non ha detto niente sulla sua assoluzione. Curiosa parabola, non crede?
RISPOSTA. Il silenzio di Berlusconi mi ha amareggiato. E mi fa capire quanto sia complessa la situazione in cui si trova. Il fatto che non abbia parlato lo ritengo molto grave.
D. Come se lo spiega? Tanto più che la battaglia garantista è stata sempre una bandiera di Forza Italia...
R. Io dico solo che non c’è polemica politica che tenga di fronte a certe cose.
D. Sta dicendo che per coerenza politica e stile il Cav doveva intervenire?
R. Ho ricevuto telefonate da tutto il mondo politico, tranne che da lui.
D. Veramente anche i parlamentari forzisti ci hanno messo alcune ore prima di farlo.
R. Ma comunque io li ringrazio, a cominciare dal capogruppo al Senato Paolo Romani (il primo a muoversi dopo ore di afasia, ndr) perché lo hanno fatto.
D. Il punto è che solo Berlusconi ha voluto restare zitto?
R. Sì. Anche se per me non cambia niente.
D. Sta dicendo che invece rischia di perderci lui, di dare agli italiani l’immagine di un leader che è garantista solo quando sono in ballo le sue vicende?
R. Non voglio entrare nel merito di questo, ma il suo silenzio dimostra quanto lui sia inadeguato.
D. Come si spiega l’acredine particolare che le riserva e che non ha dispensato con la stessa intensità ad altri fuoriusciti come Angelino Alfano o Denis Verdini?
R. Io ho avuto ai suoi occhi il grave torto di aver avuto ragione.
D. Su cosa?
R. Glielo avevo detto che appoggiare le riforme di Renzi si sarebbe rivelato un autogol. E così è stato.
D. Pensa un giorno di poter ricucire con lui?
R. Il punto non è personale, io ritengo che quella stagione politica sia conclusa.
D. Però anche lei quando dice che Berlusconi deve uscire di scena, non crede che sarebbe stato un po’ come chiedere a Wanda Osiris di lasciare il palcoscenico?
R. Prendo atto di quello che sta accadendo: è cambiato il momento storico.
D. Gli elettori però potrebbero dire che né lei né Alfano né Salvini avete lo stesso carisma di Berlusconi, anche se lei lo giudica finito.
R. Io chiedo un momento di elaborazione sui contenuti per rilanciare il centrodestra e le primarie.
D. Tra le tante telefonate che ha ricevuto c’è stata anche quella del suo ex fratello-coltello di Forza Italia, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, leader di Ncd. Si è pentito di averlo tanto attaccato per difendere Berlusconi solo due anni fa?
R. Assolutamente no. Quello è stato un passaggio di cui ero convinto.
D. Si è sentito usato da Berlusconi?
R. No, io l'ho difeso non perché me lo abbia chiesto lui. L’ho fatto per convinzione.
D. Pensa a una futura alleanza con Alfano?
R. Io penso che dobbiamo costruire un’alternativa al governo Renzi.
D. Matteo Salvini leader del centrodestra come lo vede?
R. Salvini fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro. Chi sarà il leader lo deve decidere direttamente il popolo.
D. Con Denis Verdini in che rapporti è rimasto? Ora sembra attrarre più lui nei gruppi parlamentari che lei...
R. Non c’è un termometro per le presenze... I Conservatori e riformisti hanno già un gruppo al Senato e stiamo lavorando per farlo alla Camera. Quanto ai rapporti tra me e Verdini, come tutti i rapporti politici, non vanno mai compromessi per aver fatto scelte diverse.
D. Lei andrà dal premier inglese David Cameron, al quale il suo movimento si ispira?
R. Sì, sono in partenza domenica per il congresso dei conservatori.
D. Sono state fatte ironie sulla sua vicinanza agli inglesi...
R. Sono ironie che non capisco. Piuttosto, con Forza Italia che sta nel Ppe e in Italia dice cose diverse da quelle che fa in Europa, come la mettiamo?

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